L'evento

All’asta la cantina privata di Alexandre de Lur-Saluces, il padre dello Château d’Yquem

Oltre 2.500 bottiglie che raccontano una vita dedicata all’eccellenza del vino francese e mondiale

  • 24 Ottobre, 2025
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Parigi si prepara a un appuntamento di grande fascino per gli amanti del vino. Il prossimo 13 novembre, all’Hotel Drouot, andrà all’asta la cantina personale di Alexandre de Lur-Saluces, figura leggendaria dell’enologia francese, scomparso nel 2023. L’iniziativa, organizzata dalla Maison Daguerre con l’expert Ambroise de Montigny, propone circa 2.500 bottiglie provenienti dal Château de Fargues, dimora di famiglia nel Sauternais, dove sono state conservate per decenni in condizioni ideali.

Il “re” dei Sauternes e la sua collezione

Per oltre trent’anni alla guida dello storico Château d’Yquem, de Lur-Saluces è stato il custode di una delle denominazioni più prestigiose del mondo, ma anche un curioso esploratore dei terroir internazionali. La sua collezione, frutto di una vita di viaggi e incontri, riflette questo spirito di costante ricerca e curiosità verso l’altro. Il cuore dell’asta è naturalmente dedicato ai Sauternes, con una serie di Yquem che attraversa quasi un secolo di storia, dal 1928 al 2019. Spiccano rarità assolute come tre mezze bottiglie dell’annata 1937, valutate tra 1.200 e 1.500 euro, o quelle degli anni della Seconda Guerra Mondiale, tra il 1940 e il 1946, stimati fino a 2.000 euro.

Ma la collezione va ben oltre i confini di Bordeaux. Nato in Borgogna, il marchese aveva mantenuto profondi legami con la sua terra d’origine, e la sua cantina ospita alcuni dei nomi più iconici della Côte d’Or: da Pétrus, Lafite e Margaux a etichette rarissime come una Corton Grand Cru 2009 del Domaine de la Romanée-Conti, e soprattutto una Romanée-Conti 1990 donata da Aubert de Villaine, stimata fra 10mila e 15mila euro.

L’idea di vino oltre la Francia

Non mancano incursioni nei grandi terroir del mondo come nel caso di Vega Sicilia dalla Ribera del Duero, i Riesling di Egon Müller in Mosella, i dolci austriaci di Alois Kracher, fino ai Tokaji di István Szepsy in Ungheria. Una selezione che testimonia una curiosità senza frontiere, capace di coniugare rispetto per la tradizione e apertura verso l’innovazione. Discendente di una famiglia radicata nel Sauternais fin dal XV secolo, Alexandre de Lur-Saluces ha dedicato la vita a un’idea quasi filosofica del vino nel quale si dovevano ritrovare gli elementi di equilibrio, eleganza e tempo. Proprio per questo la vendita della sua cantina non è soltanto un evento enologico, ma un percorso di memoria dove ogni bottiglia racconta un incontro, un’annata e un’emozione. Per collezionisti e appassionati l’asta parigina sarà dunque più di un catalogo di rarità, ma soprattutto l’occasione di toccare con mano l’eredità di uno dei più grandi interpreti del vino francese.

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