Rosati d'Italia in concorso

26 Gen 2012, 17:17 | a cura di Gambero Rosso
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Considerata a lungo la tipologia meno frequentata tra i vini italiani, e per di più quella meno interessante e qualitativa, i vini rosati sono in questi ultimi anni oggetto di una riscoperta di interesse da parte dei consumatori, riscoperta che si coniuga con un rinnovato impegno da parte dei produttori, che in molti casi

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hanno saputo interpretare con grande tempismo questa tendenza, lanciando in questi anni sul mercato nuove etichette e nuove versioni, tanto da pensare che si stia assistendo non ad una semplice scelta di marketing realizzata sull'onda di una moda, ma ad una nuova fase produttiva nei confronti di questa tipologia.

 

Sui vini rosati si misurano molti produttori, sia importanti che meno conosciuti al grande pubblico, utilizzando tecniche produttive diverse, dal salasso - prima, durante o al termine della fase tumultuosa della fermentazione - alla sosta più o meno prolungata del mosto sulle bucce prima della fermentazione, e differenti vitigni, dagli autoctoni o nati da selezioni originali ai cosiddetti internazionali. Va sottolineato anche il tentativo da parte di alcuni produttori di realizzare vini rosati importanti per struttura e complessità grazie all'utilizzo della barrique.

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Insomma, l'idea che i vini rosati siano solo “vini da sete” senza grande personalità si rivela ormai un pregiudizio datato. Solo in pochissimi casi, previsti dal disciplinare, accade di incontrare rosati nati dall’unione di uve bianche e rosse, fatta eccezione ovviamente per gli spumanti dove accanto al pinot nero troviamo lo chardonnay. E sono proprio gli spumanti rosé, che si propongono davvero come una delle più belle realtà dell’enologia italiana, la punta di diamante in grado di sdoganare l'intera tipologia dei rosati (i Franciacorta Rosé e i Cruasé dell’ Oltrepò Pavese ne sono la più chiara e attuale testimonianza, uniche docg di questa categoria).

 

In Italia contiamo diverse zone classiche di produzione, quelle più famose e riconosciute, distribuite lungo tutta la nostra penisola: il Trentino e l’Alto Adige, il Garda sia con la sponda “classica” bresciana che con quella veronese, l’Abruzzo, la Puglia con la Murgia ed il Salento.

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Sarà proprio la regione Puglia a patrocinare il primo “Concorso Enologico Nazionale dei Vini Rosati d’Italia” con il fine di valorizzare le migliori produzioni e favorirne la diffusione. La fase di selezione si svolgerà il 20 e 21 aprile presso l’Hotel Romanazzi Carducci di Bari, dove le commissioni di degustazione saranno chiamate ad esprimere un verdetto a seguito di assaggi rigorosamente a bottiglie coperte, per garantire la totale imparzialità del giudizio.

 

Verranno premiati i vini con punteggio più alto divisi in categorie: vini fermi dop e igp, vini frizzanti dop e igp, oltre agli spumanti rosé prodotti ed imbottigliati in Italia. La cerimonia di premiazione si terrà il 5 maggio nel corso di un convegno internazionale sui vini rosati ad Otranto, in provincia di Lecce, a cui è prevista la partecipazione del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania oltre al presidente della regione Puglia Nichi Vendola. Un appuntamento di grande importanza che farà da cassa di risonanza a trend di consumo e dati sull’export in continua crescita: si annuncia un futuro “roseo” per i rosati italiani.

 

Piergiorgio Votano

26/01/2012

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