Cosa preferiscono i wine lover nel mondo? Se il mercato si sposta verso gusti meno alcolici

29 Set 2014, 16:12 | a cura di Livia Montagnoli
Un report di Wine Intelligence che analizza i gusti sul vino in otto Paesi del mondo ha confermato l’esistenza di un nuovo trend: 85 milioni di persone preferiscono gradazioni meno alcoliche. In testa ci sono Francia e Stati Uniti, ma anche la Germania si allinea sulla tendenza. Mentre Regno Unito e Canada continuano a preferire un tasso alcolico più elevato. Per ora l’Italia resta fuori dall’analisi.
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I gusti globali dei wine lover si stanno spostando verso gradazioni alcoliche più basse? Se ne è parlato molte volte negli ultimi anni e molte volte si è archiviata la questione dicendo che ogni disciplinare detta delle precise direttive da seguire, quindi ci si attiene a quelle. E che non se ne parli più.
Ma adesso a rimettere la pulce nell'orecchio e riaprire la questione, arriva un report di Wine Intelligence, secondo cui negli otto Paesi analizzati ci sarebbero 85 milioni di persone sensibili al nuovo trend. Tra questi, in testa, ci sono Francia e Stati Uniti: quattro su dieci americani, ovvero 38 milioni di persone, consumatori abituali, preferiscono i vini con gradazione alcolica sotto 10,5% vol. In Francia sono circa 12 milioni i consumatori a manifestare la stessa preferenza, +8% rispetto al 2012, ma non è da meno neppure la Germania dove la fascia di vendita in crescita è quella compresa tra i 9 e 10,5 gradi alcolici. Praticamente quella che corrisponde alla produzione interna.
Una tendenza destinata a crescere in tutti i mercati” secondo Richard Halstead, chief operating officer di Wine Intelligence “Ma che ancora subisce il pregiudizio di chi associa la bassa gradazione alcolica ad una scarsa qualità. Una convinzione difficile da superare”. Cosa che emerge particolarmente in mercati come il Regno Unito e il Canada dove, nonostante la presenza sugli scaffali di vini meno alcolici, i consumi restano legati al titolo alcolometrico tradizionale.
E in Italia? Il Belpaese non figura tra i mercati analizzati, ma la tradizione mediterranea – sole, zucchero, alcol – ci suggerisce che ne dovrà passare ancora tanto di tempo per fare attecchire le mode nordiche. A meno che il mercato non lo “imponga”.

A cura di Loredana Sottile

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