C’è tempo fino al 1 febbraio per partecipare al bando indetto dall’Assessore all’Agricoltura per stimolare il dialogo tra città e campagna, rafforzando il ruolo di Milano come metropoli agricola all’avanguardia e valorizzare così l’eredità di Expo. I mercati sorgeranno in aree centrali, come Corso Buenos Aires. 


Tutto il buono di Milano

Nell’ultimo anno Milano ha (faticosamente) conquistato lo scettro di “capitale” virtuosa d’Italia: dinamica, organizzata, moderna, illuminata, coraggiosa, ormai non c’è dubbio che la città abbia beneficiato della spinta di Expo per rilanciarsi sulla scena internazionale con piglio nuovo. Se prima il capoluogo meneghino era per tutti, semplicemente, la capitale della moda, oggi i buoni motivi per visitarlo si moltiplicano, e nessuno vuole rinunciare allo status quo raggiunto. Anzi, l’Amministrazione si sta decisamente impegnando affinché non manchino gli stimoli per crescere. L’impegno, l’abbiamo visto tutti in questi mesi, passa per la riqualificazione di tante aree urbane finora non sfruttate a dovere, e i risultati continuano a regalare soddisfazione; basti pensare alla recente inaugurazione del Mercato del Suffragio, solo l’ultima restituzione alla città di uno spazio di aggregazione fondato sulla condivisione di valori culturali ed esperienze gastronomiche. E il pubblico sta premiando il nuovo spazio.

Una metropoli agricola

Ma il nuovo mercato ha anche il merito di ribadire con forza l’importanza del rapporto di scambio che Milano deve mantenere con l’area rurale che la circonda, e il nuovo bando indetto dal Comune continua a muoversi in questa direzione, nella speranza di rafforzare il prezioso dialogo tra campagna e città. Così, entro il 1 febbraio, gli agricoltori lombardi sono invitati a candidarsi per conquistare un posto nei nuovi mercati cittadini che sorgeranno a Milano, in 40 aree messe a disposizione per allargare una sperimentazione avviata già sul finire del 2014, che ora ha bisogno di crescere. Lo spazio c’è, e i mercati potrebbero sorgere in diversi punti nevralgici come Corso Buenos Aires o piazza Leonardo da Vinci.

Il bando. Contadini a raccolta

Al bando possono partecipare coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società agricole purché iscritti alle Camere di Commercio della Regione Lombardia o delle Province limitrofe, indicando le iniziative di promozione previste ed eventuali attività didattiche e culturali correlate, ma anche le azioni per favorire la trasparenza dei prezzi, l’origine certificata dei prodotti e le misure di tutela ambientale. E intanto si lavora per stilare entro la fine del 2016 un regolamento che possa disciplinare i mercati contadini, dove i milanesi potranno acquistare direttamente dagli agricoltori i prodotti del territorio regionale. Quando si dice filiera corta e si chiama in causa l’abusato Km 0 (che però in questo possiamo definire tale).

Da Palazzo Marino, l’Assessore all’Urbanistica e Agricoltura Alessandro Balducci fa sapere che questa è un’importante opportunità di sviluppo economico, l’ennesima, per una città che vuole continuare a crescere. Ma a beneficiarne sarà anche l’ambiente, in linea con le disposizioni di Expo, con la diminuzione dell’impatto e il sostegno a una distribuzione sostenibile, mentre in città arriveranno le eccellenze dell’ortofrutta prodotte in tutta la Lombardia. E così Milano, ancora una volta, si candida a diventare una moderna metropoli agricola al passo con i tempi.

 

a cura di Livia Montagnoli