9 Lug 2014 / 18:07

Il Collio festeggia 50 anni di storia. Prossimo obiettivo un bianco Docg bandiera del territorio

Il presidente del Consorzio, Robert Prinic, fa il punto su questo primo mezzo secolo del Collio e sul suo primo anno di mandato: un punto di partenza per lanciare nuove strategie. A partire dalla promozione.
Il Collio festeggia 50 anni di storia. Prossimo obiettivo un bianco Docg bandiera del territorio
Il presidente del Consorzio, Robert Prinic, fa il punto su questo primo mezzo secolo del Collio e sul suo primo anno di mandato: un punto di partenza per lanciare nuove strategie. A partire dalla promozione.
Il mezzo secolo di storia del Collio? Certamente motivo d'orgoglio, ma soprattutto un punto di partenza. Ne è convinto il (più) giovane presidente dell'omonimo Consorzio, Robert Princic (38 anni, azienda Gradisciutta), che, a un anno dal suo insediamento, ha le idee chiare sul futuro della denominazione: "Fino ad ora il Collio è conosciuto in Italia e nel mondo per i suoi monovitigni, dal Pinot grigio al Sauvignon, dal Friulano alla Ribolla. Dovremmo puntare su vini fortemente caratterizzanti l'anima di un territorio, che ha da sempre fatto della qualità il suo punto di forza". L'idea (mutuata dal primo presidente Sigismondo Douglas Attems, 1964-1999) di un Collio Bianco Docg fatto di Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla potrebbe essere la chiave per lavorare, dopo aver operato una scrematura sul disciplinare, a una rinnovata immagine per tutte le 180 aziende associate, che gestiscono oggi un patrimonio di circa 1.400 ettari, con oltre 6 milioni di bottiglie. Identificare un territorio con i grandi vitigni internazionali, seppur di qualità, non è il massimo. "Ciò che piantiamo oggi sarà il nostro futuro tra altri 50 anni. Dobbiamo quindi consolidare il nome Collio e concentrare la comunicazione su di esso per essere più competitivi", dice Princic sottolineando come la Doc, nonostante tre annate scarse, sia riuscita a mantenere il valore su livelli accettabili: "Valore che, auspichiamo, vada ad aumentare. In ogni modo, le vendite sono state positive non solo all'estero, dove esportiamo tra 30% e 40% dei volumi, ma anche in Italia, mercato da non trascurare". La promozione è il mezzo per raggiungere l'obiettivo: "Il Consorzio sta pianificando una serie di appuntamenti in Italia e all'estero"; in alcuni casi assieme al Consorzio delle Doc del Friuli Venezia Giulia, dove però il Collio ribadisce di non voler entrare. L'immediato futuro è l'Expo: "Stiamo dialogando con la Regione" conclude Princic "e sarà una grande occasione per tutti", anche per quelle grandi cantine e per quei piccoli produttori che ancora oggi sono fuori dal Consorzio.
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