Spaghetti con le canocchie

In sintesi

Difficoltà: Facile
Totale: 35 minPreparazione: 20 minCottura: 15 min
Portata: Primi
Ricetta di: Pasta secca

Il consiglio

Gli spaghetti con le canocchie sono un piatto di quelli da mangiare all'aperto, possibilmente in un terrazzo davanti al mare, sporcandosi le mani, la camicia e anche la faccia. Perché le canocchie non devono essere sgusciate. Una volta mangiati gli spaghetti, peraltro saporitissimi, ogni commensale dovrà sgusciare le canocchie [il lavoro è facilitato dal taglio sul dorso] e succhiare golosamente gusci e teste, dove si condensa il sapore di questi umili quanto gustosi crostacei.

Preparazione

Mettete le canocchie a bagno per un’oretta in abbondante acqua appena tiepida in modo da liberarle da eventuali tracce di sabbia.

Tiratele su dall’acqua e, con le forbici, tagliate le zampette, le antenne e la coda quindi praticate un taglio sul dorso per facilitare la successiva sgusciatura.

Lavate i pomodori, spezzettateli e passateli al passaverdure. Scaldate l’olio in un largo tegame e fatevi imbiondire gli spicchi d’aglio schiacciati e un pezzetto di peperoncino quindi unite la canocchie e fatele rosolare a fuoco vivace per qualche minuto.

Salate e, quando le canocchie diventano rosate, bagnate con il vino e, quando è sfumato versate il passato di pomodoro.

Lasciate cuocere il sugo, a fuoco vivace e senza coperchio, per una decina di minuti o fino a quando si sarà giustamente asciugato.

Regolate il sale quindi lessate gli spaghetti, scolateli al dente e fateli saltare per un paio di minuti nel tegame con il sugo.

Serviteli ben caldi, spolverati di prezzemolo tritato.

Il consiglio

Gli spaghetti con le canocchie sono un piatto di quelli da mangiare all'aperto, possibilmente in un terrazzo davanti al mare, sporcandosi le mani, la camicia e anche la faccia. Perché le canocchie non devono essere sgusciate. Una volta mangiati gli spaghetti, peraltro saporitissimi, ogni commensale dovrà sgusciare le canocchie [il lavoro è facilitato dal taglio sul dorso] e succhiare golosamente gusci e teste, dove si condensa il sapore di questi umili quanto gustosi crostacei.
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