Lo abbiamo conosciuto come concorrente e vincitore del contest organizzato al Lingotto di Torino. Ma abbiamo scoperto anche un cantante punk-rock e un collezionista di vino che, per gestire la sua cantina, ha creato un programma informatico ad hoc.

Mi stappo Moet & Chandon, gusto ostriche Belon. Io non sono vegano, mi piace il manzo italiano”. Pochi, ma efficaci versi per conoscere da vicino Roberto Sironi: 54 anni, milanese (anzi di Cusano Milanino, “paese di Trapattoni”, ci tiene a precisare) e soprattutto vincitore della prima Wine Cup che il Gambero Rosso ha organizzato in occasione di Gourmet Food Festival di Torino. Ma non stiamo parlando semplicemente di un appassionato di enogastronomia, Sironi è anche fondatore e voce dei Radio Vudù, una punk-rock band con sede nella città meneghina, che di recente ha lanciato la hit Non sono vegano (da cui vengono, per l'appunto, i versi di cui sopra): il video è stato girato con la complicità dello chef Giuseppe Zen dei Mangiari di strada, Macelleria Popolare, Panificio Italiano, (R)esistenza casearia, Tagliatella di Milano.

Tutte cose che non sapevamo quando, insieme ad altri 15 concorrenti, il “nostro uomo” si è presentato al Lingotto di Torino per aggiudicarsi il titolo di miglior enofilo 2017, insieme a sei bottiglie di vino, tutte Tre Bicchieri della guida Vini d'Italia 2018.

 

A dirla tutta, nel curriculum c'è anche scritto: manager commerciale del settore IT. Manager di giorno, “bevitore seriale” e cantante punk di notte, quindi?

Qualcosa del genere. Cerco di coniugare lavoro e passione.

Tante passioni. AGourmet Food Festival ci è capitato per caso o era proprio interessato all'evento?

In quanto appassionato di enogastronomia, non potevo mancare al vostro primo appuntamento con Gourmet. Avendo saputo della manifestazione, ho pensato che potesse essere una buona occasione per una gita fuori porta. Poi, il contest mi è sembrata una cosa divertente e mi sono iscritto.

Si è divertito?

Decisamente sì. Il concorso era ben congegnato.

Grado di difficoltà?

La prima parte era fattibile: bisognava collegare 5 vino a 5 vitigni. Più difficili la seminifinale e la finale, in cui si trattava di indicare la provenienza geografica di 5 sangiovese e 5 nebbiolo. E qui, nonostante quest'ultimo lo conosca benissimo, mi ha tratto in inganno proprio uno Sforzato di Valtellina.

È comunque stato il migliore in gara. Quanti vini beve l'anno per avere un palato così allenato?

In media - tra casa, ristoranti e cantine - siamo sulle 500/600 etichette l'anno. Diciamo che per mio consumo personale tendenzialmente stappo quasi una bottiglia al giorno. Ma non bevo da solo: anche la mia compagna per fortuna è un'appassionata.

Quali sono i suoi vini/denominazioni preferiti?

Prima di tutto sono innamorato di pinot nero e chardonnay della Borgogna. Ma per restare in Italia, al primo posto metto il nebbiolo e, quindi, i rossi piemontesi. Sul fronte bianchi, direi trebbiano d'Abruzzo.

Qualche cantina ed etichetta in particolare?

Trebbiano d'Abruzzo Valentini per i bianchi; Monfortino di Conterno per i rossi. Ma è un po' troppo costoso per potermelo permettere.

Con la Wine Cup ha ricevuto sei bottiglie: tutte Tre Bicchieri dellla guida Vini d'Italia. Le conosceva tutte?

Non tutte. Solo tre su sei. Adesso sono nella mia cantina in attesa del momento giusto per stapparle.

Quindi, ha una cantina ben nutrita?

Beh, siamosulle 500 etichette. Tanto che – da perfetto maniaco della catalogazione – ho creato un programma ad hoc, con tanto di geocalizzazione, che filtra il vino per regione, anno, denominazione, vitigni, produttore e anno ideale per berlo.

Roba di alto livello: neanche nei migliori caveau. Perché non lo brevetta?

Ci penserò. Nel mio caso è nato per un'esigenza personale: non volevo rovinare le etichette ogni volta che andavo a tirare fuori un vino. Così è tutto a portata di click.

Di solito dove preferisce comprare il vino?

Quasi sempre direttamente dalle cantine.

Quindi, siamo praticamente davanti ad un prototipo reale di enoturista?

Diciamo che ogni fine settimana vado per cantine, infatti, ormai conosco molti produttori e consorzi. E non solo. Ho un club di amici – anche loro appassionati di vino – con cui spesso mi riunisco per fare delle degustazioni. Magari potrei pensare di proporre una Wine Cup anche a loro.

Ormai ci ha preso gusto! Curiosità: con cosa ha brindato durante le feste appena trascorse?

Per tradizione stappo sempre quattro bottiglie di bollicine: una a Natale, una il giorno di Capodanno e le altre due per la Notte di San Silvestro. Di solito la “mia carta dei vini” prevede Champagne, Trentodoc, Franciacorta, e Alta Langa. Stavolta, tra questi, è toccato anche al Brut Nature Zero Serafino, vinto grazie alla Wine Cup.

 

I sei vini in premio

- Enrico Serafino Alta Langa Metodo Classico Brut Nature Zero 2011 (Piemonte);

- San Leonardo Vigneti delle Dolomiti San Leonardo 2013 (Trentino);

- Poggio al Tesoro Bolgheri Superiore Sondraia 2014 (Toscana);

- Valle Reale Trebbiano d'Abruzzo Vigna del Convento di Capestrano 2015 (Abruzzo);

- Cascina Morassino Barbaresco Ovello 2014 (Piemonte);

- Guido Porro Barolo Vigna Lazzairasco 2013 (Piemonte).

 

a cura di Loredana Sottile