20 Feb 2012 / 13:02

Tre Bicchieri® 2012: New York, New York

Il vino italiano di qualità non è mai stato così popolare a Manhattan. Lo dimostra lo straordinario successo di pubblico dell’evento Tre Bicchieri, le interviste ai produttori, agli importatori, le nostre visite ad alcuni principali ristoratori della Grande Mela.

 

Anche a New York la fila a

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Il vino italiano di qualità non è mai stato così popolare a Manhattan. Lo dimostra lo straordinario successo di pubblico dell’evento Tre Bicchieri, le interviste ai produttori, agli importatori, le nostre visite ad alcuni principali ristoratori della Grande Mela.

 

Anche a New York la fila a

ll’ingresso copriva un intero isolato: il Metropolitan Pavilion era già pieno dopo neanche quindici minuti dall’apertura. “Il pubblico di New York è uno dei più esigenti al mondo, ma anche molto sensibile: sa cogliere la storia, il valore di un vino”. E non è vero – come si dice – che piacciono solo i vini morbidi e super fruttati, anzi, il cliente newyorchese è abituato ad apprezzare un vino nella sua evoluzione, sa aspettare e cogliere in pieno le sfumature del tempo. Questa è una delle spiegazioni per il grandissimo successo del Brunello di Montalcino da queste parti”, racconta Olga Peluso.

 

Rispetto a San Francisco, vediamo un dress code molto più istituzionale; non sono tante le persone prive di giacca e cravatta in sala. Fermiamo oltre una decina di persone tra il pubblico, sono tutti importatori o proprietari di un’enoteca. Alan Schivek, CEO & President di Wines of the World: “E’ l’ottava volta che partecipo a questa manifestazione e anche quest’anno ho assaggiato vini di grandissimo livello. Sono rimasto particolarmente colpito da alcuni Chianti Classico”. Proviamo a consigliargli un paio di cantine ma Alan ha già assaggiato tutto. Andrew Bell, President American Sommelier Association è rimasto invece incantato dal Barbaresco 2008 di Carlo Giacosa: “Un vino che, come molti dei Tre Bicchieri presenti a questo tasting, presenta un rapporto qualità/prezzo imperdibile”. E John Matta, proprietario del Castello di Vicchiomaggio rincara: “L’evento sta andando oltre ogni mia immaginazione. Per la mia produzione questo mercato è fondamentale: New York è l’epicentro del mondo, è il mercato dei mercati”. E anche il Lambrusco sembra riscuotere grandissimi consensi: “Ho trovato un interesse eccezionale - dice Alberto Medici - il Lambrusco è un vino che mette allegri già dal colore appena versato nel bicchiere, poi la schiuma, la sua freschezza; strappa un sorriso; è l’ideale per un consumatore americano”.

 

Per la prima volta al tasting partecipa anche Valentini, l’importatore Jim Hutchinson racconta: “Ho convinto il produttore a partecipare, non potevamo mancare a un appuntamento di questo livello. Il Trebbiano di Valentini è qualcosa di speciale e sono davvero soddisfatto di come sta andando la degustazione”. Succede anche, pochi metri più avanti, che un buyer indiano acquisti –in un colpo solo - oltre duemila bottiglie di pinot nero italiano.

 

A fine degustazione la coda per il taxi è direttamente proporzionale alla fila iniziale. New York mette tutti d’accordo: rappresenta sempre un valore aggiunto.

 

Lorenzo Ruggeri

20/02/2012

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