Panino Giusto a Cupertino. Parte dalla Silicon Valley la conquista degli Stati Uniti

14 Nov 2016, 12:00 | a cura di Livia Montagnoli

Il gruppo che ha costruito la sua fortuna sulla replicabilità del panino all’italiana non nasconde l’intenzione di conquistare i mercati esteri con un piano d’espansione ambizioso: con Cupertino arriva a quota 27, ma si prepara a inaugurare tanti altri punti vendita nel mondo nei prossimi 4 anni. E assolda Alessandro Frassica come ambasciatore del panino d’autore. 

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Panino Giusto nel mondo

Dal 1979 a oggi Panino Giusto ne ha fatta di strada. Simbolo di quell’imprenditorialità milanese che mantiene il legame col passato (panini e paninari indelebili nell’immaginario della città) senza rinunciare a pensare in grande, la catena italiana si è fatta strada nel mondo promuovendo un altro di quei concetti gastronomici che hanno vita facile all’estero (si pensi pure agli ultimi successi del Trapizzino, che dopo il Giappone è arrivato a Melbourne, e presto conquisterà New York) proprio in virtù della valorizzazione del made in Italy gastronomico, che del panino fa un banco di prova per promuovere ingredienti di qualità e artigianalità. Così oggi l'azienda conta 26 locali e 350 dipendenti (molti under 30), fattura oltre 30 milioni di euro (31,5) ogni anno e progetta di investire risorse e know how in un piano di sviluppo a tappe forzate, con l’apertura di cinque locali all’anno da qui al 2020. E ironia della sorte vuole che la conquista dell’America – dopo Londra e i cinque presidi in Estremo Oriente, tra Tokyo, Yokohama e Hong Kong – cominci da Cupertino, simbolo tecnologico della Silicon Valley californiana e patria di Apple, dove tra qualche ora inaugurerà il ventisettesimo locale della catena. Nel frattempo però anche a Milano il gruppo cavalca l’onda della replicabilità, e di recente ha inaugurato l’ennesimo punto vendita in piazzetta Liberty.

Da Cupertino a Milano. E ritorno

La curiosità? Proprio questo è lo spazio individuato dal brand di Cupertino per la realizzazione di un futuristico Apple Store affidato alle cure di Norman Foster e destinato a modificare l’assetto della piazza. Chi viene e chi va, dunque, sull’insolito fil rouge che d’ora in avanti legherà Milano e la Silicon Valley, dove il primo punto vendita statunitense di Panino Giusto è pronto a inaugurare in Main street, a pochi metri dalla sede di Apple. Il locale aprirà in franchising con la famiglia Suen – già partner per le sedi di Hong Kong - e rappresenta l’ennesima sfida al perfezionamento di una replicabilità del prodotto realizzato secondo un rigido protocollo – solo panini espressi e ingredienti di qualità assemblati con cura - identico per ogni store, ma non per questo meno artigianale. E infatti anche in California è sbarcato il team preposto alla formazione del personale, che seguirà i primi due mesi di avviamento; poi il locale sarà pronto per macinare numeri in autonomia, approfittando di un grande spazio che offre 75 sedute e un bel dehors. In carta, come sempre, gli ingredienti made in Italy che identificano il brand, dal Prosciutto di Langhirano al Parmigiano Reggiano 27 mesi, e una serie di novità che confermano l’intenzione di farsi cassa di risonanza dell’eccellenza italiana nel mondo.

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Replicabile e artigianale. Il Panino tour

A cominciare dalla messa a punto di una linea di panini regionali – con la collaborazione dei ragazzi provenienti dall’Università di Pollenzo – al sodalizio con un celebre ambasciatore del panino artigianale, Alessandro Frassica (che il suo ‘Ino l’ha recentemente portato a Milano), protagonista del tour che Panino Giusto intraprenderà nei prossimi mesi nei suoi punti vendita internazionali. Così dopo la collaborazione con nomi noti della ristorazione meneghina – come Claudio Sadler – per la creazione di panini d’autore (e più di recente Gianluca Fusto per la pasticceria), anche Frassica si prepara a spiegare cosa si nasconde dietro all’idea di Maestro del panino. A partire da Londra, dove il tour prenderà le mosse il 23 e 24 novembre. L’intenzione del gruppo, che dal 2010 fa capo al Ceo Antonio Civita, è chiara: assoldare uno degli interpreti più significativi del panino d’autore significa promuovere nel mondo la causa di una qualità che può esulare dal concetto di “pezzo unico”, almeno nella forma in cui siamo abituati a pensarlo: “Il panino italiano, quando si esprime in modo così ben strutturato, può uscire dai limiti del “pezzo unico” per raggiungere e educare al gusto e alla qualità italiane, più gente possibile” ha spiegato Frassica, che nel corso del viaggio, fino a febbraio, condurrà una serie di workshop con degustazione di tre panini eletti ambasciatori del progetto, all’insegna della semplicità: Crudo, Marino, Fresco.

Ricette d’autore

Tre ricette d’autore che al termine del tour entreranno nel menu dei locali esteri. E si preparano a conquistare la platea internazionale. Il segreto del successo? Sempre lo stesso: grandi ingredienti, certo, ma soprattutto visione d’insieme, perché è lo studio dell’abbinamento che fa la differenza. E allora proviamo a immaginarli: gorgonzola dolce, prosciutto crudo di Langhirano, mostarda di peperoni piccante; hummus, filetti di sgombro, olive taggiasche, pomodorini confit, olio extravergine; zucchine e melanzane grigliate, mandorle tostate, pomodorini confit, misticanza, semi di sesamo e chia. Semplici ed equilibrati. E l’acquolina sale.

 

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www.paninogiusto.com/it/

 

a cura di Livia Montagnoli

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