26 Set 2012 / 20:09

Dell'acino non si butta via nulla

Si può ipotizzare una “vendemmia differenziata”? Forse sì e i vantaggi posso essere notevoli per l’azienda che sceglie di applicarla e per l’ambiente che ne giova. Già da tempo è diffusa la pratica  dei ras

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Si può ipotizzare una “vendemmia differenziata”? Forse sì e i vantaggi posso essere notevoli per l’azienda che sceglie di applicarla e per l’ambiente che ne giova. Già da tempo è diffusa la pratica  dei ras

pi che vengono utilizzati per aumentare l’indice dei polifenoli nei vini rossi, oppure delle vinacce per la produzione di distillati. In questo senso l’azienda Torraccia del Piantavigna potrebbe essere un esempio virtuoso per molte altre realtà del mondo vitivinicolo proprio grazie all’intelligente sfruttamento delle risorse derivate dal processo di vinificazione. Due delle più interessanti novità che l’azienda di Ghemme sta portando avanti sono l’utilizzo delle vinacce essiccate per la produzione di vapore necessario al riscaldamento aziendale e la produzione di olio dalla spremitura dei vinaccioli. Grazie ad un sistema di spremitura a freddo, infatti, si ottiene un olio che trova impiego come prodotto alimentare di alto livello e qualora i vinaccioli dovessero risultare di qualità non soddisfacente, l’olio che ne deriva può essere utilizzato come diluente di vernici, polimeri, cosmetici e olio per massaggi. Non è certo quest’ultimo l’utilizzo dell’olio prodotto dall’azienda Piantavigna, che, così come nel  caso dei suoi ottimi rossi, può vantare un risultato notevole.

 

L'olio di vinacciolo è ottenuto da semi di uva e contiene diversi fattori vitaminici (A, E e B6) che hanno perfino una funzione antiossidante. L’alto tasso di polinsaturi favorisce risultati benefici,  regola la quantità di colesterolo e di trigliceridi nel sangue e controlla la tensione arteriosa. Tutto ciò lo rende un alimento estremamente benefico ed efficace nel caso delle malattie cardiovascolari, nel diabete e nella prevenzione della trombosi. Da non sottovalutare, poi, l’utilizzo di quest’olio per la frittura, visto il punto di fumo molto elevato rispetto al normale  (190-230 °C).

 

L’impegno dell’azienda premia la sostenibilità ambientale e assicura all’azienda stessa un risparmio notevole grazie all’utilizzo delle materie prime in tutte le sue forme e con diversi scopi. Non si tratta di un caso isolato, ma di una realtà che può rappresentare un termine di paragone virtuoso per le altre cantine, al fine di minimizzare gli sprechi, sfruttando le risorse a disposizione.


Stefania Annese e Alessio Noè

27/09/2012

 

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