Ocm Promozione, Comitato vini e voucher agricoli. In questa intervista al settimanale Tre Bicchieri, il ministro garantisce massimo impegno e rapidità per la risoluzione di questi nodi fondamentali per il settore. E spiega perché agricoltura e turismo devono camminare assieme.

 

Al netto dei ritardi con cui si è formato il governo Lega-M5S, il primo cartellino giallo il ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, lo ha ricevuto il 9 luglio, quando la filiera nazionale del vino gli ha inviato una lettera-appello, con cui lo ha invitato a velocizzare alcune pratiche fondamentali per tutto il comparto, come la nomina del Comitato nazionale vini del Mipaaf e il bando Ocm promozione. A distanza di due settimane, i provvedimenti non sono stati ancora emanati ma Centinaio usa parole rassicuranti nei confronti dei produttori di vino, che il Ministro elogia per la loro tenacia, garantendo il massimo impegno degli uffici ministeriali e rapidità nel risolvere le questioni aperte. A preoccupare sono soprattutto i sette mesi di inattività del Comitato vini, il cui lavoro sui disciplinari di produzioni delle Do e Ig italiane è determinante per mandare avanti la macchina. Ormai, va detto, per quelle Doc che speravano in un'approvazione delle nuove regole di produzione entro la vendemmia 2018, si dovrà andare al 2019. Mentre sull'Ocm promozione, purtroppo, consorzi e associazioni temporanee di imprese dovranno lavorare nei mesi estivi (come già accaduto in altre occasioni), con tutte le complicazioni del caso. Quindi, per evitare una seconda ammonizione a partita appena iniziata, occorre davvero colmare i ritardi.

Chi è Gian Marco Centinaio

Dirigente di azienda, nato a Pavia il 31 ottobre 1971, nel 1999 si laurea in Scienze politiche con indirizzo economico territoriale presso l'Università di Pavia. La sua carriera istituzionale inizia nel 1993 come presidente del Comitato di quartiere Città Giardino e in seguito come consigliere comunale del Comune di Pavia fino al 2009. Nelle elezioni comunali del 2009 ottiene l'incarico di vicesindaco e assessore alla Cultura e marketing territoriale per il Comune di Pavia. Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto senatore per la Lega Nord e nominato capogruppo. Nel corso della XVIIma legislatura, ha ricoperto diversi incarichi nelle commissioni Affari costituzionali, Finanze e tesoro, Istruzione. Il 4 marzo 2018 è stato rieletto senatore per la Lega, e nominato capogruppo al Senato. Il 1 giugno 2018 ha giurato come ministro per le Politiche agricole alimentari e forestali.

 

Ministro Centinaio, partiamo dai tre nodi più urgenti per il settore vitivinicolo. Ocm Promozione (manca il bando), Comitato nazionale Vini del Mipaaf (manca la nomina del presidente) e voucher in agricoltura per la prossima vendemmia.

Mi lasci fare una premessa: grazie produttori italiani. Se il nostro vino è diventato un simbolo di qualità nel mondo è grazie alla loro tenacia. Quello che voglio fare da Ministro è affiancarli, liberarli il più possibile dal freno della burocrazia, e i tre nodi che avete citato sono un esempio di quello che sto affermando.

 

Il bando Ocm promozione è in forte ritardo. Che novità ci sono?

Ho chiesto agli uffici di accelerare con l'uscita del bando che è ormai pronto (il provvedimentto è stato sbloccato venerdì 27 luglio, ndr.). Per andare sui mercati internazionali la promozione è centrale.

 

Altro nodo, il Comitato vini, necessario a far funzionare la macchina delle Dop

Sul Comitato nazionale vini siamo in definizione. È importante mettere le basi per un lavoro triennale importante.

 

Veniamo ai voucher. Si moltiplicano le richieste di riattivazione. La vendemmia, però, parte il 1 agosto...

Sulla questione dei voucher stiamo lavorando in Parlamento sul Decreto Dignità. Il Ministro Di Maio ha aperto e il nostro obiettivo ora è dare certezze. Non vogliamo fare passi indietro sulla tutela dei lavoratori, ma semplificare e far emergere il nero. Ricordo che a chiedere i voucher è tutto il mondo agricolo e turistico.

 

I produttori vitivinicoli hanno chiesto più volte, negli anni precedenti, all'ex ministro Martina di attivare un tavolo permanente con il comparto e, in particolare, con le associazioni di categoria per favorire il confronto diretto ed evitare decisioni calate dall'alto, che rischiano di scontentare tutti. Quali segni di cambiamento intende dare in questo rapporto?

Il mio approccio è pratico. Fare un tavolo che non funziona non mi interessa. Se, invece, c'è la volontà della filiera di lavorare bene e insieme, allora il Ministero sarà protagonista. Di cabine di regia annunciate ne abbiamo viste tante. Serve un passo in più e su questo voglio lavorare.

 

Ministro, nel suo curriculum c'è una laurea in economia territoriale e sono note le sue esperienze in campo turistico. Ci spiega come Agricoltura e Turismo potranno viaggiare assieme e creare valore aggiunto?

I turisti vengono in Italia sia per le sue bellezze storiche, architettoniche, naturalistiche, sia per l’enogastronomia. Intelletto e palato, gusto e bellezza, viaggi tra sapori e tesori: l’abbinamento agricoltura e turismo è presto fatto. Tutto insieme costituisce un’esperienza emozionale, che si compone di quello che il viaggiatore vede, ma anche di quello che assaggia.

 

Il settore vino punta molto sull'enoturismo, che finalmente ha trovato posto nella legislazione italiana, anche se vanno definiti i dettagli applicativi.

Per me turismo, cibo e vino sono i pilastri per il rilancio di immagine ed economico del Paese. Non è un caso che ora il mio Ministero diriga anche le politiche sul turismo. Quindi, sono felice di poter concretizzare una norma giusta come quella sull'enoturismo. Finalmente, anche per i nostri imprenditori vinicoli valgono gli incentivi che hanno gli agriturismi. Parliamo di 4 milioni di turisti accolti, che possono diventare molti di più. Il decreto attuativo lo stiamo condividendo con le Regioni per le ultime limature.

 

Trattati di libero scambio. Sul Ceta lei ha detto che non c'è fretta e che ha bisogno di numeri. Per le aziende del vino italiane, il Canada è il quinto mercato di destinazione, con crescite di circa il 10% in volume e in valore nel 2017 (dati Istat). E anche l'export agroalimentare nei primi cinque mesi 2018 segna +4% a valore. Cosa ne pensa?

Analizzando la crescita dell’export italiano, si evince che le esportazioni agroalimentari del nostro Paese stanno correndo più di quelle dei concorrenti, facendo segnare dati molto confortanti sia durante sia a fine anno. E questo non è un segnale da sottovalutare. Prima di prendere una decisione sul Ceta, a Bruxelles, ho posto sul tavolo all’attenzione sia del Commissario europeo per l'Agricoltura, Phil Hogan, sia della politica italiana, la necessità di poter ragionare se questo accordo serva o no all’Italia. Se fa il bene dell’economia italiana o non lo fa. Serve sapere se i prodotti italiani in Canada sono tutelati o no, se siamo tutelati dal fenomeno dell'Italian sounding. Abbiamo tempo per poter fare un analisi, di poter vedere cosa succederà, di poter chiedere alle nostre aziende. A me interessano le nostre aziende. Vogliamo capire con dati concreti se realmente il Ceta sia vantaggioso per il nostro Paese.

 

a cura di Gianluca Atzeni

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 26 luglio
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