30 Ott 2012 / 14:10

Quando il Cannonau si tinge di rosa

Roberta, la compagna di Pietro Lilliu, assaggia il nuovo nato: un cannonau rosè, anzi salmone. "Vinificato in bianco - spiega Pietro (foto sotto) - Perché... Beh, perché non avevamo nessuna intenzione di metterci in competizione con i grandi bianchi sardi! Questo è un'altra cosa. E perché questa, la Marmilla, è una zona vocata per i rossi. Volevamo avere anche noi un vino più delicato e profumato, un bianco, così abbiamo scelto questa strada: la nostra!"

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Roberta, la compagna di Pietro Lilliu, assaggia il nuovo nato: un cannonau rosè, anzi salmone. "Vinificato in bianco - spiega Pietro (foto sotto) - Perché... Beh, perché non avevamo nessuna intenzione di metterci in competizione con i grandi bianchi sardi! Questo è un'altra cosa. E perché questa, la Marmilla, è una zona vocata per i rossi. Volevamo avere anche noi un vino più delicato e profumato, un bianco, così abbiamo scelto questa strada: la nostra!"


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Il Cannonau bianco in realtà è un "quasi bianco", ha un colore che richiama molto il pesca-salmone del Billecarte Salmon rosé - buon auspicio - e quando lo assaggiamo è ancora intriso dai sentori di mosto e di estrema gioventù, è nato da pochi giorni e lo spilliamo drittamente dal tino. Ma ha grandi profumi e una spiccata freschezza data da acidità e da tannino leggeri, ma ben presenti.


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"Speriamo solo che li mantenga, questi profumi - fa Pietro, mentre ci mostra il grande tino con cui vinifica in maniera soffice, utilizzando la tecnologia del metodo Ganimede (foto sopra) - E' proprio questo che volevamo, un vino profumato, fresco, diverso da ogni altro prodotto sardo".


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Dalla cantina ci spostiamo in vigna, ancora verde e rigogliosa nonostante il caldo insopportabile dell'estate e la mancanza di irrigazione. "E' il risultato di una lavorazione che punta prima al terreno, a nutrirlo e a rinforzarlo, e poi a seguire la vita della vite senza stressarla, curandola e assecondandola nelle diverse fasi vegetative - sorride Pietro mentre ci fa vedere e assaggiare uno dei grappoli rimasti attaccati: un cabernet sauvignon che ha il sapore e l'odore del terreno da cui nasce, dolcissimo, e un raro moscato rosso, impiantato dal nonno. Anche lui, arricchito dai sentori netti di rosa gialla, racconta il profumo di questa terra. "Me la porto dietro, quando vado a fare le degustazioni dei miei vini - fa Pietro - La faccio annusare, poi si annusa il vino: si sente che sono una cosa sola".


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Il seguito della storia, sulle scelte naturali e i lavori in vigna e in cantina, lo trovare nell'allegato di dicembre del mensile Gambero Rosso: Natale insieme a Petza e ai suoi amici, tra cui Pietro Lilliu coi suoi vini naturali, più che naturali.


Cantina Lilliu | via Sardegna, 13  | tel. 0783 95039 |
Ussaramanna (VS)



Stefano Polacchi

30 ottobre 2012

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