23 Mar 2018 / 12:03

La pasta fresca conquista Londra. Il boom di pasta bar &Co., da Fat Tony's a Bancone. Al ristorante di Lina Stores

Dopo la pizza, che a Londra può contare su un numero crescente di valide alternative made in Italy, anche la pasta fresca vive il suo momento di gloria in città. Dal progetto Fat Tony's, caldamente sponsorizzato da Tony Conigliaro, al discepolo di Giorgio Locatelli con Bancone. E anche la più antica gastronomia italiana della capitale inglese apre un ristorante dedicato alla pasta. 

La pasta fresca conquista Londra. Il boom di pasta bar &Co., da Fat Tony's a Bancone. Al ristorante di Lina Stores

Dopo la pizza, che a Londra può contare su un numero crescente di valide alternative made in Italy, anche la pasta fresca vive il suo momento di gloria in città. Dal progetto Fat Tony's, caldamente sponsorizzato da Tony Conigliaro, al discepolo di Giorgio Locatelli con Bancone. E anche la più antica gastronomia italiana della capitale inglese apre un ristorante dedicato alla pasta. 

 

Tony Conigliaro e la cultura made in Italy

Quella che segue è una storia di pasta e diffusione della cultura made in Italy nel mondo, ma insolitamente prende le mosse dall'iniziativa di un maestro della miscelazione: Tony Conigliaro è il volto del bere miscelato londinese da diversi anni, bartender apprezzato e fautore dei cocktail molecolari, in città guida diverse attività di successo, che contribuiscono a fare della capitale inglese una delle mete più intriganti nel mondo per gli assidui frequentatori di cocktail bar. Prima c'è stato il 69 Colebrooke Row, poi il Bar Termini di Soho, concentrato sul recupero della miscelazione tradizionale italiana, tra Negroni invecchiati e bicerin; la primavera scorsa è arrivato anche Untitled, spazio di condivisione creativa ispirato alle atmosfere della Silver Factory di Andy Warhol (il prossimo progetto, invece, si chiamerà Gazelle e punterà con decisione sulla ristorazione). Sulla drink list cocktail sperimentali a prezzi pop. Ma alla fine di maggio 2017 Conigliaro ha pure raddoppiato gli spazi del Bar Termini, inaugurando un secondo indirizzo a Marylebone in società con il partner Marco Arrigo: sull'insegna, Bar Termini Centrale. Da bere i Negroni invecchiati firmati Conigliaro, il signature della casa Spritz Termini e una serie di nuove creazioni come l'Olive Bellini. Lo stile, invece, strizza l'occhio ai vecchi caffè delle stazioni del treno italiane, e anche l'offerta gastronomica, articolata dalla colazione al dopocena, presenta una serie di piccoli piatti e snack tipici di una caffetteria con cucina italian style, con focus sui panzerotti pugliesi.

 

Fat Tony's. Dal pasta bar al ristorante

Ma non per le prossime settimane: fino all'inizio di maggio, infatti, Bar Termini Centrale ospiterà un pop up dedicato alla pasta fresca, ribattezzato Fat Tony's, che anticipa un progetto fortemente caldeggiato dal bartender: un ristorante italiano concentrato sulla pasta che aprirà entro l'estate nel quadrante sud di Londra. L'idea è dello chef James French, che guiderà la cucina, e vanta una gavetta tra diverse tavole tradizionali della Penisola, per carpire i segreti della pasta fresca (compreso un periodo di apprendistato nella cucina dell'Erba del Re, a Modena). In menu, quindi, ci sarà l'Italia, tra panzanella e burrata, ma soprattutto la pasta, protagonista assoluta del pop up bar inaugurato lo scorso 5 marzo. Due le combinazioni possibili: pici cacio e pepe e spaghetti aglio olio e peproncino ogni lunedì; pappardelle al ragù, tagliolini con vongole, aglio e stracchino, e tortelloni alla ricotta con burro e parmigiano dal mercoledì al sabato. L'idea è quella di lanciare il debutto del Fat Tony's presso la clientela abituale del Bar, cavalcando l'onda di una passione per la pasta che al momento in città è pari a quella per la pizza (e i grandi pizzaioli di casa nostra sembrano averlo intuito, il prossimo sarà Ciro Salvo).

 

Bancone a Covent Garden

Così non stupisce registrare pure l'imminente esordio di un altro progetto che sul primo piatto nazionalpopolare in Italia fa affidamento per conquistare un pubblico trasversale in uno dei contesti più alla moda di Londra. Bancone aprirà a Covent Garden a maggio, in cucina lo chef sarà Louis Korovilas, ancora una volta origini non italiane, ma tanta voglia di imparare da chi la tradizione gastronomica di casa nostra la conosce bene. Korovilas, infatti, è fresco di alunnato alla Locanda di Giorgio Locatelli, emblema della cucina italiana in città, e sulla tavola di Bancone proporrà principalmente pasta fresca (ma non solo, tra focaccia con involtini alla parmigiana, insalata di sedano, acciughe, menta e bottarga, o prosciutto d'anatra con giardiniera): spaghetti alla chitarra cacio e pepe, pappardelle con ragù di capretto al rosmarino, ravioli ripieni di collo d'agnello, tagliolini con vongole e portulaca. Da bere un'ampia proposta di vini italiani al calice.

 

Pasta fresca by Lina Stores

E pure la celebre gastronomia italiana di Soho Lina Stores (fondata nel 1944, è la più longeva rivendita di delicatessen italiane in città) è in procinto di inaugurare un ristorantino tutto dedicato alla pasta a pochi metri dalla bottega, al 51 di Greek Street: il locale (che prende il posto della trattoria italiana Da Aldo), su due livelli, potrà ospitare una cinquantina di commensali in sala, più 12 sgabelli al bancone con vista sulla cucina, e proporrà un menu di pasta fatta a mano, dai tortellini in brodo alle pappardelle con ragù di coniglio.  La cucina sarà affidata a Masha Rener, erede di quella famiglia Rener che per quasi 40 anni ha gestito l'Agriturismo La Chiusa in Umbria, poi private chef in Italia e recentemente rientrata a Londra. Esordio previsto per la fine di questa primavera.

 

a cura di Livia Montagnoli

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