La classifica

I migliori tonni artigianali in scatola: la classifica

mercoledì 22 Aprile 2026

I migliori tonni artigianali in scatola: la classifica

Il test del
Gambero Rosso

Il panel di assaggio

Beniamino Gili

titolare La Baia di Fregene

Elvan Uysal

Degustatrice di olio

Eugenio Marini

Editor ed esperto di analisi sensoriale

Gianfranco Pascucci

chef Pascucci al Porticciolo (Fiumicino)

Indra Galbo

Curatore della guida Oli d'Italia

Salvatore Vaccaro

esperto di comunicazione gastronomica

Il sistema di valutazione in Gamberi, da uno a un massimo di tre, è il risultato di rigorosi assaggi alla cieca. Il panel è composto da almeno 5 esperti. Solo una selezione dei prodotti degustati entra in classifica: ogni Gambero assegnato è quindi sinonimo di eccellenza.

Buono

70 – 79 /100

Molto buono

80 – 89 /100

Eccellente

90+ /100

Il tonno in scatola non è tutto uguale (qui la classifica di quelli del supermercato). Cambiano le specie, le lavorazioni, gli oli e persino il modo in cui viene conservato: dettagli che incidono profondamente su gusto, consistenza e qualità finale. Una degustazione alla cieca tra alcune delle migliori conserve artigianali del Mediterraneo ha messo in luce differenze nette tra i vari tunnidi e tra le tecniche produttive, evidenziando eccellenze ma anche errori comuni, come l’uso di oli scadenti o di confezioni trasparenti che compromettono il prodotto nel tempo. Accanto a lavorazioni tradizionali che rispettano la materia prima e l’ambiente marino, emergono oggi anche sperimentazioni più spinte, come le lunghe maturazioni in latta, che avvicinano il tonno a logiche tipiche del vino. Si pensi alle selezioni dello chef Luigi Pomata che porta al limite della scadenza alcune sue riserve personali. Come la ventresca della tonnara di Carloforte, «lasciata riposare a mo’ di vino rosso». Qui il taglio saporito del tonno rosso da corsa viene fatto maturare in latta per 30 anni, un affinamento simile a quello portato avanti nel settore enologico.

Non tutto il tonno in scatola è uguale

Nel linguaggio comune si parla di “tonno” come se vi fosse una sola specie, ma in realtà il termine indica un gruppo di pesci molto diversi tra loro, seppur appartenenti allo stesso genus (Thunnus). Le differenze riguardano dimensioni, ambiente, valore commerciale e proprietà organolettiche, elementi fondamentali per la pesca, la cucina e la tutela degli stock marini. Il più pregiato è il tonno rosso (Thunnus thynnus), gigante dei mari che può superare i quattro metri di lunghezza e i 600 chili di peso.

Vive sia nell’Atlantico che nel Mediterraneo ed è celebre per le sue carni rosse, grasse e compatte, che ne fanno un esemplare ideale per il consumo a crudo. Di dimensioni più contenute il tonno pinna gialla (Thunnus albacares), diffuso nelle acque tropicali e subtropicali. Riconoscibile per le pinne dorsali e anali di colore giallo intenso, ha polpa più chiara e meno grassa rispetto al Blue Fin. Viene adoperato di frequente nella ristorazione e nell’industria conserviera di fascia medio-alta.

Il tonno Big Eye (Thunnus obesus) assomiglia al pinna gialla, ma si distingue per gli occhi grandi e il corpo massiccio. Preferisce acque più profonde e offre un gusto delicato, apprezzato soprattutto nella cucina asiatica. Mentre si trova con più facilità sugli scaffali del supermercato il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis), riconosciuto anche come Skip Jack. Le sue proporzioni restano più contenute rispetto a quelle dei “cugini”. Cresce rapidamente, oltre a identificare la specie più utilizzata per le produzioni in scatola. Infine, c’è il tonno alalunga (Thunnus alalunga), noto per le pinne pettorali lunghe e per la carne tanto chiara quanto morbida.

I migliori tonni artigianali in scatola

All’apertura della confezione un tonno di qualità si presenta con tranci compatti e dal colore uniforme, senza sfaldarsi eccessivamente. Le fibre devono essere definite e non polverizzate, indicando così una lavorazione rispettosa della materia prima. Al naso, il profumo deve risultare delicato e coerente. Mai pungente, metallico o con sentori che rimandano a pelle e interiora (come nel caso di sgombri e sardine).

Al palato invece la carne dovrebbe risultare soda ma non secca, con un complesso aromatico tendenzialmente iodato e persistente, e un gusto privo di derive amare, a volte riconducibile a eventuali ossidazioni. Tra l’altro, dalla pesca al confezionamento qualsiasi interruzione della catena del freddo può compromettere la qualità del tonno, alterandone consistenza, colore e sapore, oltre ad aumentare il rischio di contaminazioni e favorire la formazione di istamina, responsabile di intossicazioni alimentari e reazioni allergiche.

Olasagasti (distribuzione Mapricom)

€ 16 / 315 g

Lomos de atun claro – I maestri conservieri della produzione basca consegnano filetti di pinna gialla alla vista sodi e dal cuore lievemente rosato. In bocca appaiono teneri e scioglievoli, a dimostrazione della morbidezza apportata nel tempo dall’olio. L’olfatto si orienta su note tenui di stagionatura, congruenti all’evoluzione che può sopraggiungere nella conserva. Si tratta di un boccone che trova un equilibrio nello scambio dolce-sapido, lo stesso che ne fa un prodotto compiuto e appagante.

€ 18 / 160 g

F.lli Pinna

€ 18 / 160 g

Trancio di tonno rosso di corsa – Colpisce la conserva dalle sfumature brune dell’azienda olearia sarda, prodotta da tunnidi pescati con ami e palangari. Soprattutto perché l’extravergine denocciolato di Bosana si integra molto bene nel quadro aromatico. Così, dall’olfatto al palato, le note iodate nitide accompagnano con incisività la degustazione, al di là delle dolcezze ferrose e dei delicati cenni vegetali. Forse, la cottura avrebbe potuto regalare minor fibrosità alla specie di Carloforte. Ma resta una quisquiglia.

Carloforte Tonnare - P.I.A.M.

€ 29 / 350 g

Tonno di corsa sott’olio – Lavorazione di grande carattere, un approccio alle conserve che si delinea come uno stile unico. Traccia che pare evidente sin dalle gradazioni brune da maturazione che connotano la polpa. Parimenti, lo spettro gusto-olfattivo si dichiara espressione di note evolute da stagionatura, tipiche dei salumi di mare; una dinamica aromatica articolata e verticale, in cui intervengono pure tracce lievemente amare. Non delude nemmeno la struttura: carnosa, umida quanto basta e scioglievole.

€ 17.6 / 350 g

Sardanelli

€ 17.6 / 350 g

Tonno rosso del Mediterraneo – Questa produzione di fascia alta del gruppo Intertonno garantisce filetti cotti a vapore con fibre muscolari integre e compatte, frutto di un’accurata lavorazione «da fresco». Il ventaglio aromatico è in linea con quanto ci si aspetta da una conserva ittica, con la differenza che qui ne deriva una complessità invidiabile, tale da sfociare in un finale lungo e saporito, impreziosito da un residuo dolce. E pensare che è la consistenza carnosa a rappresentare l’aspetto più convincente.

€ 9.3 / 200 g

Coalma - Macaluso

€ 9.3 / 200 g

Filetti di tonno all’olio di oliva – L’antica ricetta della famiglia Macaluso preserva l’integrità del tonno pinna gialla, la corpulenza delle sue carni e tutta la vivacità del mare espressa. Il panorama olfattivo è caratteristico, ma non più intenso del dovuto. La pulizia delle aromatiche non passa inosservata, nonostante la comparsa di sentori vegetali – costa di lattuga e soncino – e l’uso morigerato di sale. La tessitura robusta rende la masticazione un pelino “muscolare”.

€ 11 / 200 g

Le Trazzere del Gusto

€ 11 / 200 g

Alalunga – Questo selezionatore di eccellenze siciliane si affida a un laboratorio di Marzamemi per la distribuzione di filetti di alalunga in extravergine che alla prova di esame si presentano piuttosto compatti, con toni chiari. In linea con la specie, il profilo olfattivo esce fuori delicato, mentre dolcezza, sapidità e amarezza procedono di pari passo fino a comporre un insieme armonico che conquista. Peccato per la masticazione un pizzico protratta, benché le carni abbiano la giusta consistenza.

€ 17 / 235 g

Tenuta Severini

€ 17 / 235 g

Filetti di tonno rosso – L’azienda olearia di Valeria D’Auria, in collaborazione con la ditta Adelfio, propone un’ottima conserva ittica preparata con un blend del proprio extravergine, che conferisce fragranza identitaria alla produzione. Non sono da meno le sfaccettature tattili e gustative rilevate, percezioni cremose che apportano rotondità ed estrema solubilità all’assaggio. Completa il pacchetto un rincalzo vegetale amarognolo, chiusura che rende ‘garbata’ la sfera dell’oleogusto toccata.

€ 9 / 180 g

Tonno Colimena

€ 9 / 180 g

Tonno (pinna gialla) – Nell’oasi protetta che la circonda, la tonnara pugliese confeziona un prodotto dall’olfatto preciso e iodato, ma al contempo gentile. In bocca, palesa la qualità di partenza della materia prima, che regala un senso di appagamento quasi umami. Sapidità e materia grassa (olio di semi di girasole alto oleico) risultano quindi ben integrate, tanto da riuscire a conferire una certa succosità alla polpa che, per quanto soda, si rivela piacevolmente solubile. Ulteriore indizio di una cottura attenta.

€ 18 / 320 g

Aura

€ 18 / 320 g

Tonno Rosso – L’azienda conserviera operativa in Campania dal 2015 tira fuori filetti dal colore poco uniforme, che evidenziano al naso note vegetali dalle sfumature fruttate, riconducibili al carattere pronunciato dell’olio extravergine delle colline cilentane, che rischia di rendere meno definita l’impronta di mare. Il tonno, pescato con ami nel mar Tirreno meridionale, si distingue per il sapore deciso, ma non pesante. Un assaggio non stopposo da cui emerge un punto di sale opportuno.

€ 30 / 320 g

Testa Conserve

€ 30 / 320 g

Filetti di tonno rosso – L’esemplare in extravergine d’oliva Sicilia IGP esibisce un naso non particolarmente variegato, oltre a essere meno centrato sul pattern marino atteso a causa dei sentori maturi del liquido di conserva (la trasparenza del vetro non aiuta). Peculiarità che però non impatta sul sapore ricco e rotondo del pesce. Si nota inoltre una cottura calibrata, come indicano struttura, masticazione e solubilità del prodotto; infatti, seppur polputo, si riesce a triturare con facilità.

€ 8 / 110 g

Armatore

€ 8 / 110 g

4 Rotte Tonnetto del Mediterraneo – Quando si parla di Cetara viene spontaneo pensare alle alici. Eppure, con la sua imbarcazione Maria Antonietta, l’azienda si occupa pure della pesca di tunnidi locali. Del campione esaminato si coglie al naso una profondità iodata, in parte spigolosa. Mentre al gusto prevalgono sfumature dolci e ferrose. Alcuni bocconi restano più opulenti, suggerendo che l’olio di oliva non sia penetrato uniformemente nelle carni dell’alletterato. Resta una degustazione mediamente succosa, di facile masticazione.

Althunnus Tonnare Sulcitane

€ 37 / 350 g

Tarantello di tonno rosso – Dalle storiche tonnare di Portoscuso, Carloforte e Gonnesa dell’azienda derivano tonni rossi da cui si ricava questo taglio, che qui manifesta una fibra piuttosto larga di varie tonalità, con qualche venatura sparsa qua e là. Coerentemente con il genus, il prodotto reca sia al naso che al palato note abbastanza scure e ferrose. Persistenza che si combina con un’opulenza caratteristica che fa salivare. Meravigliosa la struttura riscontrata al morso.

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