Rotte Mediterranee prende il largo da Napoli. Alla Stazione Marittima è iniziata la giornata-evento con cui Gambero Rosso celebra il Mediterraneo e presenta tre nuove guide completamente ripensate in chiave digital first: I Migliori Oli d’Italia, I Migliori Panifici d’Italia e Le Migliori Gelaterie d’Italia. Nuova grafica cartacea, ma anche e soprattutto la prima versione interamente online. Un debutto che segna l’evoluzione dell’offerta editoriale del gruppo e che si inserisce nelle celebrazioni per i 40 anni del Gambero Rosso (il 16 dicembre è il nostro compleanno!). Per tutta la giornata si alternano presentazioni, degustazioni, masterclass e momenti di approfondimento dedicati ai grandi temi che attraversano il mare nostrum. Da qui seguiremo in diretta i protagonisti, gli interventi e i momenti più significativi dell’evento.

Il direttore Lorenzo Ruggeri e l’amministratore delegato Marco Moroni hanno aperto Rotte Mediterranee sottolineando il percorso di profondo rinnovamento che Gambero Rosso sta portando avanti, con un’attenzione particolare alla trasformazione digitale. Un cambiamento che riguarda non solo gli strumenti, ma anche il modo di raccontare il cibo, in vino e i tutti i suoi protagonisti. Quella del Gambero Rosso è una realtà editoriale articolata che comprende un mensile, un sito web e un sistema di guide nazionali dedicate a ristoranti, vino, pizzerie, panifici, gelaterie, olio, bar e pasticcerie. Un ecosistema in continua evoluzione, con l’obiettivo di consolidarsi sempre di più come hub di riferimento per il gusto italiano. Al centro dell’intervento il lancio delle nuove guide pubblicate anche in formato digitale, in cui si potrà cercare online, con facilità, quali sono i “migliori” locali vicino a casa o nella propria regione, con schede dettagliate su prodotti e persone.

“Ma continuavo a chiedermi: a chi serve davvero quello che faccio? È la domanda che il genetista agrario Salvatore Ceccarelli si pose alla fine degli anni Settanta, nel pieno di una crisi personale. Una domanda destinata a diventare il seme di una delle rivoluzioni agricole più radicali degli ultimi decenni: quella delle popolazioni evolutive. Ed è la stessa domanda che, in un tempo attraversato da guerre, democrazie piegate alla legge del più forte e da un diritto internazionale continuamente violato, mi ritrovo a farmi ogni giorno. La risposta, però, l’ho trovata nei panifici raccontati in questa guida”
Ha aperto così il suo intervento Annalisa Zordan, curatrice della guida I Migliori Panifici d’Italia, che ha presentato il nuovo volume, completamente rinnovato nella parte grafica, tra Premi Speciali e nuovi panifici insigniti del massimo riconoscimento dei Tre Pani. Oltre ai protagonisti della guida, sul palco sono saliti Chiara Quaglia e Piero Gabrielli di Petra Molino Quaglia, che da anni promuovono la guida, per presentare il progetto agricolo e culturale Neogranìa, nato con l’obiettivo di promuovere un’agricoltura sostenibile attraverso l’uso di “popolazioni evolutive” di grano, capaci di adattarsi spontaneamente al clima e al territorio.
Diversi panificatori hanno sottolineato l’importanza crescente della filiera. Oggi chi lavora nei forni e produce pane intrattiene sempre più spesso un rapporto diretto con i produttori di farina; in alcuni casi, gli stessi panificatori coltivano i propri grani e investono persino in mulini propri, accorciando ulteriormente la catena produttiva. Accanto al tema della qualità, è emersa con forza anche la richiesta di un alleggerimento del carico fiscale sul lavoro per le imprese artigianali. Sara Bonamini, della bakery Tulipane di Roma, premiata con i Tre Pani, ha lanciato un appello pubblico per aprire un tavolo di confronto con il governo: «Oggi un lavoratore percepisce meno del 50% di quanto un’azienda sostiene come costo complessivo del lavoro».

Un buon olio extravergine riesce a fare ciò che pochi ingredienti possono permettersi: trasformare un piatto semplice in qualcosa di memorabile. Basta un filo su una fetta di pane caldo, un pomodoro appena tagliato o una mozzarella per accorgersi della differenza. Eppure, troppo spesso, l’olio continua a essere scelto in base al prezzo o all’abitudine, più che alla qualità. È da questa consapevolezza che è partita la presentazione de I Migliori Oli d’Italia 2026/27, la guida del Gambero Rosso curata da Indra Galbo, che ha premiato le eccellenze olearie italiane. Da sedici anni il Gambero assaggia e valuta migliaia di extravergini provenienti da tutta Italia attraverso un panel di degustatori esperti, con l’obiettivo di raccontare la straordinaria biodiversità dell’olivicoltura nazionale.
Completamente ripensata anche in chiave digitale, la guida consente di consultare online gli assaggi con schede dettagliate, descrittori aromatici, suddivisioni per regione e cultivar. Dietro ogni bottiglia premiata, ha ricordato Galbo, non ci sono soltanto profumi di erba tagliata, pomodoro, carciofo o mandorla fresca, ma territori, raccolte, scelte agronomiche e frantoi capaci di preservare qualità e identità.
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