20 Ott 2018 / 16:10

Orti scolastici. A Taormina il progetto di educazione agroalimentare per gli aspiranti cuochi

L'educazione alimentare è sempre più al centro dell'attenzione degli istituti scolastici. Fra le ultime iniziative, quella dell'istituto alberghiero di Taormina, che ha realizzato un orto a chilometro zero dove coltivare erbe aromatiche e ortaggi da utilizzare in cucina. 

Orti scolastici. A Taormina il progetto di educazione agroalimentare per gli aspiranti cuochi

L'educazione alimentare è sempre più al centro dell'attenzione degli istituti scolastici. Fra le ultime iniziative, quella dell'istituto alberghiero di Taormina, che ha realizzato un orto a chilometro zero dove coltivare erbe aromatiche e ortaggi da utilizzare in cucina. 

 

Dagli orti urbani agli orti scolastici

Educare i più giovani al rispetto per l'ambiente, l'amore per la natura, e soprattutto a un'alimentazione sana ed equilibrata, frutto di scelte consapevoli. È l'obiettivo dei tanti progetti a tema recentemente ideati nelle scuole italiane, che sempre più spesso scendono in campo per affrontare argomenti come la sostenibilità e la stagionalità degli ingredienti, valorizzando ogni aspetto della filiera alimentare, a cominciare dalla coltivazione degli ortaggi. Dopo la tendenza degli orti urbani, che continuano a crescere a livello quantitativo e qualitativo in varie zone della Penisola, è la volta degli orti scolastici, appezzamenti di terra pensati per educare bambini e adolescenti, ponendo così le basi per farli diventare un giorno dei consumatori consapevoli.

Il progetto di Taormina

L'ultimo nato è a Taormina, e si distingue per le dimensioni: 1000 metri quadri di terreno che ospitano tanti diversi tipi di coltivazioni, dagli ortaggi alle erbe aromatiche, tutte biologiche e ad appena 10 metri dall'Istituto Pugliatti, specializzato nella formazione enogastronomica e alberghiera.Un orto a chilometro zero dove gli studenti possono lavorare in sinergia, maturando il loro spirito di squadra, sviluppando il senso di convivialità e condivisione e affinando il palato. Oltre che aumentando il proprio senso di appartenenza alla comunità scolastica. Un'iniziativa ad ampio spettro, dunque, che nella semplicità dei prodotti genuini della terra ha trovato la chiave di volta per formare ragazzi e ragazze amanti della buona tavola, abituandoli fin da subito a ricercare i sapori e profumi migliori, quelli più autentici e sinceri.

L'integrazione

Un modo per (ri)scoprire il concetto di stagionalità, imparare le tecniche di rotazione colturale e le basi di un'alimentazione corretta, oltre che conoscere i fondamenti della dieta Mediterranea e della biodiversità italiana. Con una particolare attenzione ai ragazzi disabili, che attraverso il lavoro pratico e manuale potranno sentirsi ancor più integrati nel resto del gruppo, partecipanti attivi al progetto collettivo. Senza dimenticare, poi, il tema del momento, una problematica che continua, fortunatamente, a destare l'attenzione degli istituti e gli enti specializzati: lo spreco alimentare, che sarà analizzato ed esaminato in tutte le sue sfaccettature, così che le future generazioni possano non ripetere gli stessi errori.

L'obiettivo

A rendere possibile l'iniziativa, un finanziamento messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l'obiettivo di promuovere il rispetto reciproco, l'educazione alimentare, la costruzione del dialogo e la realizzazione di contenuti innovativi e sperimentali. E per mettere in pratica le tecniche apprese in aula: “Quello che coltiviamo viene raccolto e scelto direttamente dai ragazzi, arriva in cucina pronto per essere valorizzato. Un percorso didattico importante grazie al quale nascerà un ricettario della tradizione siciliana rivisitato in tema gourmet”, ha dichiarato il dirigente scolastico Luigi Napoli.

www.itctspugliatti.it/pasw/

a cura di Michela Becchi

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