4 Feb 2013 / 13:02

La storia del Trebbiano Ancestrale, il bianco vinificato in terracotta

Tanto gentile e tanto onesto pare... il Trebbiano Ancestrale della Tenuta Masselina di Castelbolognese (azienda di 22 ettari protesa nella pianura tra Imola e Faenza di proprietà del Gruppo Cevico), nato per il progetto “Le Gentili Donne

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Tanto gentile e tanto onesto pare... il Trebbiano Ancestrale della Tenuta Masselina di Castelbolognese (azienda di 22 ettari protesa nella pianura tra Imola e Faenza di proprietà del Gruppo Cevico), nato per il progetto “Le Gentili Donne

dei vini”, in collaborazione con il Mic - Museo Internazionale delle ceramiche, con i Maestri Maiolicari Faentini e con il maestro vasaio Pierpaolo Garavini.

Quel che si dice un vino all'antica. A partire dalle uve, provenienti da un antico vigneto di Trebbiano di oltre quarant'anni d'età collocato a 150 metri di altitudine all’interno della Tenuta Masselina, dove le brezze marine che spirano da est favoriscono un’escursione termica particolarmente adatta alla maturazione fenolica. Così come antica - anzi più che antica -  è la vinificazione che avviene in anfore di terracotta prodotte artigianalmente con le argille di Faenza. Un sistema usato sin dal tempo degli antichi romani, soprattutto per preservare il vino durante il trasporto.

 

Ma nel caso del Trebbiano Ancestrale l'anfora serve, più che altro, alla vinificazione: è grazie alla terracotta che avviene il processo di osmosi che conferisce al vino finezza aromatica, sapidità e morbidezza per regalare al palato una piacevole sensazione vellutata. Solo dopo la fermentazione alcolica e quella malolattica, avviene il passaggio in legno e successivamente l'affinamento di cinque mesi in bottiglia. Ma non è finita.

 

 

 

Nemmeno il confezionamento, infatti, rinuncia al suo tocco faentino di gusto rinascimentale, quando era “usanza gentile” effigiare il volto della donna amata sul vasellame: un vero e proprio omaggio alla bellezza. Allo stesso modo, al posto di una moderna etichetta, il Trebbiano Masselina propone un medaglione di ceramica dipinta a mano dai maestri faentini. Soggetto? Ovviamente una gentil donna della tradizionale “ars amatoria”. Al momento la produzione è contingentata a duemila bottiglie: ognuna, un pezzo unico.

 

 

Loredana Sottile

04/02/2013

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