[caption id="attachment_89673" align="alignnone" width=""]http://med.gamberorosso.it/media/2012/03/303278_web.jpeg[/caption]Lujan de Cuyo, Mendoza. Siamo andati a trovare una leggenda del vino argentino: Carmelo Patti. Carmelo è produttore, enologo, direttore commerciale, si occupa perfino di apporre le etichette. Nel suo garage adibito a cantina. E lo fa con l'entusiasmo di un bambino.


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Si diverte ancor di più a fare da guida turistica, poi, versa il vino nei bicchieri con un sorriso, dispensa aneddoti e distribuisce battute. La sala degustazioni è il salotto di casa sua.

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A due anni ha attraversato l’oceano con la mamma; qui in Argentina ha riscoperto la passione del nonno, produttore di vino sulle pendici dell’Etna. Carmelo è un personaggio unico nel contesto del vino argentino, caratterizzato da cantine dai numeri importanti fondate da imprenditori europei. La sua è una bodega ad personam. Quasi un atto di resistenza.

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Le sue 65mila bottiglie sono completamente diverse dallo stile dominante a Mendoza. Sono scarichi nel colore, con aromi terziari in evidenza e livelli di acidità importanti. Vini dal timbro europeo e come tali devono essere aspettati; basti pensare che il suo Cabernet viene messo in vendita dopo 7 anni, mentre il vino di punta, ovvero il Gran Assemblage, viene commercializzato dopo 8 vendemmie. L’uso del legno è minimo.

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Firma le sue bottiglie ad una a una, mentre alla radio va in onda una sorta di tutto il calcio minuto per minuto argentino. “L’unico inconveniente del lavoro che faccio è che non posso mai arrabbiarmi col padrone. Questa cosa proprio non mi va giù”, ci racconta sghignazzando, col suo spagnolo con cadenza sicula.

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Note di degustazione

Cabernet Sauvignon 2004

I vini di Patti fanno storia a sé. Ciò che ci colpisce – non è la prima volta in un Cabernet Mendocino – è la quasi totale assenza di venature vegetali. “E’ l’influenza oceanica”, ci dice Carmelo. Scarico nel colore, il suo Cabernet offre un profilo olfattivo giocato su aromi terziari, con aromi di spezie orientali e piccoli frutti rossi sullo sfondo. La bocca è sottile, ricca di sfumature sapide, sensazioni d’agrume e un finale sfaccettato ricco di sensazioni balsamiche. Un vino di carattere.

Grand Assemblage 2003

Ecco il vino di punta di Carmelo, un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec e Cabernet Franc: un Bordeaux mendocino. Come tutti I vini di Carmelo, anche il Grand Assemblage riposa a lungo in vasche di cemento per poi affinare per ben 3 in bottiglia prima di essere commercializzato. Il vino si apre lentamente su sensazioni di marasca e note terrose che anticipano un palato soffice e setoso, che lentamente ci conduce a un finale irradiante, minerale e lungo: appagante.

Lorenzo Ruggeri

foto e video di Andrea Ruggeri

13/03/2012

> Alla migliore produzione vinicola mendocina dedicheremo un ampio servizio sul Gambero Rosso di aprile (in edicola a fine mese), dove troverete tutte le schede di degustazione dei nostri assaggi.

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