5 Nov 2014 / 10:11

Appunti di degustazione. Verticale: i 30 anni del Prosecco Primo Franco

Compie 30 anni il Prosecco di Primo Franco e celebra la ricorrenza con una verticale di annate vecchie e nuove: dal 2013 al 1983 per scoprire un imprevedibile Prosecco di incredibile longevità.
Appunti di degustazione. Verticale: i 30 anni del Prosecco Primo Franco
Compie 30 anni il Prosecco di Primo Franco e celebra la ricorrenza con una verticale di annate vecchie e nuove: dal 2013 al 1983 per scoprire un imprevedibile Prosecco di incredibile longevità.
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Il Prosecco di Valdobbiadene 1983 di Primo Franco non sarà più frizzante ma quanto al resto dimostra una straordinaria tenuta del colore - oggi dorato intenso - e una grande complessità ed eleganza da grande vino bianco italiano. La longevità, d’altra parte, è sempre stata l’unità di misura per giudicare la qualità di un vino. Il Prosecco, da questo punto di vista, non è mai stato un esempio di cui tener conto. Anzi l’invito è sempre stato di consumarlo in fretta, per non perdere la freschezza, termine che è sempre andato d’accordo con la sua apparente semplicità. Poi, il successo nazionale e internazionale dell’ultimo decennio, ha scosso molte radicate convinzioni che lo riguardavano e ora ad essere profondamente messa in crisi, è la sua presunta incapacità di reggere gli insulti del tempo.

Le degustazioni organizzate dall’azienda e svolte in varie città italiane in occasione del trentesimo anniversario dalla creazione del vino, hanno dimostrato quanto fosse fallace quella convinzione. Infatti il gruppo di invitati, tra cui molti giornalisti italiani ed esteri, riunito l’altra settimana a Valdobbiadene nella cantina della famiglia Franco, ha potuto degustare diverse annate, anche mediocri (1984), con risultati davvero inaspettati. Colori vivi e profumi netti, affascinanti, senza una minima concessione all’ossidazione che pur sarebbe legittimo aspettarsi in vini di 10, 20 o 30 anni. Ma soprattutto la continuità di gusto e di stile di chi sa vedere lontano. Sin dalla sua nascita il Prosecco di Primo Franco, ha sempre avuto un’alcolicità contenuta (10.5%/11% vol) e gusto amabile (dry) e tali caratteri non sono mai cambiati nel tempo. Lo spunto era venuto dopo l’assaggio di una bottiglia prodotta nel 1956 da Nino Franco, suo padre a cui è intitolata l’azienda, stappata nel settembre 1983. Il Prosecco Primo Franco sarebbe nato da lì a poco.
Primo Franco fa parte di quella generazione (la stessa di Roberto Anselmi, Fausto Maculan, Leonildo Pieropan, e altri ancora) che alla fine degli anni Sessanta ha rivoluzionato il vino veneto – quello delle damigiane e della gran mole di sfuso - ripartendo su nuove basi e con l’obiettivo della qualità. Ecco la storia del vino narrata dalla fantastica sequenza di bottiglie che dal 2013 è arrivata a ritroso nel tempo sino al suo primo anno di produzione, il 1983.

2013
Paglierino con profumi molto fini, puliti e note di mela e fruttato leggero di fiori gialli e frutta esotica; in bocca è morbido, dal gusto abboccato e fruttato, piacevole, fresco e persistente.

2003
Paglierino dorato con riflessi platino e naso complesso con frutta esotica intensa e persistente; in bocca è pieno, piacevole, con un gusto amabile, lungo e persistente. L’annata calda si fa sentire anche se non turba l’equilibrio complessivo.

1992
Ha colore dorato molto intenso e sentori lievemente tostati; in bocca è molto piacevole e strutturato con sensazioni dolci ma anche sapide, di buona persistenza. Sul finale ha note di frutta candita. È ancora lievemente frizzante. Il commento di Stephen Spurrier, il grande degustatore inglese, è stato di un vino “magico, fantastico”.

1989
Ha colore dorato brillante e naso lievemente profumato di frutta esotica e buccia di arancia candita. La dolcezza è contenuta e il finale, delicatamente amarognolo, è persistente, equilibrato ed elegante.
È ancora leggermente frizzante.

1988
Ha un intenso e caldo colore dorato; naso di frutta esotica e arancia amara; gusto in cui si avvertono sensazioni di fruttato. È intenso, piacevolmente abboccato, persistente. È un vino dritto. Il frizzante non si avverte più.

1986
Ha un intenso colore dorato e profumi di buccia di agrume; in boccala sensazione di arancia amara arancia è persistente. Il vino è evoluto ma senza ossidazioni di sorta. L’anidride carbonica non è avvertibile.

1984
Pur essendo ottenuto dalla peggiore vendemmia degli anni Ottanta, funestata da incessanti piogge nei mesi di agosto e di settembre, ha colore dorato concentrato e brillante; al naso si avverte la consueta nota caratteristica tra la buccia di arancio candita e la caramella d’orzo. Piacevole, bella beva, senza traccia di bollicine.

1983
Ha un incredibile colore paglierino e naso speziato/aromatico di buona persistenza, frutto dell’evoluzione del vino in bottiglia. In bocca è complesso ed equilibrato. La morbidezza è ancora avvertibile mentre il frizzante è scomparso. È un vino di gran classe.

a cura di Andrea Gabbrielli

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