Campania Storiessi sdoppia. Quest'anno la manifestazione di presentazione dei vini campani, curata da Miriade&Partners, ha aperto per la prima volta anche alla Basilicata, quasi a voler saldare insieme questi due territori, così vicini per certi aspetti e così distanti per altri. E si lavora al progetto BioSannio. 


Campania Stories apre alla Basilicata

Sono 18 le aziende del vino lucano che si son presentate, il 4 aprile, alla stampa specializzata nazionale ed internazionale a Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel di Napoli. A seguire (5-9 aprile), sempre nella stessa location, in scena ci sono i vini campani (86 le aziende partecipanti), con inaugurazione d'eccezione alla Reggia di Caserta, Patrimonio Unesco dell'Umanità.

Al pubblico di appassionati sono dedicate le degustazioni di domenica e lunedì con Campania Days: due turni d’assaggio al giorno su prenotazione, postazione riservata e servizio curato dai sommelier dell’Ais Campania.

 

Basilicata

Ma entriamo nello specifico delle due viticolture regionali. Oggi, la Basilicata conta una superficie vitata complessiva di circa 2 mila ettari di vigneto (in calo rispetto al 2014, quando si registrava una superficie di oltre 4,5 mila ettari vitati), con tre quarti degli ettari regionali nella provincia di Potenza, e circa 500 in quella di Matera. Sono 5 le denominazioni di origine (Aglianico del Vulture Superiore; Aglianico del Vulture; Terre dell’Alta Val d’Agri; Grottino di Roccanova e Matera), tra cui l'unica Docg territoriale: l'Aglianico del Vulture Superiore. Parliamo di una viticoltura di antiche origini che oggi vuole finalmente presentarsi al mondo e raccontare la sua unicità. Obiettivo ancora da raggiungere, complice il fatto che fino a questo momento non ci sia mai stata una manifestazione regionale ad essa dedicata. Adesso, però, con la collettiva che si è presentata in quel di Napoli, la strada sembra tracciata.

 

Campania

È già ben incamminata su questa strada, invece, la Campania che, ormai da anni , con le sue 19 Dop e i suoi oltre 100 vitigni, si presenta tutta assieme a Campania Stories e, dall'anno scorso, anche a Vinitaly con uno stand unico, già annunciato anche per questa edizione.

Del mosaico di denominazioni campane, è sicuramente il Sannio a rappresentare la parte più strutturata e il territorio più ampio: 11 mila ettari vitati su 25 mila regionali e 400 soci per la produzione di Aglianico del Taburno Docg e Dop, Sannio Dop; Falanghina del Sannio Dop e Benevento Igp. Tra gli obiettivi del Consorzio, in prima linea figura l'export, che oggi rappresenta solo una fetta del 20% della produzione, con mercati-focus: Germania, Stati Uniti, Cina e Giappone. “La maggiore attività del consorzio è sicuramente la promozione” dice il presidente del Consorzio Libero Rillo “ogni anno realizziamo numerose attività all'estero e in Italia (masterclass, wine tasting, btob e btoc, seminari), partecipiamo in maniera collettiva alle più importanti fiere di settore, e mediamente realizziamo almeno due educational con giornalisti. La fiducia è tanta, perché possiamo contare su un’offerta particolarmente diversificata: condizione necessaria per conquistare numeri sempre più importanti”. Tra le denominazioni che si stanno rilevando dei veri passepartout per l’apertura di nuove aree di mercato, si punta soprattutto sulla Falanghina del Sannio, un grande classico, oggi molto richiesta anche dai palati più giovani.

 

Progetto BioSannio

Intanto, il Consorzio è anche molto impegnato sul fronte della sperimentazione, con progetti di zonazione del terroir, fisiologia delle viti, studio dei lieviti e classificazione dei vini: “Tutte informazioni” spiego Rillo “che andranno a confluire nella nostra banca dati e che saranno utilizzati soprattutto in ottica sostenibile”. Oggi, infatti, i cambiamenti climatici obbligano anche ad un cambio di rotta in senso biologico e biodinamico. Lo si è visto sul campo con la vendemmia 2017, condizionata da temperatura primaverili sopra la media, gelate di aprile, siccità estiva e anticipo della raccolta di almeno 10 giorni per tutte le varietà campane. Tuttavia, soprattutto per i rossi tardivi, i risultati qualitativi, secondo Assoenologi, sono stati molto superiori alla media, nonostante la perdita in termini di volume. Per essere pronti a qualunque condizione sfavorevole, la risposta non può che essere ricerca sostenibile, come ci spiega il presidente: “Come Consorzio abbiamo messo in atto uno specifico progetto denominato BioSannio: un'alleanza tra viticoltori, Università, centri di ricerca, associazioni ed enti territoriali per la gestione sostenibile del territorio e il benessere dei cittadini”.