22 Nov 2011 / 17:11

Vinum ex machina

Tutte le novità tecnologiche del mondo vitivinicolo passano da qui. Siamo al polo fieristico di Milano per l'inaugurazione della 24esima edizione del Simei (Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento) che si svolge insieme al

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Tutte le novità tecnologiche del mondo vitivinicolo passano da qui. Siamo al polo fieristico di Milano per l'inaugurazione della 24esima edizione del Simei (Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento) che si svolge insieme al

l'ottava edizione di Enovitis: fino a sabato riflettori accesi su attrezzature e tecniche di viticoltura provenienti da tutto il mondo.

 

L'evento a cadenza biennale, organizzato dall'UIV (Unione Italiana Vini) in collaborazione con EME (Ente Mostre Enologiche), nasce negli anni '60 sul modello del Salon d’Embouteillage di Parigi ed oggi è un punto di riferimento per tutta la wine industry.

 

La maggiore novità di quest'anno è l'introduzione del “Premio all'innovazione viticola ed enologica”. “Un premio di cui si sentiva la mancanza – ha spiegato Lucio Mastroberardino, presidente di Unione Italiana Vini – perché Simei non è solo un'occasione di business  ma anche un momento di scambio e formazione dell'intero comparto, per stimolare le aziende a raggiungere nuovi traguardi”.

 

E così l'esplorazione di Tre Bicchieri tra i saloni della fiera (80mila metri quadri per 700 espositori) inizia proprio dai quattro macchinari premiati. Con il suo rosso vivo, il primo che ci troviamo davanti è Cane Pruner Viteco dell'azienda tedesca Ero. A prima vista sembrerebbe un trattore, ma in realtà è una macchina che automatizza la conversione del vigneto: basta una sola persona e poche facili mosse per passare dai vecchi tralci del vigneto all'allevamento a Guyot e ad archetto semplici, con la triturazione del legno nella stessa fase di lavoro.

 

Ancora più imponente per struttura, è il secondo macchinario sul podio, il sistema “Superblock”del Gruppo Bertolaso di Zimella (Verona). Si presenta come un'immensa struttura in acciaio soppalcata, ma avvicinandoci meglio capiamo che è un percorso guidato per le bottiglie che ad una ad una attraversano i diversi step: risciacquo, preevacuazione, riempimento, e tappatura. In più il sistema è in grado di certificare le varie fasi generando la tracciabilità alimentare sempre più richiesta dalle normative enologiche.

 

La terza tecnologia si chiama  Dynamos e, come leggiamo nella targhetta descrittiva è  “il primo filtro tangenziale dinamico rotativo dotato dell’innovativo sistema back-pulse calibrato”. Semplifichiamo: una macchina che fa da filtro dei sedimenti di mosto e di vino senza l'utilizzo coadiuvanti e con prestazioni migliori rispetto a quelli fino ad ora sperimentati. Il sistema, brevettato dal gruppo  TMCI Padovan di Vittorio Veneto ha anche, tra i punti di forza, la polivalenza, in quanto può essere utilizzato sia per il vino sia per l'olio.

 

Completa il quartetto dei vincitori il WineScan, che già a partire dal nome rivela la sua funzione: come uno scanner analizza il vino e ne determina l'anidride solforosa in tempi rapidissimi (massimo 3 minuti) anche su quantità minime di vino (2 ml). Premiati a parte, tutto attorno è un pullulare di botti, bottiglie, capsule, deumidificatori, lavafusti, pigiatrici, cisterne. E tutto di ultima generazione.

 

C'è il Nomaselector del colosso americano dei tappi Nomacorc, il primo strumento che consente di scegliere il tappo giusto per ogni tipo di vino(vedi Tre Bicchieri del 10 ottobre) c'è l'etichettatrice automatica della francese Cda, c'è il Pressa Vacuum System della Siprem International di Pesaro, per creare un ambiente completamente isolato dall'atmosfera esterna, c'è il chiarificante Flottoplus (ottenuto  esclusivamente dalla cellula del lievito) dell'Enologica Vason di Verona.


Lasciati i grandi saloni delle tecnologie, dove ogni stand è una scoperta, passiamo ai convegni. L'inaugurazione in sala Gemini è affidata ad un tema molto caro ai produttori: “La distribuzione in usa, Uk e Cina – problematiche e opportunità”. Significativa la presenza di Chen WeiQin, il general manager dello Shenhen International Wine Hub: un'immensa struttura (10mila mq) in una posizione strategica tra Canton e Hong Kong) che fa da smistamento per il vino di importazione e che conta di arrivare presto  a 40mila mq tra stand, negozi e uffici commerciali per radunare tutto il business del vino.

 

Da segnare in agenda per i prossimi giorni anche altri convegni dai temi interessanti: “Lo sviluppo dell'uso dei sensori innovativi nelle applicazioni in viticoltura ed enologia”di cui si parlerà domani e  “Il risparmio energetico e impatto ambientale per l'industria delle bevande” di giovedì.


di Loredana Sottile

22/11/2011

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