Crescono superficie, operatori, punti vendita e acquisti. Un settore anticiclico che in Italia vale quasi 2 miliardi di euro. E al Salone di Bologna interviene anche il ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo.

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Il Bio non conosce crisi. Da Bologna – dove sabato è stato inaugurato il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale – arrivano i primi numeri rilasciati dall’osservatorio Sana-Nomisma. Salgono in Italia le aree dedicate al settore: + 6,4% nel 2012 sull’anno precedente raggiungendo una superficie pari a 1.1 milioni di ettari. In particolare nell’ultimo anno son cresciute le aree bio coltivate a olivo (+16,2%), ad agrumi (+15,5%), a cereali (+14,4%) e a vite (+8,6%), con in testa Sicilia, Calabria e Puglia. Quanto ai mercati di sbocco, l’Unione Europea assorbe il 41% del bio food: il Paese più verde è la Germania con 6,59 miliardi di vendite, seguito dalla Francia con 3,75 miliardi, mentre l’Italia si attesta su 1,7 miliardi di euro. In particolare le vendite bio del nostro Paese in due anni hanno registrato un +14,5% per il settore alimentare e un 9,3% per il non food (cosmesi, benessere, vestiario, etc…), tanto che i negozi specializzati erano 1163 nel 2010 e sono diventati 1279 nel 2012, mentre gli operatori del settore sono arrivati a 49.709 suddivisi tra agricoltori (la parte maggiore: 40.146), trasformatori e importatori. Consapevole dell’importanza che ormai il biologico ricopre per il mondo dell’agricoltura, al Salone di Bologna ha partecipato anche ilMinistro delle Politiche Agricole Nunzia de Girolamo “Le sfide che ci attendono sono tante”ha detto intervenendo al convegno “Verso l’Expo 2015, Nutrire il pianeta in modo sostenibile” “e il settore biologico ci ha dato un esempio importante di cui tenere conto: ha saputo, con la sua crescita, spezzare il pregiudizio che vuole la sostenibilità contrapposta alla produttività e alla competitività”.