Tre Bicchieri 2024, i migliori vini dell'Umbria premiati da Gambero Rosso. Record per la regione

29 Set 2023, 06:58 | a cura di
Ecco i vini dell'Umbria che quest'anno hanno ottenuto i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida Vini d'Italia di Gambero Rosso

Tre Bicchieri 2024 dell'Umbria

Nella regione piccola c’è il vino buono e ciò è confermato dalla verde Umbria. La superficie vitata è di circa 13mila ettari, meno del 2% dell’intero patrimonio nazionale, ma se pensiamo a vitigni, Denominazioni, presenza di laghi, zone pianeggianti e alta collina, la ricchezza vitivinicola va ben oltre i numeri citati. Alcune zone sono ormai diventate prestigiose aree di produzione e fungono da veri e propri esempi per luoghi limitrofi e non solo.

Tre Bicchieri 2024 dell'Umbria. Sagrantino e le altre anime di Montefalco

In tutto i Tre Bicchieri sono 17, un vero record per la regione. Partiamo da Montefalco, borgo delizioso, dove l’enoturismo non si ferma alla bella stagione ed è capace, tramite l’omonima denominazione, di mettere in bottiglia vini autentici, di carattere, ma soprattutto variegati. Si parte dal Sagrantino che anno dopo anno convince sempre di più. La strada intrapresa è quella giusta e il grande rosso (fitto, tannico e di struttura) gioca oramai la sua partita anche su linee di finezza e bevibilità. Ben sei i Tre Bicchieri conquistati sono senza dubbio un grande traguardo.

Ma ci sono anche le altre anime di Montefalco: il Rosso, in prevalenza da uve sangiovese, è vino più immediato e semplice, ma tutt’altro che banale; il Montefalco Grechetto ha l’uva del centro Italia protagonista, mentre il Montefalco Bianco è frutto di uvaggio dove il trebbiano spoletino è presente almeno per il 50%. Quest’ultimo è invece protagonista assoluto nella Doc Spoleto e sta dando una prova di grande stile. Il merito va ai produttori, ovviamente, ma anche al lavoro che il Consorzio sta portando avanti in maniera esemplare.

Tre Bicchieri 2024 dell'Umbria. Orvieto e Torgiano

Rimaniamo sui bianchi, ma facciamo rotta verso Orvieto dove l’indicazione (che arriva dai premiati, ma non solo) è chiara: sono vini dall’indubbio potenziale d’invecchiamento ed è su questo che la Denominazione deve puntare sempre di più. Torniamo ai rossi per segnalare gli ottimi risultati del ciliegiolo e del gamay del Trasimeno, per concludere col sangiovese che segna la viticoltura di Torgiano. La piccolissima Doc offre pochi (ma buonissimi) prodotti, a partire da quel Vigna Monticchio che fece conoscere i vini umbri nel mondo, per arrivare al Freccia degli Scacchi di Terre Margaritelli.

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