ยซIl mercato globale non รจ piรน un terreno di sola espansione, ma di resistenza strategica. Per vincere la sfida dei dazi, della logistica e del gap generazionale, le cantine italiane devono passare dalla quantitร indistinta all’agilitร tecnica: meno alcol, filiere corte e un valore certificato che il consumatore sia disposto a pagareยป.
Un sunto perfetto della situazione attuale e del futuro del vino italiano e mondiale. Il parere รจ di un’esperta analista di mercati internazionali e del settore vitivinicolo, che in questi mesi ha raccolto e rielaborato informazioni su informazioni su dazi, guerre, calo dei consumi, crisi climatica e salutismo al punto da parlare di policrisi del vino. Una policrisi con cui si puรฒ convivere, a patto di essere parte del cambiamento e di non subirlo. Ecco come.

Cara Intelligenza artificiale, o se preferisce Gemini, che errori ha fatto il mondo del vino in questi anni?
Il settore vino รจ rimasto ancorato a un modello di consumo rituale, mentre il mondo si spostava verso un consumo esperienziale e salutista. Ha commesso errori strategici tecnici e commerciali: un’autoreferenzialitร linguistica, continuando a usare un linguaggio elitario e complesso, creando una barriera all’ingresso per le nuove generazioni che hanno trovato negli Rtd (ready to drink) e nella birra risposte piรน immediate e inclusive; per troppo tempo si รจ puntato ad estrazione e alta gradazione, ignorando il cambiamento dei gusti verso freschezza e leggerezza; infine, si sono concentrati troppi investimenti su piazze volatili (come la Cina del decennio scorso), trascurando il consolidamento dei margini nei mercati di prossimitร e lo sviluppo di canali di vendita diretta (dtc) digitalmente evoluti.
Soffermiamoci sull’attualitร : quanto le tensioni geopolitiche in corso, guerra in Ucraina e conflitto in Medio oriente, possono mettere a rischio il commercio globale di vino?
Il commercio globale di vino attraversa una fase di policrisi, dove le tensioni geopolitiche non agiscono solo come barriere doganali, ma come moltiplicatori di inefficienza logistica e strutturale. Il conflitto in Medio Oriente ha causato la sospensione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e gravi rischi nel Mar Rosso, attraverso il canale di Suez. Significa che le rotte verso l’Asia e l’Oceania vengono deviate via Sud Africa, aggiungendo da una a tre settimane ai tempi di transito e introducendo “war-risk surcharges”, che comprimono i margini dei produttori. Il transito verso hub come Shanghai, Tokyo o Singapore si รจ allungato di 15-20 giorni. Inoltre, le nuove tensioni tra Usa, Israele e Iran minacciano le infrastrutture energetiche, rischiando di innescare una nuova ondata inflattiva.
Quindi, che scenari si aprono?
Il rischio non รจ tanto un’interruzione totale degli scambi, quanto una frammentazione del mercato che favorisce il commercio intra-area (ad esempio intra-Ue) a scapito delle rotte lunghe, piรน esposte alla volatilitร .
Ritiene che con un cambio di governo alla Casa Bianca i dazi sui prodotti Ue verranno eliminati?
Un cambio di rotta non garantirebbe affatto l’eliminazione dei dazi. Anche in caso di un futuro avvicendamento politico, difficilmente spariranno nel breve periodo. Per il vino italiano, la strategia non puรฒ essere l’attesa di un calo delle tariffe, ma il consolidamento del posizionamento premium, dove il consumatore americano รจ piรน disposto ad assorbire l’incremento di prezzo pur di non rinunciare a Dop iconiche.
Potrebbe essere piรน conveniente investire nei mercati piรน vicini?
Dal punto di vista della risk mitigation e dell’ottimizzazione del Roi (return on investment), la risposta tecnica รจ sรฌ: stiamo assistendo a una fase di regionalizzazione degli scambi. Per un’impresa vitivinicola, riposizionarsi su mercati geograficamente prossimi (intra-Ue o bacino Mediterraneo) offre vantaggi strutturali che vanno oltre la semplice riduzione dei chilometri.

Foto di joao-vitor-marcilio-Unsplash
Quali potrebbero essere le piazze europee high growth coi migliori margini?
Considerando l’ultimo triennio, la Polonia ha mantenuto un trend incrementale costante, chiudendo il 2023 con un +8% in valore e proseguendo con performance positive anche nel 2024 e 2025. ร il mercato dove il rapporto tra costi logistici (trasporto su gomma) e prezzo medio di vendita offre la marginalitร operativa piรน elevata per i vini di fascia media e premium. La Francia รจ un mercato in espansione per il vino italiano. Romania e Croazia sono nuovi hub emergenti e alternative strategiche. La Romania, in particolare, sta beneficiando di una crescita del reddito disponibile e di una struttura distributiva moderna che predilige i Dop italiani. I Paesi Bassi che, tra 2023 e 2025, hanno mostrato una tenuta del valore superiore rispetto alla Germania.
Parliamo di tipologie del futuro. Su quali vini avremo le crescite maggiori nel prossimo decennio?
Il prossimo decennio sarร dominato da una triade funzionale: vini che rispondono a esigenze di salute, clima e nuove occasioni di consumo. Con la riforma della Pac, i vini dealcolati o a bassa gradazione (tra 5 e 9 gradi) sono destinati a una crescita esponenziale. Altra tipologia del futuro sono gli sparkling alternative e i Metodo Classico da vitigni autoctoni. Il Prosecco continuerร a dominare i volumi, la crescita in valore invece si sposterร su bollicine piรน territoriali, con l’ascesa di spumanti da vitigni tradizionalmente fermi (es. vermentino, grillo, nerello mascalese). Il consumatore esperto cerca freschezza e aciditร (fondamentali in un contesto di riscaldamento globale). La crescita sarร guidata da spumanti con dosaggi bassi (pas dosรฉ/extra brut).
Cosa suggerirebbe alle cantine italiane impegnate nei mercati esteri?
Spostare il focus dal mass-market a canali ad alto margine (Horeca e direct-to-consumer), piรน resilienti ai dazi e all’inflazione logistica. Poi, consolidare i mercati Ue (come Polonia, Benelux) per abbattere i tempi di incasso, i costi di trasporto e l’impronta di carbonio. Infine, introdurre versioni no-low e vitigni resistenti/autoctoni per intercettare i nuovi target (Gen Z) e la sfida climatica. Flessibilitร logistica e trasparenza tecnica sono i nuovi pilastri della competitivitร globale.

Cosa ci puรฒ dire dei Piwi?
Il futuro appartiene ai vini “fluidi”: meno alcol, piรน aciditร , massima sostenibilitร certificata. La capacitร di mantenere l’eleganza organolettica con meno estrazione sarร la vera sfida tecnica dei prossimi dieci anni. La crisi climatica sta rendendo insostenibile la viticoltura di alcune varietร internazionali in zone storiche. La necessitร di ridurre i trattamenti fitosanitari (Green Deal Ue) e l’adattabilitร a condizioni estreme spingeranno i vini da vitigni resistenti, Piwi. Cresceranno, poi, i vini prodotti in altitudine o con varietร a maturazione tardiva.
Alla luce della crisi climatica, quali territori considera emergenti?
Nel prossimo decennio, le nazioni vincenti saranno quelle con vantaggio climatico o resilienza varietale: Regno Unito, nuovo hub d’elezione per il Metodo Classico; Portogallo, leader nel rapporto qualitร -prezzo-identitร , con autoctoni naturalmente resistenti al calore; Grecia, in forte ascesa grazie a vitigni vulcanici e d’altitudine che offrono la freschezza e aciditร oggi richieste dal mercato.
In materia di sostenibilitร , quanto sarร determinante per le scelte dei consumatori?
Per il prossimo decennio, la sostenibilitร passerร da asset reputazionale a requisito tecnico di accesso ai mercati. Il mercato esigerร certificazioni terze olistiche (come ad esempio Equalitas, B Corp) per combattere il green-washing. La sostenibilitร si misurerร sul packaging: la bottiglia pesante diverrร un malus commerciale, premiando il vetro leggero e i formati a bassa impronta di carbonio. Per quanto riguarda la viticoltura rigenerativa, il focus si sposterร dal biologico (meno chimica) alla capacitร della vigna di sequestrare CO2 e ripristinare la biodiversitร del suolo. La sostenibilitร non sarร piรน un motivo per scegliere un vino, ma l’assenza di essa sarร il motivo tecnico per escluderlo dagli scaffali globali.

Ritiene che i rossi avranno ancora spazio?
Certamente, ma il comparto รจ in una fase di ristrutturazione tecnica. Il modello dei vini iper-concentrati, muscolari e ad alto grado alcolico รจ in crisi strutturale. Il mercato oggi premia rossi con estrazioni delicate, tannini setosi e aciditร vibrante. Tipologie come Pelaverga, Frappato, o versioni contemporanee di Schiava e Pinot Nero, rispondono alla domanda di bevibilitร e freschezza. Il rosso del futuro deve competere coi bianchi e i rosรฉ nel momento dell’aperitivo e della cucina fusion. Mentre per i segmenti fine wine come Barolo, Brunello o Etna rosso, il futuro รจ nelle unitร geografiche aggiuntive.
E i territori italiani vincenti?
I territori italiani vincenti saranno quelli capaci di garantire aciditร naturale e identitร territoriale distintiva. Mi riferisco ad Alta Langa, Abruzzo montano e ai vigneti eroici della Valle d’Aosta. Inoltre, l’Etna e i vini vulcanici, che non sono piรน una nicchia ma un consolidato hub di valore; infine, vedo un Rinascimento per il Centro-Sud (Marche e Molise), in aree come i castelli di Jesi (per i bianchi da invecchiamento) e il Molise (per la Tintilia). Sono territori con un rapporto qualitร -prezzo-potenziale ancora inespresso, capaci di attrarre investimenti.
Se pensiamo ai giovani, si va verso generazioni che potrebbero abbandonare il prodotto vino?
Il rischio disaffezione รจ reale e strutturale. Siamo di fronte a una competizione cross-category, per cui il vino perde terreno contro i ready-to-drink (rtd) e i seltzer, preferiti per gradazione contenuta e facilitร di consumo (lattina). Generation Z e Millennial guidano il trend dei nolo. Il vino tradizionale รจ percepito troppo alcolico e calorico per i nuovi standard di benessere. Inoltre, c’รจ una barriera linguistica: la comunicazione classica รจ vista come elitaria. Il successo dei vini naturali tra i giovani nasce da un approccio piรน autentico, visivo e meno codificato. Per sintetizzare, il settore rischia l’irrilevanza se non evolve verso profili piรน leggeri, formati agili e una narrazione meno complessa.

A suo avviso, analisti, giornalisti e degustatori di vino saranno ancora utili. O vuole davvero prendere il nostro posto?
Al contrario, la vostra figura diventerร tecnicamente indispensabile, ma cambierร funzione. In un mercato inondato di dati, il giornalista e l’analista serviranno come garanti di autenticitร . Non vi sostituirรฒ perchรฉ io posso elaborare dataset sull’export, ma solo voi sapete leggere le sfumature di un cambio generazionale o l’anima di un terroir che muta. Perchรฉ in un’era di greenwashing, il degustatore esperto รจ l’unico che puรฒ certificare se la sostenibilitร dichiarata si traduce in qualitร reale nel calice. Infine, perchรฉ il consumatore futuro cercherร fiducia. Quindi, un’intelligenza artificiale puรฒ suggerire un abbinamento, ma non puรฒ creare la comunitร di passioni che una testata come il Gambero Rosso sa alimentare. Io sono lo strumento per processare la complessitร , ma voi restate gli interpreti del valore.
Nota: intervista realizzata a marzo 2026 all’algoritmo di intelligenza artificiale Gemini (Google)
Niente da mostrare
ResetNo results available
Resetยฉ Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novitร del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd