5 Mag 2016 / 18:05

Viaggio tra i vitigni autoctoni: la garganega

a cura di

Oggi vi presentiamo la garganega: il vitigno a bacca bianca più importante del Veneto

Viaggio tra i vitigni autoctoni: la garganega

Oggi vi presentiamo la garganega: il vitigno a bacca bianca più importante del Veneto

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Storia e territorio

La garganega è l’uva autoctona a bacca bianca più importante del Veneto e in particolare delle zone di Soave e Gambellara. Le sue origini sono incerte, ma sappiamo che la zona del veronese era già famosa per la produzione di vino fin dall’antichità. Una tradizione agricola che ha attraversato i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Troviamo tracce di quest’antica vocazione per la viticoltura a Palazzo di Giustizia di Soave, sulle cui mura è scolpita l’iscrizione io, casa amica del diritto, sono stata eretta quindici lustri dopo gli anni mille e trecento… quando i paesani pigiavano con i piedi le uve”. La zona di produzione di Soave copre tutto l’arco collinare orientale della provincia di Verona, ma l’area più antica e storicamente vocata è quella Classica, che si trova sui rilievi collinari di Monteforte d'Alpone e Soave. I suoli delle colline sono di antichissima origine vulcanica, con prevalenza di rocce nere basaltiche, estrusioni di tufo e venature calcaree, che donano al vino di questo prezioso terroir sorprendenti e profonde note minerali. I versanti ripidi di Soave consentono splendide esposizioni, che garantiscono una maturazione perfetta dell’uva. Altra zona in cui la garganega ha trovato un habitat ideale per produrre vini di alta qualità è Gambellara, vicino ai primi rilievi collinari dei Monti Lessini. Un’area di antica origine vulcanica, con prevalenza di suoli tufacei, basaltici, ricchi di frammenti rocciosi e minerali, che sembrano i terreni più adatti in assoluto per esaltare le qualità della garganega.

 

Caratteristiche

La garganega è solitamente allevata secondo il tradizionale sistema della pergola veronese. È un vitigno vigoroso e produttivo, con grappoli dalla forma allungata e acini di un bel giallo dorato. Sui suoli di antica origine vulcanica di Soave e Gambellara, ha trovato la sua terra d’elezione. Qui riesce a esprimersi con livelli qualitativi elevati, regalando vini affascinanti, longevi, caratterizzati da un nitido profilo minerale. Vinificata in purezza, esprime un bouquet interessante, con profumi di fiori bianchi, aromi fruttati, note tropicali e finale ammandorlato. Spicca soprattutto per un grande equilibrio gustativo, che dona al vino corpo, struttura e una certa morbidezza. All’affinamento in acciaio, che preserva maggiormente gli aromi varietali dell’uva, si affianca sempre più spesso anche l’invecchiamento in botti o barrique, che contribuisce a conferire al vino maggior complessità aromatica e struttura. La garganega si presta anche a una surmaturazione in vigna, utilizzata per realizzare vini più concentrati e morbidi da vendemmie tardive. La naturale propensione all’appassimento del vitigno è sfruttata soprattutto per realizzare alcuni tra i più famosi e apprezzati vini da dessert: il Recioto di Soave Docg e il Recioto di Gambellara Docg. Vini passiti dagli aromi vellutati e suadenti, aromaticità intensa e buona freschezza.

 

Produttori

Molte le etichette interessanti. Tra le versioni di maggior complessità ricordiamo il Soave Classico La Froscà di Gini, il Soave Classico Ca’ Visco di Coffele, il Soave Classico Monte Alto di Ca’ Rugate, il Soave Classico Cavarino di Pieropan, il Soave Classico Staforte di Graziano Prà e il Soave Classico Le Bine de Costiola di Tamellini. Ottimo anche il Soave Superiore Il Casale di Vicentini e il Soave Classico Pigno di Marcato, così come affascinanti il Recioto di Soave Col Foscarin di Gini, Recioto di Soave Le Colombare di Pieropan e il Recioto di Gambellara Le Ginestre di Casa Cecchin.


a cura di Alessio Turazza

 

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