14 Apr 2018 / 10:04

Vinitaly 2018. Cucina d'autore e grandi chef per la fiera del vino di Verona

Alla vigilia della quattro giorni del vino di Verona uno sguardo sulla (consistente) presenza di chef, pizzaioli e cucine blasonate in Fiera. Ospiti delle cantine o di supporto alle cittadelle gastronomiche i protagonisti della ristorazione nazionale si prestano alla valorizzazione del made in Italy in occasione dell'importante vetrina di promozione dell'enogastronomia italiana. 

Vinitaly 2018. Cucina d'autore e grandi chef per la fiera del vino di Verona

Alla vigilia della quattro giorni del vino di Verona uno sguardo sulla (consistente) presenza di chef, pizzaioli e cucine blasonate in Fiera. Ospiti delle cantine o di supporto alle cittadelle gastronomiche i protagonisti della ristorazione nazionale si prestano alla valorizzazione del made in Italy in occasione dell'importante vetrina di promozione dell'enogastronomia italiana. 

Davide Oldani alle Ex Gallerie Mercatali

Il primo a entrare in cucina, in una Verona presa d'assalto per l'annuale appuntamento con il Vinitaly (dal 15 al 18 aprile) sarà Davide Oldani. Lo chef del D'O di Cornaredo firmerà la cena di gala inaugurale della fiera, sabato 14, alle Ex Gallerie Mercatali di Verona: un appuntamento con l'alta cucina dedicato al maestro della ristorazione d'autore italiana (e pure di un giovane Oldani alle prime armi), Gualtiero Marchesi, che ha ispirato lo chef nell'ideazione del menu. D'eccezione anche lo spazio – nel 2017 fu l'Arena -  acquistato dalla Fiera per 7 milioni di euro nel 2015, che dopo una lunga ristrutturazione che ha ripristinato il fascino di un importante esempio di archeologia industriale è pronto a presentarsi al pubblico: quest'anno ospiterà l'evento inaugurale per 300 fortunati invitati, col tempo diventerà una costola aggiunta del quartiere fieristico, con bar, ristoranti, spazio congressi. Intanto tutto è pronto per aprire l'edizione 2018 di Vinitaly, mai come quest'anno affollata di grandi protagonisti della cucina. Vetrina del made in Italy per eccellenza, l'appuntamento con una delle fiere vinicole più prestigiose del mondo ha finito col trasformarsi in un contenitore di eventi enogastronomici pantagruelico, al cospetto di un parterre di buyer internazionali delle grandi occasioni. E allora anche gli chef accorrono a sostegno di aziende, cantine e produttori per mostrare il volto migliore dell'enogastronomia nazionale.

 

Gli chef del Vinitaly. Temporary restaurant e Cittadelle della gastronomia

Anzi, è la Fiera stessa a incentivare la presenza di cuochi in arrivo da tutta la Penisola, al servizio, per esempio, del Ristorante d'Autore allestito al primo piano del Palaexpo: in collaborazione con Ais e Consorzio per la Tutela del Franciacorta, si avvicenderanno ai fornelli Enrico Bartolin, Marco Volpin, Daniel Canzian, Nicola Locatelli, alla guida della cucina una giornata ciascuno, per un appuntamento che è già sold out. In alternativa, all'interno della Fiera, sarà possibile mangiare al Selfservice d'Autore della Galleria dei Signori, per un pasto veloce proposto dai cuochi dei Jeunes Restaurateurs d'Europe (40 euro a persona); o al Ristorante Goloso guidato dalla Federazione Italiana Cuochi, nel Padiglione C Sol&Agrifood. E ancora presso le Cittadelle della gastronomia, nell'area H, che offriranno un gran numero di alternative territoriali, sponsorizzate dalle cantine o dalle Enoteche Regionali.

 

Cucine regionali d'autore

Il Piemonte porterà al padiglione 10 oltre 200 produttori vinicoli, ma presenterà pure un avamposto dedicato alla cucina con il Ristorante Piemonte, allestito nell'area H: in cucina Davide Palluda (il 15 e 16 aprile) e Walter Ferretto (il 17 e 18), con piatti della tradizione piemontese abbinati ai grandi vini locali. Truppa mista e ben nutrita anche per il Lazio, con 60 produttori di vino, 9 aziende olearie e un Padiglione dedicato da 1800 metri quadri; molti gli appuntamenti con la gastronomia regionale, e tre note realtà della ristorazione locale al servizio della valorizzazione del territorio laziale e dei prodotti locali: i fratelli Serva aprono il 15 aprile, il 16 toccherà a Dino De Bellis, il 17 sarà la giornata di Antonello Colonna. Ma da Roma arriverà anche Cristina Bowerman, seppur fuorisede: la chef di Glass curerà il menu per gli ospiti di Berlucchi a Palazzo Lana di Borgonato (Brescia), in omaggio a un valido esempio di imprenditoria al femminile (quella di Cristina Ziliani) di successo. Per l'Abruzzo, e i 50 anni della denominazione Montepulciano d'Abruzzo, arriva invece il campione dell'alta ristorazione regionale, Niko Romito, che il 16 aprile presenterà due piatti inediti dedicati alla Doc. Proposta inedita anche per Pino Cuttaia, al seguito della Cantina Milazzo, in abbinamento con il Terre della Baronia Rosso. Mentre Matteo Baronetto arriva da Torino per un gemellaggio interegionale con la marchigiana Velenosi Vini; e dalle Marche salirà anche Errico Recanati, per omaggiare con i suoi piatti 50 anni di cucina italiana (quelli di Andreina a Loreto) e insieme il cinquantenario delle Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi e Rosso Piceno. Sempre presente la famiglia Cerea, che in fiera porterà la cucina del ristorante Da Vittorio per l'edizione limitata presentata da Allegrini il 15 aprile. Il 17 aprile, invece, brindisi da Col Vetoraz con i dessert di una new entry del Vinitaly, la giovane Isabella Potì, pastry chef del team Bros, da Lecce.

 

Pizza&Bollicine

Palcoscenico d'onore anche per la pizza, con l'abbinamento Pizza&Bollicine di Zonin che chiama in fiera Enzo Coccia e Renato Bosco, e il Gruppo Terra Moretti, insieme ai pizzaioli Stefano Vola, Giovanni Santarpia e Gennaro Nasti. Presenza confermata, tra le cittadelle della gastronomia, anche per i ragazzi della Trattoria degli Amici della comunità di Sant'Egidio. Le altre sorprese – perché in fondo Vinitaly è uno sconfinato happening dedicato a tutti gli appassionati di vino e di cibo – toccherà scoprirle curiosando tra i padiglioni. Tra qualche ora si comincia.

 

a cura di Livia Montagnoli

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