Ha aperto nel quartiere universitario del capoluogo emiliano la pizzeria etica dei fratelli Caiazza, napoletani d'adozione bolognese. Utilizza ingredienti prodotti da terre confiscate alla mafia e sforna una pizza verace che conferma il risveglio della città sotto il profilo di pizza e panificazione. 

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Bologna e la pizza

Certo, leggere dell’apertura di una pizzeria antimafia proprio in questi giorni di burrasca mediatica, fa bene al cuore. In seconda battuta, però, è il caso di indagare sui contenuti, perché il clamore suscitato dall’impegno etico (di cui molto si è parlato) non spazzi via le considerazioni sulla qualità gastronomica. Che tra l’altro, ripercorrendo la storia alle origini della pizzeria Masaniello, depongono evidentemente a favore dell’iniziativa di Luca e Marco Caiazza. Forse proprio a cominciare dalla scelta geografica dei fratelli partenopei, che da bravi napoletani condividono una grande passione per l’arte della pizza, pur “emigrati” al Nord. La pizzeria in questione, inaugurata solo qualche giorno fa, infatti, ben si inserisce in quel percorso di rinascita che vede protagonista Bologna e la scena gastronomica della città sotto il profilo pizza e panificazione, impasti, farine e lievitazioni attente. Del fermento in atto nel capoluogo emiliano abbiamo parlato a più riprese, cominciando da Brisa e poi sorprendendo Michele Leo all’ombra delle Due Torri, proseguendo con Sega! e raccontandovi in ultima battuta il food delivery tutto particolare di Mylbread.

La pizza napoletana di Masaniello. Etica e qualità

Il primo impatto con il locale, però, non lascia dubbi di sorta, come il nome del resto: Masaniello è una verace pizzeria napoletana, con tanto di murales dedicati al compianto Pino Daniele e all’immancabile Vesuvio. In menu ci sono gli ingredienti della tradizione campana, le birre artigianali in abbinamento sono made in Napoli, dell’azienda di Ciro Corona e del Birrificio artigianale Flegreo. E la scelta si divide tra calzoni, pizze fritte, panuozzi e pizze ad alta digeribilità (da lunga lievitazione), in tante varianti diverse, soluzioni vegetariane e vegane comprese. Insomma, una moderna pizzeria napoletana che si propone di tenere alto il nome del capoluogo campano anche a centinaia di chilometri di distanza, con un progetto che valorizza tout court la filiera “pulita” del territorio locale.

Il che significa – e per questo l’appellativo “pizzeria etica” (che compare sull’insegna) è ampiamente giustificato – selezionare i fornitori tramite i circuiti virtuosi che lottano per la legalità, Libera Terra e N.C.O. – Nuova Cooperazione organizzata, le associazioni più celebri, in collaborazione con il comitato anticamorra ioLotto e con Libera di Don Ciotti. Ecco perché alla festa d’apertura erano presenti anche il procuratore antimafia di Napoli Giuseppe Borrelli, Nadia Monti (coordinatrice di un programma regionale per la formazione civile antimafie) e il giornalista Sandro Rotuolo, che insieme hanno ribadito la necessità di schierarsi contro tutte le mafie, anche a tavola.

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Terre confiscate e pizza sospesa

Con i prodotti provenienti dai terreni confiscati alle cosche mafiose o da cooperative che hanno subito ritorsioni, per esempio. E allora sulla pizza finiscono fagioli borlotti e pomodori del Piennolo, crema di zucca, pomodori secchi e friarelli di Aversa, o la mozzarella di bufala casertana del caseificio Terre di Don Peppe Diana (su terre strappate ai Casalesi). Mentre si continua a lavorare su due fronti, etico e qualitativo: se da un lato si pensa a importare in città la tradizione della pizza sospesa, dall’altro si studiano soluzioni “tecniche” per raggiungere un pubblico diversificato, con impasti speciali al grano saraceno per sfornare pizze senza glutine. E presto potrebbe arrivare anche la pizza a portafoglio, quella da passeggio, che piacerà sicuramente agli studenti di San Donato, la zona universitaria fuori le mura afflitta da immigrazione e microcriminalità, dove qualcosa sta cambiando (kebabbari e pizzerie al taglio di dubbia qualità per studenti hanno i giorni contati?). E intanto i bolognesi che amano la pizza ringraziano.

 

a cura di Livia Montagnoli

Masaniello | Bologna | via di San Donato, 3c | tel. 051 0954069 | www.facebook.com/masaniellopizzeriaetica/?fref=nf

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