2 Nov 2017 / 13:11

Korea Week a Roma. Sohyi Kim incontra Cristina Bowerman da Romeo

Una cena a quattro mani e tanti eventi in onore dei Giochi Olimpici Invernali 2018 di PyeongChang. A Roma, la chef coreana Sohyi Kim ha cucinato fianco a fianco con Cristina Bowerman, all'insegna della condivisione e dello scambio culturale. Che passa anche attraverso la cucina.

Korea Week a Roma. Sohyi Kim incontra Cristina Bowerman da Romeo

Una cena a quattro mani e tanti eventi in onore dei Giochi Olimpici Invernali 2018 di PyeongChang. A Roma, la chef coreana Sohyi Kim ha cucinato fianco a fianco con Cristina Bowerman, all'insegna della condivisione e dello scambio culturale. Che passa anche attraverso la cucina.

Korea Week

Avvicinare due culture, culinarie e non solo, attraverso il cibo, con una cena a quattro mani tra due chef apparentemente molto differenti, ma con molte più cose in comune di quanto si possa immaginare. A cominciare dal carattere. Sohyi Kim e Cristina Bowerman si sono incontrate per la prima volta a Roma la scorsa settimana per inaugurare la Korea Week, iniziativa promossa dall'Istituto Culturale Coreano a Roma in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia. A ospitare l'evento, la cucina di Romeo Chef & Baker, dove le due chef hanno preparato una cena utilizzando gli ingredienti tipici di PyeongChang, la contea montuosa a 180 km da Seul che ospiterà i Giochi Olimpici Invernali del 2018.

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Due donne forti e dalle idee molto chiare, che si sono trovate a lavorare insieme condividendo le competenze guadagnate in percorsi di vita simili ma non paralleli, usando tre soli ingredienti principali: grano saraceno, mais e patate. Con qualche contaminazione.

Sohyi Kim

Ma partiamo dal principio e scopriamo chi è Sohyi Kim, la chef coreana con ristorante a Vienna che ama i salumi e formaggi italiani.

È la prima volta che viene a Roma?

A Roma sì, in Italia no. Ho imparato a guidare in Italia; è stato divertentissimo.

Cos'è successo?

Avevo un fidanzato italiano, e avevo bisogno di prendere una patente che fosse valida in Europa, così lui mi insegnò a guidare. Le abitudini qui da voi sono molto differenti – ride– è tutto molto più, come dire... rilassato. La cosa più divertente fu il parcheggio: un colpetto alla macchina davanti e uno a quella dietro: lo trovavo assurdo, ma sembra che qui sia tollerato.

In effetti sì. Però siamo romantici eh, a Roma questa pratica si chiama “bacetto”, little kiss...

Mi piace infinitamente il vostro modo di vivere…

E oltre al modo di vivere, cosa le piace dell'Italia?

A costo di sembrare banale, devo ammetterlo, adoro la vostra cucina.

Cosa in particolare?

Amo i salumi e i formaggi. Per non parlare dell'olio!

Parliamo dei punti in comune tra Italia e Corea.

La cucina coreana è famosa soprattutto per il kimchi, ma si sa ben poco del resto. Per prima cosa vorrei precisare che di kimchi ne esistono più di cinquecento varietà, si prepara differentemente in base alle stagioni e alle località. Io lo faccio anche fresco.

Ma il kimchi non è il risultato di una lunga fermentazione della verza?

Sì, esattamente. Ma io raggiungo lo stesso risultato con la lattuga fresca. E ottengo lo stesso sapore.

Torniamo ai punti in comune…

In Corea la fermentazione è forse la tecnica in assoluto più quotata. Anche in Italia però si usa moltissimo, voi avete dei prodotti che adoro proprio perché in questi riconosco i sapori di casa. I formaggi, per esempio. Adoro come si sfrutta il lavoro dei batteri per la produzione dei latticini, soprattutto quelli stagionati. E sto cercando di abituarmi al gorgonzola, che ha un sapore molto forte e non ho capito ancora se mi piaccia o meno, ma mi incuriosisce molto; potrei sfruttarlo per qualche piatto.

A proposito di piatti: qual è stato quello che l'ha più divertita in questa cena con chef Bowerman?

Senza dubbio il gelato! Il dessert è stato il piatto più stimolante perché è su quello che ci siamo confrontate maggiormente. Per questa cena la sfida era usare i tre ingredienti tipici della contea di PyeongChang. Inoltre, la cultura del dessert in Corea è profondamente differente da quella italiana o europea in generale. Abbiamo parlato molto e alla fine abbiamo deciso per un gelato di mais. C'erano diversi elementi da assemblare: in particolare, io tenevo molto ad aggiungere olio di oliva e peperoncino. E, in fin dei conti, lo scopo di questa iniziativa è proprio avvicinare, unire, collaborare. Non immagino modo migliore che creare un piatto insieme a una grande chef come Cristina.

Intanto, ancora all'insegna della condivisione, venerdì 3 novembre alla Città del gusto di Roma la chef Yumi Seointratterrà gli ospiti con showcooking e laboratori dedicati ai prodotti e i piatti tipici della tavola coreana. Con spiegazioni, dimostrazioni, e tanti assaggi, nelle aule attrezzate del Gambero Rosso, i più curiosi potranno sperimentare con il kimchi e tante altre specialità in arrivo direttamente dalla Corea. Ma non finisce qui perché un grande speciale sulla cucina coreana osservata dai più vari punti di vista apparirà sul numero di dicembre del nostro rinnovatissimo magazine cartaceo mensile, evitate di perdervelo e abbonatevi fin da ora.

Per prenotarsi all'evento clicca qui

a cura di Saverio De Luca

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