17 Giu 2018 / 15:06

Cookin' Med. La cucina etica del mare e la sostenibilità secondo Pino Cuttaia

Il Mediterraneo con il suo carico ambientale, gastronomico e culturale è il tema della nuova manifestazione voluta da Pino Cuttaia. Che ha chiamato a raccolta chef e professori universitari per costruire una think tank di specialisti del mare nostrum. 

Cookin' Med. La cucina etica del mare e la sostenibilità secondo Pino Cuttaia

Il Mediterraneo con il suo carico ambientale, gastronomico e culturale è il tema della nuova manifestazione voluta da Pino Cuttaia. Che ha chiamato a raccolta chef e professori universitari per costruire una think tank di specialisti del mare nostrum. 

 

Il Mediterraneo come luogo di connessioni, di vita e di culture, di frontiera e di scambi, un ecosistema da tutelare e valorizzare. Non solo nel suo patrimonio paesaggistico e ambientale, ma anche in quello culturale. Sostenibilità è la parola chiave, che racconta di un'attitudine al rispetto e alla salvaguardia di quanto il Mediterraneo custodisce e unisce: l'ambiente naturale dentro e fuori il mare, e quello culturale e sociale che si è sviluppato sulle terre che vi si affacciano.

Cookin' Med: l'eredità estiva di Care's

Parte da questo presupposto Cookin' Med, che idealmente rappresenta il un passaggio del testimone da Norbert Niederkofler e Paolo Ferretti e il loro Care's – manifestazione dedicata alla cucina etica che oltre all'appuntamento invernale in Alta Badia ha avuto anche una summer edition a Salina – a Pino Cuttaia che a Licata, affacciata su quel Mediterraneo, vive e lavora. Nasce da un incontro tra i tre l'idea di sviluppare un progetto autonomo che andasse a fondo sul ruolo, i valori, le istanze e i beni del mare nostrum (e di quelli che condivide con altri mari), e di farlo dal punto di vista privilegiato della cucina. Interpretata nella sua complessità di attività creativa e culturale, di condivisione e scambio, di legame con il territorio e la tradizione, di piacere e conoscenza, e ancor più per il suo incredibile valore interdisciplinare capace di mettere in dialogo diversi ambiti del sapere umano: antropologia, storia, letteratura, botanica, geografia, nutrizione, biologia, e tutto quanto concerne le attività legate alla produzione del cibo (agricoltura, pesca, allevamento). La prima edizione di Cookin' Med è attesa ad Agrigento a settembre 2019, ma il primo appuntamento è prima a fine settembre 2018, quando si darà il via ufficiale ai lavori sui progetti culturali e culinari firmati Cookin' Med.

Un network di idee e competenze

Di questa multidisciplinarietà Cookin' Med impiega strumenti e intelligenze, chiamando a raccolta una think tank di sociologi, scienziati, artisti, intellettuali e chef che possa alimentare il dibattito ed elaborare un nuovo tipo di rapporto tra sostenibilità e sviluppo, etica e consumo, mare e cucina. Un network che metta in campo strategie per raggiungere obiettivi diversi ma complementari: da una parte la valorizzazione della gastronomia tradizionale siciliana (e più in generale le cucine del mare nelle loro identità specifiche) e lo sviluppo del territorio, dall'altra la connessione tra persone anche lontane geograficamente e culturalmente ma unite dal vivere il mare per sviluppare riflessioni e progetti, con l'idea, un giorno, di uscire dall'ambito del Mediterraneo per confrontarsi anche con realtà più lontane.

I temi e i nomi in ballo

A sviluppare il progetto Pino Cuttaia, Alessandra Montana, Giuseppe Ceccarelli che hanno coinvolto alcuni chef per parlare di mare e di sostenibilità, di pesce povero, pesca sostenibile e stagionalità. Tra i nomi previsti quelli di Enrico Crippa, Josean Alija, Norbert Niederkofler, Martina Caruso e molti altri. Ma non ci sono solo i grandi nomi della gastronomia, anche il mondo dell'accademia è stato chiamato in causa per cercare di decifrare la complessità del presente e di porre domande per immaginare strategie per il futuro. Per esempio: come sviluppare un'economia ambientale a partire da un approccio e un uso sostenibile del mare? In che modo la scienza e la tecnica possono migliorare i trasporti marittimi riducendo l'impatto ambientale e intervenendo sulle rotte per salvaguardare i gradi cetacei? Perché il Mediterraneo riveste (e ha sempre rivestito) un ruolo geopolitico e culturale così nevralgico? In che modo i flussi migratori incidono sulla realtà attuale? E in che modo la cucina testimonia questi scambi? A rispondere a questi quesiti, necessari per affrontare le sfide della contemporaneità, il partner scientifico di Cookin' Med: Unimed, l'Unione delle Università del Mediterraneo, che oltre a coordinare le attività storico-culturali dell'evento, lancerà un progetto di formazione per i giovani degli atenei che fanno parte del network attraverso campus estivi sui temi di Cookin' Med.

Un laboratorio permanente per un manifesto del Mediterraneo

Il cuoco, in questo contesto, diventa una figura di raccordo tra competenze, culture, tradizioni e storie diverse. Non solo, gli si assegna un ruolo di responsabilità nella società, una funzione attiva nell'innescare cambiamenti nello stile di vita, nel proporre buone pratiche e alzare il livello di attenzione sulla sostenibilità, letta in tutte le sue accezioni. L'obiettivo è creare un laboratorio permanente sui temi del Cookin' Med non solo per indagare le tradizioni culinarie dei paesi che affacciano sul Mediterraneo; ma anche per sviluppare un manifesto e alimentare un confronto continuo su territorialità, stagionalità, nutrizione, mare,'etica e tutti i temi correlati, non solo gastronomici. Il primo seme verrà lanciato a settembre 2018 perché si sviluppi nel corso dei 12 mesi successivi le riflessioni che verranno poi discusse nella prima edizione, quella di Agrigento, a settembre 2019.

 

a cura di Antonella De Santis

 

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