Matteo Renzi, Papa Francesco, Evelyn Nguleka, il ministro Martina e molti altri. Nomi importanti per un impegno che vale la mobilitazione, prima tappa in vista della redazione definitiva della Carta di Milano, che avrà il compito di portare all'attenzione dell'Onu l'eredità di Expo 2015. Un protocollo internazionale in versione alimentare che sommerà impegni concreti e misurabili per garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti. Il 7 febbraio a Milano.
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LA VERSIONE ALIMENTARE DEL PROTOCOLLO DI KYOTO

È già stata ribattezzata versione alimentare del protocollo di Kyoto. La Carta di Milano comincia il suo percorso nella mattinata di sabato 7 febbraio 2015 dall’Hangar Bicocca. E alla fine di ottobre arriverà sulla scrivania di Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu.
Per l’Expo delle Idee, appuntamento che nei fatti apre Expo 2015, arriveranno a Milano i più alti rappresentanti di governo (con il premier Renzi in prima fila), imprenditori, sindacalisti, esperti e persino Papa Francesco, che apparirà sugli schermi dell’Hangar Bicocca con un videomessaggio. E poi ci saranno il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, l’ex presidente del Brasile Lula in collegamento, lo chef Massimo Bottura, il direttore generale della Fao José Graziano da Silva, i commissari dei Paesi partecipanti all’Expo, la presidente dell’organizzazione mondiale degli agricoltori Evelyn Nguleka e molti altri. Tutti riuniti per confrontarsi sui contenuti che daranno vita al documento simbolo dell’esperienza che nei prossimi mesi vedrà l’Italia in prima linea nel difendere i valori di un’alimentazione sostenibile all’insegna della biodiversità, della giustizia sociale e del rispetto ambientale.
L’imminente Esposizione Universale dovrà infatti lasciare in eredità una riflessione pesante sul futuro dell’alimentazione, raccolta nella cosiddetta Carta di Milano.

I 42 TAVOLI TEMATICI E IL FUTURO DELLA RISTORAZIONE

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E la giornata del 7 febbraio proporrà 42 tavoli di lavoro tematici – riconducibili a quattro percorsi correlati: sviluppo sostenibile tra economia, ambiente e società; culture, identità e stili alimentari; agronomia, nutrizione, economia del cibo; Milano/Italy tra smart e slow city – e diversi eventi collaterali che avranno il compito di introdurre le principali iniziative e aree di sviluppo attivo nel corso di Expo, dall’Area della biodiversità all’alleanza per il made in Italy, agli appuntamenti culturali.
Coinvolto direttamente nei lavori anche l’universo della ristorazione, cui sarà dedicato il 16° tavolo, diretto da Paolo Marchi, ideatore del congresso gastronomico Identità Golose, che proprio dal giorno successivo prenderà il via nel capoluogo lombardo. La ristorazione del futuro (questo il tema del gruppo di lavoro) chiamerà in causa Max Bergomi, Massimo Bottura, Lucio Cavazzoni, Carlo Cracco, Antonia Klugmann, Claudio Liu, Franco Pepe, Marco Reitano, Severino Salvemini, Lino Stoppani e Pietro Zito. Al termine dei lavori ogni tavolo produrrà una lista di case history e una raccolta di raccomandazioni utili per la futura Carta.
Una giornata di “mobilitazione”, come ha spiegato il ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina, che è solo il primo tassello di un lungo percorso da sviluppare durante l’Expo. Ed è la prima volta che un’Esposizione Universale propone una carta di responsabilità e impegni concreti e misurabili rivolta a istituzioni, associazioni, imprese e cittadini.