31 Dic 2016 / 12:12

60 etichette per brindare al nuovo anno

Grandi o piccole, italiane o straniere. Ecco le etichette che 30 addetti ai lavori, tra sommelier, giornalisti, wine ambassador, ci hanno consigliato per il nuovo anno.

60 etichette per brindare al nuovo anno

Grandi o piccole, italiane o straniere. Ecco le etichette che 30 addetti ai lavori, tra sommelier, giornalisti, wine ambassador, ci hanno consigliato per il nuovo anno.

Abbiamo chiesto ai più grandi nomi legati al mondo del vino di suggerirci, ognuno, due etichette per brindare al nuovo anno, una italiana, l'altra no. La Francia fa la parte del leone, come era prevedibile. Ma non manca qualche sorpresa. Tra grandi maison e piccole o piccolissime cantine, ecco 60 bottiglie per festeggiare il novo anno.


Donato Addesso 

Locanda Severino (Caggiano - SA). Maître di sala e Responsabile di cantina

ETICHETTA ITALIANA. Giulio Ferrari. Difficile pensare alle bollicine italiane senza tirare in ballo Ferrari e in particolare il suo Giulio: nonostante il numero di bottiglie prodotte riesce a mantenere una qualità altissima.

ETICHETTA INTERNAZIONALE: Dom Pérignon 2004. Ci ho pensato e ripensato ma non posso farne a meno: Champagne molto noto, molto diffuso, a mio parere super annata per piacere e complessità. Appassionati e amanti del buon gusto non possono non provarlo e apprezzarlo!

 

 

 

 

 

Abissi Riserva Pas Dosè di Bisson

 

Roberto Adduono

Re Maurì (Salerno). Maîtree sommelier
ETICHETTA ITALIANA. Rimanendo in Italia, come apertura propongo Abissi Riserva Pas Dosè di Bisson, un Metodo Classico da bianchetta genovese, vermentino e cimixia che rimane per circa 26 mesi ad affinare nei fondali del Mar Ligure a circa 15 m di profondità a temperatura costante, e dopo 12 mesi sboccato e ricolmato con lo stesso spumante. Secco, minerale, salmastro, iodato con finale elegante e marino, perché non accompagnarlo ai fantastici antipasti (anche crudi) preparati?

ETICHETTA INTERNA. Se volessimo dare un tocco internazionale al nostro cenone, bypassiamo la Francia, andiamo in Spagna, Cava Elias Terns Brut Nature Gran Riservas di Parato Vinicola. Versione spagnola del Metodo Classico, xarel-lo, macabeo, parellada e piccolo tocco di chardonnay. Note di lungo affinamento con ben 60 mesi sui lieviti, 50% del vino base di annata 2005, struttura imponente e sensazioni gustative complesse e persistenti; dunque il consiglio è di servirlo ad una temperatura leggermente più alta dei classici 8/10 °C. Tante bollicine e tanta fortuna per l'anno che verrà. Auguri!


Ivano Antonini

Blend4 (Azzate - VA). Sommelier e ristoratore.
ETICHETTA ITALIANA. Spumante Metodo Classico Pas Dosé Fongaro 2011: il vitigno durella si sta affermando come una delle uve autoctone più interessanti per la produzione di Metodo Classico. Siamo sui Monti Lessini e la famiglia Fongaro produce diverse tipologie di vini da questo vitigno. Ho scelto il pas dosé perché è la quintessenza della purezza della durella. Caparbio e docile al tempo stesso con un carattere sapido davvero stuzzicante.

ETICHETTA INTERNAZIONALE:Champagne Brut Blanc des Noirs Elise Dechannes 2008. Siamo a Les Riceys, comune principe del pinot nero dell'Aube nel sud della Champagne. Elise Dechannes è una piccola produttrice che coltiva i suoi vigneti con la filosofia della biodinamica. Il risultato è quello di ottenere degli Champagne di carattere e personalità. Il suo BdN 2008 nasce da una grandissima annata. Ampiezza, fascino e piacevolezza di beva in un corpo di grande struttura. Per un brindisi non usuale.

 

Alfredo Buonanno

Krèsios (Telese Terme - BN). Maître e sommelier

ETICHETTA ITALIANA. Metodo Classico Brut di Falesco. Roscetto 100%. Vitigno sconosciuto per molti, ma non per la famiglia Cotarella la quale dopo lunghi studi ha deciso di “vivacizzare” (con rifermentazione sui lieviti che dura per ben 36 mesi) quest’uva tipica che nasce su terreni di origine vulcanica nell’area di Montefiascone. Sintesi perfetta di quella che è la valorizzazione dei numerosissimi vitigni autoctoni presenti sul territorio italiano, nostro vero punto di forza.

ETICHETTA INTERNAZIONALE.Methode Traditionnelle Brut di Quartz Reef: 64% pinot noir, 36% chardonnay. Straordinario esempio di metodo classico prodotto veramente al sud del mondo (47° parallelo sud), in Nuova Zelanda, nell’area del Central Otago. Come si può dedurre dal nome, l’azienda - e quindi i vigneti - sono situati sopra il più vasto giacimento di quarzo della Nuova Zelanda, caratteristica che dona ai vini un corredo aromatico esaltante oltre che una grande sapidità e lunghezza in bocca. Con queste bollicine, la Nuova Zelanda conferma la straordinaria competenza raggiunta in brevissimo tempo, capace di sfidare anche i più blasonati metodo classico al Mondo.

 

Stefano Caffarri

Giornalista. Il Cucchiaio d'argento

ETICHETTA ITALIANA. Il Metodo Classico De' Fratelli di Ca de Noci, uno spumante delle mie terre in assenza di solfiti e da uve autoctone da vigne vecchie di spergola.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Uno Champagne, banale ma vero: il Brut Nature Millesimato diMarie Noelle Ledru.

 

Anna Cardin

Osteria Giorgione (Venezia). Direttore e sommelier

ETICHETTA ITALIANA. Cuvèe Augusto Dosaggio Zero, Tenuta di Corte Giacobbe - Dal Cero, Roncà. L'avvolgenza dello chardonnay abbraccia l'esuberanza della durella. Completa un quadro già impeccabile, il tocco minerale dato dal terreno vulcanico.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Cuvèe Diaphane Blanc de Blancs, Premier Cru Pascal Redon, Trepail. Pienezza e consistenza supportate da bollicine mai stanche. Campione d'equilibrio e di complessità olfattiva.

 

Armando Castagno

Degustatore e relatore AIS, critico e scrittore

ETICHETTA ITALIANA. Per un brindisi italiano ho pensato a qualcosa che fosse fuori dalle rotte più battute. L’Alta Langa milesimato 2012 di Paolo Avezza è un Metodo Classico ottenuto da uve di pinot nero e chardonnay coltivate a Canelli, in una delle sue aree collinari più fresche e più alte, e con esposizione verso Nord. Non ci viene bene solo il moscato, evidentemente. Il vino mi è sembrato di estrema compostezza e sobrietà in ogni aspetto, da quello aromatico, fine e sottile, a quello legato all’effervescenza. Fa quasi tre anni di presa di spuma e quindi, oltre a sprigionare una bella energia, ha anche un certo peso, il che lo rende credo adatto a tutto il pasto, dolci esclusi.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Anche sullo spumante d’Oltralpe tento una scelta contromano: mi ha molto colpito quest’estate lo Champagne Rosé des Lys Édition 2008 di Lancelot-Wanner, azienda puntiforme e forse poco nota in Italia ma alla quinta generazione di vignaioli, l’ultima delle quali rappresentata da Philippe, che ha 36 anni. La piccola cantina è in una capitale dello Champagne: Cramant, ma le vigne sono sparse nei migliori comuni della Côte des Blancs. Questo rosato viene da un 90% circa di chardonnay di Cramant, Oiry, Avize e Chouilly, e da un 10% di pinot noir di Bouzy, vinificato fermo. Il Rosé des Lys è uno Champagne elegante, floreale come il nome promette, davvero sapidissimo, dosato extra-brut quindi ben diritto e incisivo.

 

Weingut Emmerich Knoll Ried Loibenberg Riesling Smaragd

 

Francesca Ciancio

Giornalista. www.iltempodellestorie.com

ETICHETTA ITALIANA. Erpacrife bianco spumante Metodo Classico: più italiano di così non si può. Anzi, completamente autoctono. È lo spumante metodo classico Erpacrife fatto con erbaluce di Caluso, timorasso, cortese e moscato bianco. Un nome che potrebbe ricordare quello di un animale delle favole e che invece è l'acronimo di quattro nomi, quattro amici, che fanno tutti vino nelle rispettive aziende, ma che 10 anni fa hanno unito forza ed affetto per questo progetto comune.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Weingut Emmerich Knoll Ried Loibenberg Riesling Smaragd. Un Riesling austriaco della regione della Wachau per un brindisi denso e potente grazie a uve raccolte a perfetta maturità. Note di agrumi e pesca che fanno da contrappunto a sentori di tabacco e a sensazioni iodate.

 

Gabriella Cicero

Il Duomo (Ragusa). Restaurant manager

ETICHETTA ITALIANA. Tasca d’Almerita Brut: vino spumante da tutto pasto per la sua versatilità si presta anche a un utilizzo per un aperitivo o per realizzare un wine cocktail. Azienda storica siciliana, con la sua bollicina trasmette il sentimento siciliano dell’accoglienza, come trovare riparo in un caldo pomeriggio assolato tra l’odore di zagara e l’ombra dei carrubi.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Krug s.a tutta la vita. Il miglior regalo da fare a se stessi per coccolarsi da soli o in compagnia dell'amore della nostra vita. Avvolgente, voluttuoso, elegante, complesso e infinito come i sentimenti delle donne, per augurarci che nell’anno che verrà saremo le migliori compagne di noi stesse, per brindare a nuovi viaggi dentro e fuori noi stesse.

 

Emilio Cremascoli

La bottega del vino (Milano). Proprietario e sommelier

ETICHETTA ITALIANA. Giulio Ferrari 95 Annata del secolo, produttore Ferrari/Lunelli, Trentino Alto Adige. Il mio preferito, la bollicina più elegante, persistente ed espressiva della nostra Terra. Un'annata eccezionale, l'ho bevuta pochi giorni fa e mi ha emozionato!

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Salon 2002, le Mesnil sur orger Champagne. Lo Champagne! Fine, raffinato, di una delicatezza sopraffina ma nello stesso tempo lunghissimo al palato... il mio Champagne preferito.

 

Maurizio Filippi

Sala della Comitissa – Ristorante con Enoteca (Baschi -TR). Sommelier

ETICHETTA ITALIANA. Letrari Riserva Brut 2009, Trentodoc. Un metodo classico di inimmaginabile struttura adatto a persone con grandi pretese, ma anche a chi bada alla piacevolezza senza compromessi. Bollicina di montagna, sottile, che solletica il palato e fa arrivare aria di festa. Capace di abbinarsi a diverse espressioni culinarie, mostra la sua veste giocosa in un colore intenso che racconta della lunga permanenza sui lieviti di seconda fermentazione e coccola i sensi con piacevoli conduzioni dolci di frutta ed erbe aromatiche tra le quali spicca la camomilla. Il pensiero diventa un sorriso al gusto pieno e morbido, in perfetto equilibrio con una vivace acidità. Festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo con un calice di questo maestoso vino è predisporsi al buon auspicio, al piacere ed alla soddisfazione senza mezze misure.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Champagne Brut Millesimé 2002 Fernand Hutasse ed Fils. Dopo 90 mesi sui lieviti non può costringersi tale maestà in una flûtea una temperatura glaciale: è un'emozione senza pari in un ampio calice, in una condizione di piacevole attesa tenendolo nel caldo delle mani. Non releghiamo questo vino a un brindisi, ma a un tempo che può diventare lungo nei nostri calici ad accompagnare l’intera serata e il nostro cenone. Capace di raccontare un millesimo celebrato e, allo stesso momento, trovare un'infinita dinamicità nell’acidità carezzata da un bollicina che sul palato è come la seta della camicetta della signora al centro della serata.

 

Andrea Gherra, Pietro Vergano

Consorzio e Banco vino e alimenti (Torino)

ETICHETTA ITALIANA. De fratelli 2012 Ca del Noci. Da vecchie vigne di spergola di oltre 45 anni, coltivate senza l'utilizzo di concimi e irrigazioni, uve raccolte a mano il 13 agosto 2012, leggera macerazione sulle bucce, affinamento 36 mesi sui lieviti naturali in bottiglia senza dosaggio. Bolla fresca, minerale, grande beva e senza solfiti aggiunti quindi no mal di testa il giorno dopo.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Strohmeier Rosé Sekt Nature 2013 (20% annate vecchie) Blauer Wildbacher Austria. Il produttore sviluppa un'agricoltura simbiotica. È un vino un po' controcorrente, da una zona che sta stupendo per varietà e complessità nella vitivinicoltura. Si tratta di un rosato da tutto pasto, con un bel carattere, ma anche questo con grande bevibilità (e puoi mangiarci anche i ravioli di finanziera).

 

Oenoteque Dom Perignon 1996

 

Cristiana Lauro

Wine ambassador

ETICHETTA ITALIANA. Non è una bollicina, ma punto lo stesso sul Valentini Trebbiano 2010, che è il più buon Trebbiano che Valentini abbia mai fatto, alla faccia del 2007 che è stato ancora più premiato dalla stampa internazionale: chiaro segno che per giudicare è sempre meglio aspettare il giusto tempo.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Oenoteque Dom Perignon 1996. Perché è un gigante di armonia e di equilibrio con un perlage raffinatissimo in un'annata fra le migliori degli ultimi anni, ma la maison lo ha fatto uscire di scena troppo presto. Prima di mandare i grandi in pensione dobbiamo essere certi che il nuovo che avanza sia all'altezza della situazione

 

 

Annalisa Linguerri

Ristorante Villa Magenta. Titolare e sommelier

ETICHETTA ITALIANA. L’insolita Franciacorta: Extra Brut Arcari+Danesi. Azienda relativamente giovane con la voglia di osare in questa versione da pinot nero e 38 mesi di affinamento sui lieviti. Sposa potenza, eleganza, struttura e piacevolezza. Ottimo sia da abbinare a piatti che per un semplice ma importante brindisi.

ETICHETTA INTERNAZIONALE.La Closerie Fac Simile Jerome Prévost. Uno Champagne inusuale, un pinot meunier in purezza succoso, fruttuoso ma diretto. “La terra va lavorata come un fornaio fa con il pane” si dice, e Prévost ci riesce davvero bene. Uno Champagne ricco e completo, piacevole e dinamico.

 

Pascal Mazet - Brut Nature - Premier cru

 

Pasquale “Paky” Livieri

Bottega EnoGastronomica Il Sorì (Roma). Oste

ETICHETTA ITALIANA. Porta del Vento - Mira - Brut Nature Avrei 2000 ragioni, tante quanto il numero di bottiglie di questo vino, per spiegare questa scelta. Ma ancora una volta mi ritrovo a preferire un vino spumante (non dosato) che mi avvicina al mare, ma questa volta è quello di casa: il caldo Mar Mediterraneo. Siamo nell'entroterra palermitano, Camporeale per l'esattezza, e la cantina Porta del Vento (alla decima vendemmia più o meno) ci regala questo vino spumantizzato con il primo mosto della vendemmia successiva a quella del vino base, quindi senza aggiunta di lieviti: impatto olfattivo immediato su note iodate per poi aprirsi su mineralità non invasiva e sentori di frutta a polpa gialla acerba, da masticare. Vibrante e persistente accompagna piacevolmente zampone e/o cotechino.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Pascal Mazet - Brut Nature - Premier cru. Negli anni Pascal Mazet ci regala sempre più materie interessanti. Nello specifico questo è un vino che mi ha affascinato da subito, mi rimanda alle baie del nord della Spagna dove mi rilasso praticando surf. Ha profumi inconfondibili di erba falciata e agrumi in punta di piedi, note resinose che rimandano alle Asturie, in particolare a una session della baia di Cadavedo, dove il rio porta in spiaggia, in un paesaggio lunare misto a sassi profumi di montagna e una spiccata mineralità bianca. Vino preciso, netto, tagliente. Accompagnare ostriche e plateau royale è per lui un gioco da ragazzi.

 

Alberto Lupetti

Ideatore e curatore delle guida Grandi Champagne e del sito LeMieBollicine.

ETICHETTA ITALIANA Giulio Ferrari. Nel l'ampio panorama delle bollicine italiane, Ferrari rimane saldamente il punto di riferimento e il loro Giulio la raffinata summa di questa abilità.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Alexandre Filaine. Piccolissimo, quasi introvabile, ma assolutamente straordinario. Dopo tanti anni, non pensavo di riuscire ancora a emozionarmi in questo modo! Come brindare meglio al nuovo anno?

 

Mauro Mattei

Brand Manager

ETICHETTA ITALIANA. Valentino Brut Zero Rosè 2011, Rocche dei Manzoni. A Monforte d'Alba, la famiglia Migliorini, veri pionieri della vinificazione a Metodo Classico nelle Langhe, ci regala in questo millesimo una versione maiuscola del loro spumante rosato. Almeno 60 mesi sui lieviti, un utilizzo del legno, nell'affinamento dei vins clair, meno percettibile che nel passato e zero dosaggio, lasciano spazio a un frutto minuto e ricercato, capitanato da invoglianti note agrumate. Un sorso dinamico, supportato da un'invidiabile freschezza, è volano di piacevolezza e bevibilità.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Montlouis Petillant "Triple Zero", Domaine De La Taille Aux Loups (Jacky Blot). Montlouis-sur-Loire: dal cuore della valle della Loira un metodo ancestrale da 100% chenin blanc. Le tre Zero che ritroviamo in etichetta sono il manifesto programmatico del vino stesso: no Chaptalization, no liquer de tirage, no dosaggio. Uno spumante raffinato e vigoroso, che sfrutta l'enorme carica, varietale e glicerica, dello chenin e la rilancia nel bicchiere allungandola, sfruttando la scia di un'acidità ficcante, quasi severa.

 

Walter Meccia

Il Palagio - Four Seasons Hotel (Firenze). Sommelier

ETICHETTA ITALIANA. Casa Caterina - L'Estro Vino bianco insolito della Franciacorta, note di frutta tropicale quasi candita, seguita da cera d'api, per una bocca sinuosa con rilascio di burro fuso. Abbinamento ideale potrebbe esser un risotto allo Champagne con crudo di crostacei.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Pol Roger - Millesime 2006 Giusto un decennio, il miglior modo per ricordare questi 10 anni passati, e partire con un grande 2017. Millesimo che dona fragranza, eleganza e morbidezza in tutta la componente organolettica. Bottiglia ottimale sia per il brindisi che per un gran tutto pasto. Consigliata la magnum (anche per due persone!)

 

Pascal Doquet: l'Horizon

 

Alessandro Morichetti

Blogger su Intravino; enotecario su Doyouwine.com

ETICHETTA ITALIANA. Il Conegliano Valdobbiadene Extra Dry Col del Sas dell'azienda Spagnol (10 euro!) è un Prosecco profumato e docile da servire ben freddo così da godere di profumi delicati e gusto avvolgente mitigato dalla temperatura, ottimo esemplare di una tipologia dal successo incontrollabile in tutto il mondo.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Cercando uno Champagne per nulla banale e potentemente caratteriale basta pescare nella batteria di Pascal Doquet: l'Horizon è uno chardonnay puro che conduce i profumi di pera, glicine, iodio e rosa canina su un orizzonte di complessità coinvolgente. Il sorso è al contempo teso e cremoso in un equilibrio magistrale.

 

Fabrizio Pagliardi

Tra i proprietari di Remigio champagne e vino (Roma); collaboratore della guida 99 champagne

ETICHETTA ITALIANA. Il moscato Regina di felicità di Cascina Baricchi. Buona parte del vino è composto di diverse annate di ice-vine. Un moscato spumante complesso e di grande impatto senza sacrificare la bevibilità e la piacevolezza.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Champagne brut tradition di Pascal Mazet. Prodotto base con uno stile classico, fresco, di grande bevibilità e con un dosaggio medio basso che mette d'accordo un po' tutti i gusti, cosa che a capodanno non è da sottovalutare

 

Giuseppe Palmieri

La Francescana (Modena). Responsabile sala e cantina

ETICHETTA ITALIANA

Due bianchi, entrambi italiani, che rappresentano due punti di vista diversi, due vignaioli moderni con i piedi piantati nella terra in cui sono nati e lo sguardo rivolto al passato senza troppa nostalgia. Cristina Tiberio e il trebbiano d'Abruzzo Fonte Canale: femmineo, stretto e sottile, dinamico, algido e preciso, forte di tutte le qualità che servono per sfidare gli anni. Damijan Podversic, il gigante buono dalle mani forti e dal cuore grande: la sua Ribolla è una fotografia a colori che racconta un vino polveroso e largo, ficcante, disarmante per equilibrio e potenza; una chiave fatta a misura per aprire la porta sul futuro che disegni i tratti arancione di un vitigno senza eguali al mondo. In un paese in cui ci si divide continuamente, due vini agli opposti che parlano un linguaggio comune, e rappresentano la grande ricchezza del nostro Paese. buon anno!

 

Cristina Parizzi

Ristorante Parizzi (Parma). Proprietaria, padrona di casa e sommelier

BOLLICINA ITALIANA Franciacorta Brut Cuvée Royal Montenisa (chardonnay, pinot nero e pinot bianco). Per un abbinamento a un menu di pesce di Capodanno, per la sua espressività ed eleganza, persistenza, cremosità e perlage fine con note di pesca bianca, mela e sentori di pane tostato. Nasce nel 1999 Tenuta Montenisa per i Marchesi Antinori in Lombardia.

BOLLICINA INTERNAZIONALE Dom Pérignon. Per un brindisi al 2017, la bollicina più lussuosa e raffinata del mondo che nasce in Francia, grazie all’abate benedettino, conoscitore di vino, Dom Pierre Pérignon. La storia dice che alcune bottiglie poste dall’abate in cantina ad affinare sarebbero scoppiate. Così avrebbe scoperto la presa di spuma. Le uve sono pinot nero e chardonnay. Al palato denso, profondo e fitto, dai profumi di pesca e ananas ma anche spezie orientali. Immortale.

 

Alessio Pietrobattista

Critico. Guida vini L'Espresso

ETICHETTA ITALIANA. Il brindisi di Capodanno per me è classicità... a cominciare dal metodo. Se poi la bollicina è a un prezzo invitante meglio ancora. Tra le mura amiche, proporrei la classica esuberanza e il ricercato rigore del Trento Brut 2013 di Letrari: bolla carezzevole e invitante, degna apertura di un cenone coi fiocchi.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Per salutare il vecchio anno invece lo Champagne Extra Brut Terroirs di Agrapart: un blanc de blancs fresco e affilato, con sensazioni iodate e gessose, ideale per dare il giusto sprint al nuovo anno.

 

Alberto Piras

Il Luogo di Aimo e Nadia (Milano). Chef sommelier

ETICHETTA ITALIANA Il mio brindisi è dedicato al Franciacorta Dosage Zero Noir 2006 di Ca' del Bosco: il Metodo Classico ultimo nato in casa Ca' del Bosco, ottenuto da un singolo vigneto nei pressi di Erbusco; i suoi 9 anni di seconda fermentazione in bottiglia gli conferiscono complessità potenza ma sopratutto grande eleganza che si evidenzia al palato con una bollicina decisamente fine.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Come Champagne invece opto per un Blanc de Blancs e sono rimasto particolarmente impressionato daChampagne Blanc de Blancs extra brut Avizoise 2008 di Agrapart. In questo caso un brindisi dedicato alla purezza dello chardonnay di Avize in pieno stile Agrapart. Grande complessità note di estrema freschezza sia nei profumi che in bocca, Champagne dal gusto tagliente ma deciso e persistente.

 

Ramona Ragaini

Ristorante Andreina (Loreto - AN). Maître

ETICHETTA ITALIANA Pas Dosé Garofoli 2009, il nuovo nato dell'azienda Garofoli. Quale miglior augurio di un buon inizio anno con una novità? Ho scelto questa bollicina, perché rappresenta la nostra amata regione Marche essendo prodotta con uve verdicchio, esprimendo così tutta la purezza del nostro terroir. È uno spumante secco ma di grande personalità.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Gatinois Rosé Grand Cru. Ho scelto questo Champagne perché mi piace brindare al nuovo anno con un tocco tutto rosa. La sua struttura potente e "mascolina" lo rende non banale e allo stesso tempo ricercato e raffinato.

 

Gianni Sinesi

Reale – Casadonna (Castel di Sangro - AQ). Sommelier

ETICHETTA ITALIANA. Gatti rose perché è preciso, ha il giusto equilibrio tra frutto e la freschezza finale di bocca secco mai troppo dolce.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Jerome Prevost la closerie Les beguines: non è una grande maison ma una grande bottiglia da aprire in un bel momento come il brindisi di Capodanno.

 

Alberto Tasinato e Ilario Perrot

Mandarin Oriental (Milano). FB Manager e head sommelier

ETICHETTA ITALIANA. Alberto: Ferrari Perlé Bianco Riserva Ultimo nato in casa Ferrari, non si può non brindare con il vino più nuovo di questa maison. In più il millesimo 2006 è un'annata strepitosa. Ilario: Anna Maria Clementi Rosé, Cà del Bosco La massima espressione del pinot nero in rosa che abbiamo in Italia. Una bollicina invidiata anche Oltralpe!

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Alberto: Delamotte Collection 2002 La bollicina sorella del grande Salon, siamo a Mesnil sur Oger. La bottiglia che forse mi ha più emozionato quest'anno tra le bollicine assaggiate. 2002, una delle annate che rimarrà nella storia per lo Champagne, in questo caso lo si sente già da oggi. Ilario: Krug Grande Cuvée Ne siamo ambasciatori per l’Italia. Un brindisi con Krug ha sempre il suo fascino! Uno dei multi vintage che non può mancare in occasioni di feste come queste.

 

Cantina della Volta rosé Metodo Classico 2012

Paolo Trimani

Enoteca Trimani (Roma). Proprietario

ETICHETTA ITALIANA. Cantina della Volta rosé Metodo Classico 2012: brillante fresco tagliente, strepitosa espressione di Sorbara, elegante e versatile, perfetto per accompagnare piatti saporiti e in particolare tortellini e cappelletti.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Jacquesson cuvée 739: uno Champagne classico e raffinato, potente e ricco di sfumature.

 

Fabio Turchetti

Giornalista. Il Messaggero; Slow Wine

ETICHETTA ITALIANA. Kius Rosé Marco Carpineti: un metodo classico laziale da nero buono di Cori, originale e interessante, a conferma dei traguardi raggiunti dal suo produttore;

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Grand Rosé Paul Bara: vinoso, accattivante, di beva sciolta, appagante e coinvolgente, ottimo come aperitivo ma validissimo anche a tutto pasto.

 

 

Champagne Egly-Ouriet Les Vignes de Vigny brut s.a.

Matteo Zappile

Il Pagliaccio (Roma). Restaurant Manager e sommelier

ETICHETTA ITALIANA.Metodo Classico La Hoz extra brut Umani Ronchi 2010. Non il solito spumante, Umani Ronchi dai Castelli di Jesi stupisce con questo verdicchio accompagnato dallo chardonnay, un Metodo Classico con 52 mesi di riposo sui lieviti. Il risultato è piacevole ed intrigante, dal finale agrumato, intenso e persistente, insomma; per nulla scontato in edizione limitata.

ETICHETTA INTERNAZIONALE. Bollicina Internazionale:Champagne Egly-Ouriet Les Vignes de Vigny brut s.a. La Francia, si sa, è protagonista indiscussa di brindisi e ricorrenze, ma Egly-Ouriet in questa occasione stupisce con un pinot meunier in purezza da vecchie vigne, quello che in molti considerano il vitigno da taglio della Champagne Ardenne, qui invece elevato e promosso a protagonista. Non delude, anzi stupisce ed affascina, carattere suadente ed elegante, degno compagno di una grande cena così come di un brindisi al nuovo anno.

 

a cura di Antonella De Santis

 

 

 

 

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