Storie

Il vignaiolo del Collio che ha scelto di aspettare

A Zegla la famiglia Keber produce bianchi d'autore che maturano almeno cinque anni prima della commercializzazione

  • 18 Gennaio, 2026
Per vedere piรน contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere piรน contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Renato Keber rientra da una giornata faticosa di lavoro passata in vigna, si cambia gli stivali e versa il vino: il calice racconta un sorso di gran carattere, non esattamente un giovane vinello banale fresco di beva. Quindici ettari impiantati fitti con sistema Gujot e produttivitร  contenuta in regime di biologico certificato senza sbandierarlo ai quattro venti. Per sua ostinazione – una fortuna per chi assaggia – i primi vini che escono, i varietali, attendono almeno cinque anni dalla vendemmia. Ed รจ un piacere sentire tutta la ricchezza di questi anni in vini che riescono a non perdere mai vitalitร  gustativa.

Renato Keber
Si stappa il Friulano Riserva Zio Romi (confrontando le annate ’17 e ’19), il vino piรน identitario e prodotto nelle vigne piรน antiche di famiglia, anche nella cru Zegla ’16, si prosegue con un intenso MalCheVada ’19, blend con prevalenza di malvasia istriana e si chiude con la ribolla gialla estrema ’16, quasi un orange senza voler definirlo tale e prodotto cosรฌ da prima che la macerazione tornasse in auge, ora con nuova etichetta, interpretata dalla visione della figlia Tereza, ultima generazione dell’azienda.

Renato Keber

Renato non chiede riscontro ma sa leggere lo sguardo. Chi capisce capisce, chi beve e basta beve, chi apprezza acquista e torna. E tra amici e habituรฉ troviamo anche personaggi dell’arte e spettacolo (dal regista Matteo Oleotto all’artista Maurizio Armellin che ha disegnato i piccoli quadri alle pareti e le etichette per il MalCheVada e lo Zegla) che si fermano nella torretta con la sala di degustazione circolare per assaggiare le ultime bottiglie dellโ€™anno assieme a lui, che in silenzio si accerta se quellโ€™annata si รจ espressa a dovere sviluppando magari anche i profumi secondari e terziari per cui รจ sempre stato attratto.

I disegni di Maurizio Armellin

Renato ascolta le storie di amici di lunga data e avventori curiosi in esplorazione del Collio, una zona ricca di tesori enologici che รจ unโ€™enclave per i vini bianchi dโ€™eccellenza. Un giorno incontriamo un ospite nel b&b arrivato appositamente per assaggiare e riassaggiare un suo chardonnay del 2016 che gli era rimasto nel cuore. Dopo qualche calice le persone si sciolgono e fanno piรน interessanti, si rivela pian piano anche lui e tra un bicchiere e lโ€™altro si intrecciano i racconti da chi siede ai punti cardinali.

Nel 2024 un incendio ai pannelli fotovoltaici ha distrutto il tetto causando molti danni. Ora hanno ricostruito quasi tutto e si stanno rialzando. Unโ€™attivitร  familiare che va avanti da generazioni senza ricerca del business ad ogni costo ed รจ un segno di resistenza per il mondo del vino che a fronte di mille imprevedibilitร  sente la responsabilitร  di valorizzare al meglio le potenzialitร  di un terroir vocato. Senza paura dell’attesa.

Zoran: il vino del film

Nel 2013 il regista friulano Matteo Oleotto girรฒ Zoran – il mio nipote scemo con il bravissimo Giuseppe Battiston, uno spaccato della cultura delle osmize. Renato racconta come alcune delle idee alla base del film del suo amico regista siano nate nella sua cantina tra chiacchiere e assaggi. Renato si offrรฌ per produrre il vino bevuto nelle riprese (tuttโ€™altro che quello cattivo che si beveva spesso nella realtร  rappresentata) e nella festa organizzata al Lido del Festival del Cinema di Venezia per presentarlo, etichettandolo Zoran per lโ€™occasione. Pare che le bottiglie del suo vino che il regista portava sempre con sรฉ nella ricerca di fondi per finanziarlo abbiano contribuito anche a creare la giusta atmosfera per le trattative.

Zegla: l’etichetta condivisa

L’etichetta Zegla, con il nome del produttore solo nel retro


Zegla
รจ una minuscola frazione di Cormรฒns che confina con la Slovenia, una collina esposta a sud-est composta dalla ponca, ovvero un susseguirsi di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate) risalente al Medio Eocene, un substrato che conferisce una spiccata mineralitร  e sapiditร  oltre a fungere da protezione naturale alle precipitazioni eccessive. Il borino soffia costantemente con la protezione del monte Quarin e lโ€™escursione termica รจ importante. Un microclima che conferisce particolare finezza ed eleganza al tocai friulano e contribuisce a far emergere con lโ€™invecchiamento le caratteristiche note di mandorla e nocciola tostata.

Tereza Keber

Tereza Keber

Tereza e Renato Keber con Michele Blazic e Kristian Keber nel 2017 hanno deciso di darsi un proprio disciplinare per la produzione di un vino che sia espressione del territorio. Le uve, 100% tocai friulano, devono provenire esclusivamente dalle vigne di Zegla. Dopo tre giorni di macerazione viene avviata la fermentazione con lieviti autoctoni, poi fa affinamento in legno in botti di rovere di Slavonia di 12 mesi e poi due anni in acciaio. Infine le bottiglie vengono messe a dimora per uscire in commercio non prima di cinque anni dalla vendemmia. Il vino viene prodotto solo nelle migliori annate e messo in commercio con unโ€™etichetta comune disegnata dall’artista Armellin e che solo nella retroetichetta vede il nome della singola cantina.

Azienda Agricola Renato Keber – Loc. Zegla 15 – Cormons (Gorizia)
Tel. +39 0481 639844 – www.renatokeber.com/

ยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd