4 Nov 2016 / 14:11

Michelin San Francisco e Chicago 2017. L'America che piace alla Rossa: West Coast batte Midwest

54 a 26, a favore della Baia californiana. Comunque un bel bottino di stelle per le due metropoli statunitensi che si confermano mete gastronomiche da non perdere per i viaggiatori gourmet. A San Francisco tre stelle per “l'italiano” Quince, a Chicago Grant Achatz a quota 3+1, per Alinea e Roister.

Quince, San Francisco

54 a 26, a favore della Baia californiana. Comunque un bel bottino di stelle per le due metropoli statunitensi che si confermano mete gastronomiche da non perdere per i viaggiatori gourmet. A San Francisco tre stelle per “l'italiano” Quince, a Chicago Grant Achatz a quota 3+1, per Alinea e Roister.

Pioggia di stelle a San Francisco

Sei x tre = Diciotto. A tanto giunge il numero delle stelle che affollano il firmamento di San Francisco solo considerando le insegne tristellate, quella premiate con il massimo riconoscimento dalla guida Michelin: ben 6, tutte concentrate in un'area che non copre certo l'estensione sterminata di altre celebri metropoli americane (anche se il raggio d'azione cattura l'intera Baia, da North Beach a Napa Valley). Eppure, stando all'entusiasmo degli ispettori della Rossa, la Bay Area californiana ha davvero molto da offrire ai viaggiatori gourmet in cerca di solide esperienze gastronomiche. E infatti l'edizione 2017 della guida cittadina presentata qualche giorno fa fotografa un panorama ristorativo in grande spolvero: cinque conferme su cinque per le tavole più gettonate – The French Laundry, the Restaurant at Meadowood, Benu, Manresa, Saison– e una new entry di tutto rispetto, Quince, che conquista per la prima volta l'accesso all'Olimpo delle tre stelle col suo menu degustazione da 220 dollari a persona improntato alla cucina italiana (e così sul territorio statunitense arriva il primo riconoscimento di tale importanza per una tavola di ispirazione made in Italy). Ma a beneficiarne è tutta la città, che raggiunge New York a quota sei per numero di tristellati, attestandosi in cima alla lista delle mete gastronomiche d'eccellenza negli Stati Uniti. E c'è aria di promozione anche nel distretto cosmopolita di Mission, dove fa parlare l'ascesa del ristorante Lazy Bear guidato dall'autodidatta David Barzelay, passato da una a due stelle (in buona compagnia con altre 6 conferme bistellate). Mentre sale a quota 41 il computo delle insegne che possono vantare una stella, con sette nuove entrate che riflettono gli stimoli multiculturali della cucina locale: Adega (San Jose), Hashiri, ju-ni, Madera (Menlo Park), Mister Jiu’s, Mosu, The Progress.

Benu, San FranciscoBenu, San Francisco

La food revolution della West Coast: Re-think Food

Del resto, è bene ricordare che proprio sulla West Coast si ritrovano ogni anno le menti più brillanti che hanno qualcosa da dire sul futuro di un settore che vanta un potenziale economico sconfinato. Proprio in queste ore, a Napa, si apre l'edizione 2016 di Re-Think Food, la conferenza internazionale sull'innovazione alimentare organizzata da Google Food Lab, MIT e Culinary Institute of America. E il fermento creativo di scena dal 4 al 6 novembre sul palco californiano – al confine, labile, tra consuetudine e innovazione, cibo e design – non può che favorire il fiorire di uno stimolante panorama gastronomico locale. Quest'anno a tenere banco sarà la food revolution, la cucina d'avanguardia e l'evoluzione tecnologica, l'emergenza sostenibilità e la voglia di stare bene a tavola. E, perché no, le ottime opportunità di business offerte dal settore. Con personalità e chef in arrivo da tutto il mondo gastronomico che conta, dal Basque Culinary Center al Mit Media Lab, alla Food Business School.

Alinea, ChicagoAlinea, Chicago

Michelin Chicago 2017. Grant Achatz è il re

Intanto, all'altro capo del Paese, si festeggia anche a Chicago, un'altra delle mete gastronomiche statunitensi da non perdere. La star locale è indubbiamente Grant Achatz, che dopo il radicale restyling di Alinea conserva le tre stelle (in compagnia di Grace). E non solo. Roister, uno dei tanti progetti collaterali del poliedrico chef, ottiene la sua prima stella a pochi mesi dall'apertura, con una proposta incentrata sul grill. E se non si segnalano nuovi tristellati, sono due le insegne che salgono a quota due - Oriole (finora sguarnito di stelle) e Tru - e quattro le tavole che ottengono la prima stella: Band of Bohemia, Green River (più celebre per i cocktail, dell'impero Danny Meyer), Smyth Roister.

Per tirare le somme San Francisco batte Chicago 54 a 26, almeno sul versante stellato. Ora tutti aspettano i risultati di New York (alla fine di novembre), finora salda in vetta a quota 75. Ma oltre alle stelle c'è di più. O no? Anche in Italia la febbre sale: appuntamento al 15 novembre.

 

Ristoranti tre stelle a San Francisco

Benu (San Francisco)

The French Laundry (Wine Country)

Manresa (Peninsula)

Quince (San Francisco)

The Restaurant at Meadowood (Wine Country)

Saison (San Francisco)

 

Ristoranti tre stelle Chicago:

Alinea (Chicago)

Grace (Chicago)

 

a cura di Livia Montagnoli

 

 

 
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