L'iniziativa partita dall'America punta a rivalutare quel 20% di frutta e verdura che non raggiunge i supermercati a causa di difetti estetici, pur assicurando le stesse proprietà nutritive di un prodotto perfetto. In Francia è già partita la campagna di Auchan, in Inghilterra è Jamie Oliver a farsi ambasciatore della buona causa, mentre l'Italia sembra ancora in ritardo.
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Lo spreco di cibo è un problema enorme che ci riguarda da vicino. Molto di quello che buttiamo a fine pasto o addirittura senza neanche averlo consumato potrebbe essere ancora mangiato. Una parte di questo problema però non è dovuto ai consumatori. Il 20% delle verdure e dei frutti prodotti nei campi non raggiunge neanche i supermercati a causa della loro forma considerata non idonea. Per questo sta prendendo piede in molte nazioni la campagna “Eat Ugly” ovvero “mangia il brutto”. Dove per brutto si intendono quegli ortaggi che magari non hanno la forma standard, ma possiedono ugualmente le stesse qualità e caratteristiche delle altre verdure.
Carote con due gambi, limoni non perfettamente sferici, pomodori bitorzoluti e patate a forma di cuore vengono buttate ogni giorno perché non considerate perfette. Uno spreco inspiegabile che solo negli Stati Uniti potrebbe far recuperare almeno il 25% del cibo che di solito viene gettato. Se nei mercati civici e rionali per fortuna la questione bellezza della verdura non è importante, il problema si ha nei supermercati e nei centri di grande distribuzione che hanno standard precisi da rispettare per il cibo da esporre. Patate troppo grandi o mele imperfette vengono scartate perché giudicate non vendibili.
Con la popolazione mondiale in costante aumento, la Terra non può più permettersi questo scempio nemmeno nel ricco emisfero occidentale. In Inghilterra il famoso cuoco Jamie Oliver ha aderito all’iniziativa e ha dimostrato come le sue ricette, riprodotte nelle cucine di tutto il mondo, non subiscano nessun danno a seconda delle fattezze del cibo usato. In Francia va dato atto al colosso Auchan di aver pubblicizzato la campagna e ora nei suoi supermercati si trovano anche molti ortaggi cosiddetti brutti.
Mentre in Italia, almeno secondo la lista stilata dall’organizzazione che ha creato Eat Ugly, la campagna non ha ancora ottenuto seguito.
Per invogliare a comprare verdure non perfette alcuni negozi hanno deciso di proporre quelli che una volta erano considerati scarti a un prezzo più economico. Un vantaggio non da poco per chi si disinteressa della forma di ciò che deve mangiare.
D’altronde quando si parla di cibo è importante il sapore e non l’aspetto, questo il messaggio di Eat Ugly.

a cura di Andrea Indiano

Qui la lista di Eat Ugly