Non capita tutti i giorni di vedere un cantante presentare il proprio singolo tra i banchi di un mercato rionale, distribuendo agrumi ai passanti. Eppure è successo davvero a Milano, in viale Monza. Protagonista Chiello, il rapper lucano che il prossimo febbraio salirà sul palco della 76esima edizione del Festival della canzone italiana con “Ti penso sempre”. E visto il precedente, non stupirebbe nessuno se il ventisettenne decidesse di replicare il gesto magari al mercato annonario di Sanremo.
È il 2024. Nel giorno di uscita del brano “Limone”, il mercato comunale in stile razionalista del quadrante nord del capoluogo meneghino diventa per qualche ora un vero e proprio palcoscenico. Il ventisettenne, armato di cassette di limoni giallo canarino, autografa frutti, firma cd, posa per selfie. I fan possono ascoltare il pezzo appena uscito, fare foto, ricevere autografi e portarsi a casa un limone vero in riferimento al titolo del singolo. Un richiamo allo sketch virale «Signora, i limoni!» che anni prima aveva spopolato sui social, ma anche una scelta precisa di radicamento territoriale nel quartiere NoLo.

L’evento, annunciato via Instagram, trasforma i banchi di frutta e verdura in un’insolita location promozionale. Tra cassette di arance e pomodori, il cantautore distribuisce agrumi come fossero gadget. Una strategia accompagnata da manifesti affissi in tutta la città per amplificare l’hype attorno all’uscita del singolo per Island Records e Universal Music Italia in collaborazione con Esse Magazine.
La scelta del mercato come location non è un vezzo. Chiello, classe 1999, nato a Venosa e cresciuto tra Genova e Milano, ha sempre lavorato per rendere concrete le emozioni. Per farlo ha costruito la sua musica su un equilibrio fragile tra trap contemporaneo e cantautorato classico, da Tenco a Lil Peep passando per i Joy Division. Nell’era della musica in streaming, distribuire limoni veri tra i banchi di un mercato era il modo più diretto per trasmettere il senso di un brano che, come certi amori, lascia l’amaro in bocca proprio come un frutto aspro.

Limone personalizzato da Chiello, foto alexadamanti via Instagram
Ora, a quasi due anni da quella mattina in viale Monza, Chiello si prepara a Sanremo. «Avevo bisogno di mettermi in gioco, ero annoiato e ho pensato di andare a Sanremo», ha detto in conferenza stampa. Approccio spartano, prove in studio con la band, «lavoro continuo su me stesso». Il brano “Ti penso sempre” promette lo stesso registro emotivo, quell’oscillare tra ricordi e vuoto che caratterizza la sua scrittura.
Il cibo ritorna, anche se collateralmente, nelle canzoni di Chiello. “Limone” chiude un percorso iniziato con “Mela marcia” (2023), dove il frutto diventa metafora di relazioni finite male. «Per me essere una mela marcia significa sentirsi inadatti, disadattati rispetto al mondo», aveva spiegato in un’intervista. «La mela è un frutto che per natura può marcire. È una metafora di quello che siamo: si nasce puri, ma il tempo ci consuma». In questo senso, quei limoni distribuiti al mercato comunale non erano solo merchandising, ma la traduzione fisica della canzone stessa. Un modo per far capire quanto può fare male un sentimento aspro e indigesto. Forse la scelta ha funzionato proprio per questo.
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