Export vino

Il vino italiano soffre ancora nel primo trimestre 2026. A marzo timida inversione di rotta

L'export dei primi tre mesi dell'anno si chiude a -8,3% a valore con gli Usa a -20,5%. Meglio i mercati europei rispetto all'Extra Ue. Resta negativo il comparto della spumantistica, con un piccolo risveglio primaverile

  • 11 Giugno, 2026
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Alla luce di un trimestre nero per l’export di vino italiano, soprattutto negli Usa, le vendite di prodotti vitivinicoli tra gennaio e marzo 2026 restano, come è stato per tutto il 2025, in territorio negativo, con 472 milioni di litri (-4%) spediti oltre confine per un giro d’affari di 1,7 miliardi di euro (-8,3%). I valori sono in calo sia in Europa (-3,6%, sia nell’extra Ue -11,3%). Tuttavia, il mese di marzo, secondo i dati Istat sul commercio estero, sembra dare qualche segnale di vitalità rispetto a quanto visto a gennaio e febbraio: +0,8%, grazie all’Ue che registra un incoraggiante +6,7%.

Bilancio difficile nei primi tre mercati

L’analisi dei singoli mercati di destinazione parte dal primo cliente, gli Stati Uniti, dove in tre mesi l’Italia ha inviato 81,6 milioni di litri (-8,4%) per un fatturato di appena 407 milioni di euro, il 20,5% in meno rispetto al primo trimestre del 2025. L’effetto dei dazi si sta facendo sentire, anche se va detto che il solo mese di marzo sembra aver perso meno rispetto alle cifre del bimestre. Negli Usa, all’appello mancano oltre 100 milioni di euro in tre mesi. Altro mercato determinante per l’export nazionale, il Regno Unito, presenta dati negativi in questo 2026 (-8,6% in volume e -8,3% in valore) ma il solo mese di marzo è stabile rispetto a un anno fa. Segno meno anche per la Germania, che in tre mesi segna -5,6% in quantità e -4,6% in valore, con un marzo migliore del corrispettivo mese di un anno fa (100 mln contro 97 mln di euro).

Gli altri mercati: crescono Russia, Brasile e Cina

Positivo il Canada (+8,8% in volume e +0,3% in valore) mentre la Svizzera continua a faticare (rispettivamente -8,7% e -9,6%). Contrastata la Francia, con decrementi nei quantitativi di vino acquistati dall’Italia (-3,9%) ma con un giro d’affari in aumento (+4,3% nel trimestre), grazie a un marzo che supera abbondantemente i 28 milioni di euro. Tra gli altri mercati Ue, nonostante il recupero del solo mese di marzo, il Belgio perde il 6,3% in quantità e il 10% in valore; così come la Svezia, che lascia sul terreno il 12% in quantità e il 7,3% in valore (45 mln di euro). I Paesi Bassi lasciano sul terreno il 3,3% nei quantitativi con valori giù del 4,8 per cento.

In netto recupero la Russia che, dopo un 2025 estremamente negativo, ha acquistato 13 milioni di litri di vino made in Italy (+64,6%), con 45 milioni di euro di giro d’affari (+46,6%). Segnali positivi arrivano anche dal Giappone (+2,5% in volume e -5,3% in valore), dal Brasile (-6,4% in quantità e +11,8% nel giro d’affari, a 9,3 mln di euro) e dalla Cina grazie a un trimestre in cui sono stati acquistati 3,6 mln di litri di vino (+10,7%) con oltre 19 milioni di euro di spesa, per un incremento percentuale in doppia cifra, pari al 17 per cento.

 

 

Come vanno le Dop spumantistiche

A soffrire particolarmente sono i vini in bottiglia (confezioni al di sotto dei 2 litri) che perdono il 5,2% dei quantitativi rispetto allo stesso trimestre di un anno fa con valori in doppia cifra negativa (-10,2% a 1,12 miliardi di euro). I vini a Dop segnano -5,5% in quantità e -3,1% in valore. Resta negativo anche il comparto della spumantistica made in Italy che nel trimestre perde l’1,6% in volume e il 3,9% in valore: bilancio attenuato da un mese di marzo che sfiora i 189 milioni di euro (ben superiore ai 172,7 mln del marzo 2025). In difficoltà i vini frizzanti  (-4,1% a volume e -12,3% a valore nel trimestre).

Tra le tipologie, il Prosecco, dopo un bimestre difficile (che si confrontava con un dato particolarmente alto nel 2025), ha venduto a marzo 2026 137 mln di litri per quasi 150 mln di euro in valore. Ad ogni modo il trimestre fa -2% a volume e -5,8% a valore (per un fatturato di 364 mln di euro). In recupero l’Asti, che a parità di volumi nel trimestre guadagna quasi il 20% in valore, sfiorando quota 30 milioni di euro di prodotti esportati. In positivo risultano, secondo i dati dell’Istat sul commercio estero elaborati dal settimanale Tre Bicchieri del Gambero Rosso, anche gli altri spumanti Dop (gruppo che include Franciacorta, Alta Langa e Trentodoc) con +8,9% in volume e +4% in valore per complessivi 20 milioni di euro.

 

 

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