Uno studio Nomisma sfata il mito del ritorno alla terra; l’Italia sembra soffrire di un basso ricambio generazionale, frenato dalle lungaggini burocratiche e dalla difficoltà di reperire risorse finanziarie. Ma in Trentino la Fondazione Edmund Mach va controtendenza, triplicando il numero di iscrizioni nell’ultimo biennio.

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Italia fanalino di coda in Europa per l’agricoltura under 40. Lo scrive Nomisma nella sua ricerca presentata ad Eima (Bologna Fiere), su un campione di 1.125 giovani di età inferiore ai 40 anni, di cui 607 agricoltori. Studio, promosso dall’Informatore agrario e FederUnacoma, che sfata il mito del ritorno alla terra. Anzi, l’Italia soffre di un basso ricambio generazionale e di una visione “limitante” sulle possibilità di sviluppo del settore, dovute a burocrazia e difficoltà a trovare risorse finanziarie.
Nel dettaglio, l’occupazione tra 2008 e 2013 è negativa: “Se coloro che hanno un impiego sono diminuiti del 6%, quelli con meno di 24 anni registrano un calo più che doppio, pari a -15%“.
Dato a cui si aggiunge il singolare tasso di senilizzazione (si legga bene) di cui soffre il nostro Paese rispetto al resto d’Europa. “Se in Italia gli imprenditori agricoli con oltre 65 anni di età costituiscono il 37% del totale, contro il 5% di chi invece ha meno di 35 anni, in Francia gli over 65 sono pari al 12%, mentre in Germania sono solo il 5,3%“. Gli effetti si vedono sul rapporto tra imprenditori under 35 anni e over 65 (il ricambio generazionale): in Italia l’indice è 14% (nel 1990 era il 17,5%), ovvero 14 giovani per 100 anziani; in Spagna è del 18%, del 73% in Francia e addirittura del 134% in Germania (media Ue a 27 del 25%).
Altro dato, stavolta tecnologico: la media italiana di chi possiede un computer tra gli agricoltori è limitata al 3,8% , dato che sale al 45,5% nelle realtà condotte da giovani. La ricerca Nomisma sfata il mito della corsa all’agricoltura, ma la tesi non è vera se si guarda ai dati delle iscrizioni ai corsi per imprenditori di settore in Trentino, presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Qui si è passati da 60 domande di iscrizione del 2007 alle 170 nel 2014/2016, triplicando il numero. Per quest’anno, i posti disponibili erano soltanto 60, ma la Fondazione, visto l’alto numero di richieste, ha deciso di ampliare la platea dei discenti a 90 (tre gruppi di 30 corsisti), rivisitando in parte sia il calendario sia il programma formativo. Il corso è appena partito e dall’anno di attivazione (1986) sono circa 2 mila gli iscritti registrati.

A cura di Gianluca Atzeni