7 Dic 2016 / 17:12

Il vino, di generazione in generazione. Il Vino Nobile di Montepulciano

Le grandi famiglie del vino al cambio generazionale: sono le giovani leve che affiancano i patriarchi e danno nuova linfa alle attività di famiglia. Cercano nuovi percorsi per raccontare il territorio in modo sempre più fedele, abbracciano modalità produttive rigorose ma aperte al rinnovamento, e danno vita a vini che, seppur rinnovati, rimangono profondamente identitari.

Il vino, di generazione in generazione. Il Vino Nobile di Montepulciano

Le grandi famiglie del vino al cambio generazionale: sono le giovani leve che affiancano i patriarchi e danno nuova linfa alle attività di famiglia. Cercano nuovi percorsi per raccontare il territorio in modo sempre più fedele, abbracciano modalità produttive rigorose ma aperte al rinnovamento, e danno vita a vini che, seppur rinnovati, rimangono profondamente identitari.

Finiti da poco i grandi festeggiamenti per i cinquant’anni della Docg, una calma surreale domina tutto il borgo di Montepulciano. Dentro le case fervono i preparativi per l’arrivo del Natale ma fuori l’autunno è ancora capace di ritagliarsi i suoi spazi. La delicata bellezza di questo gioiello cinquecentesco è messa a nudo negli ultimi tempi dalla terra che trema. Poter ammirare da quassù la Val di Chiana e la Val d’Orcia nella loro interezza è un vero spettacolo della natura.

 

Il Vino Nobile di Montepulciano

La storia del Vino Nobile di Montepulciano è antichissima e quella più recente è caratterizzata da molti riconoscimenti. Quello che è interessante notare è come questo territorio stia cambiando negli ultimi tempi nell’approccio alla viticoltura, al gusto del vino e al succedersi delle generazioni.

Una crescita costante caratterizza il recente sviluppo di tutta la Docg in termini di ettari vitati, investimenti e numero di bottiglie prodotte. L’intento di molti produttori e del Consorzio rimane comunque quello di promuovere il consolidamento di tutto l’areale per proporlo e comunicarlo al meglio. Il pioneristico lavoro di zonazione svolto agli inizi degli anni ‘90 e la superba mappatura del territorio, realizzata recentemente, rappresentano un’ottima sintesi di questo intento. Oggi anche a portata di touch, tramite un’applicazione per mobile device ben realizzata e piena di contenuti interessanti.

 

Il Vitigno principe della zona è il sangiovese localmente noto come prugnolo gentile. I terreni presentano variazioni sottili, quasi tutti girano attorno a una matrice fatta di argilla, sabbie e affioramenti tufacei e non di rado alcuni fossili di origine marina. Le quote altimetriche oscillano tra i 250 ed i 600 m s.l.m.

La Docg può essere suddivisa in tre macroaree : a est quella di Valiano al confine con l’Umbria, a ovest quello che si sviluppa in direzione di Pienza e della Val d’Orcia e nel mezzo il settore centrale che rappresenta il cuore produttivo della denominazione.

Per conoscere meglio quest'area così importante per la vitivinicoltura nazionale, vogliamo raccontare tre grandi famiglie del Nobile d Montepulciano al cambio generazionale

 

Le Casalte

Nella parte più a Sud rispetto a Montepulciano, quasi al confine orientale delle Docg, su terreni tufacei sorge l’azienda Le Casalte, fondata nel 1975 da Guido Barioffi e oggi capitanata dalla figlia Chiara. Nel corso di questi anni è avvenuta l’evoluzione da vecchio podere ad azienda agricola. In continuità con le scelte del padre, Chiara ha resistito all’avvento dei vitigni internazionali continuando a lavorare con i vitigni storici del territorio: Sangiovese, Canaiolo e Mammolo. Mentre il punto di maggior discontinuità è stato l'aver sviluppato una sua lettura del territorio che l’ha portata a scommettere sulla realizzazione di un Sangiovese in purezza, cosa insolita per la tradizione locale.

 

Lo stile di famiglia

Lo stile de Le Casalte oggi si intreccia fortemente con la vita di Chiara e il suo rapporto viscerale e passionale con le terre da lei coltivate e il prugnolo gentile. Un vitigno testardo, come lo definisce lei, che le ha comunque regalato molte emozioni, in primis quella di scoprire il gusto di plasmare qualcosa di suo. E poi c'è il legame con una vigna: quella di Quercietonda, la sua scommessa. Posizionata su un suggestivo altipiano a 350 metri s.l.m. gode di un’esposizione insolita, nord-nord/est, buona ventilazione pomeridiana, mancanza di nebbie e forti sbalzi termici tra il giorno e la notte. Qui le viti, nei primi sette anni della loro vita, hanno potuto concentrarsi su uno sviluppo in profondità delle radici favorendo così negli anni la produzione di un sangiovese dal grappolo spargolo, dalle bucce compatte, più completo nelle sue fasi di maturazione ed equilibrato.

In cantina si lavora in base all’annata perché le piccole dimensioni lo permettono. Il cambiamento climatico non consente più delle risposte standardizzate e per questo diventa fondamentale capire quel che si vuole, guardando le cose nella loro interezza in maniera completamente diversa. Scoprendo che la sensibilità fa la differenza.

 

Il vino

Il Vino Nobile di Montepulciano Quercietonda 2012 ha un cuore rubino dai netti bordi granato. Il naso è fragrante e intenso. Ciliegia, sottobosco e sentori minerali si accompagnano a lievi tonalità speziate e sfumature floreali. L’assaggio ha un bel carattere con buona freschezza e verve sapida, caldo, ben strutturato e dal tannino levigato. Rimandi sapidi segnano il finale di bocca. Da abbinare a uno stracotto di manzo o da sorseggiare in una sera d’autunno davanti al camino, magari vedendo il film Si alza il vento del Maestro Miyazaki.

 

Boscarelli

Spostandoci verso Cervognano si entra nel cuore produttivo del settore sud della Docg e qui, su terreni argillosi dotati di una piccola frazione di scheletro e sabbie, ha sede l’azienda Poderi Boscarelli. Una cantina carismatica, emblema del nuovo corso del vino poliziano. Qui si assapora il piacere di creare qualcosa di particolare con ambizione e qualità. E questo è ciò che nel corso del tempo accomuna le tre generazioni che si sono succedute alla guida aziendale. Quello che le differenzia è la lettura e con essa l’approccio alle diverse epoche, con le mode nel vino che hanno caratterizzato gli ultimi cinquant’anni. Ottimismo, capacità di visione, apertura mentale, spirito di iniziativa e sensibilità sono gli elementi che dal 1962 a oggi caratterizzano il lavoro della famiglia De Ferrari Corradi.

 

Lo stile di famiglia

Lasciarsi alle spalle un’idea di vino per entrare nel territorio e nella sua più intima espressività, valorizzando più quello che c’è rispetto a quello che si vuole inseguire. Questi sono oggi i concetti chiave che guidano sia l’interpretazione agronomica dei vigneti che il lavoro in cantina dell’azienda. In questo senso la selezione massale avvenuta in questi anni rappresenta, rispetto a trent’anni fa, un preciso modo di lavorare. Mentre in cantina l’uso dei lieviti autoctoni permette di ricercare nei vini eleganza e delicatezza rispetto a una opulenta ricchezza espressiva. In quest’ottica la tecnologia è ridotta al minimo e non è usata in modo ossessivo, anzi: elasticità e osservazione sono necessari per effettuare concimazioni mirate e controllo manuale delle temperature di fermentazione.

Per Luca e Nicolò, oggi al timone aziendale, far assaporare la terra tramite l’uva e dare un nome a ogni filare sono il modo migliore per comunicare un territorio, reagire alle follie del cambiamento climatico e stare sul mercato globale. Next to do? Investire sulla Docg in termini di destagionalizzazione, favorendo la caratterizzazione del territorio in chiave di ristorazione d’eccellenza.

 

Il vino

Il Vino Nobile di Montepulciano riserva 2011 ha una veste rubino che si fa granato alle estremità. Il naso è invitante e avvolgente, e il frutto, ben espresso da sentori di more e visciole, è esaltato dall’intreccio speziato e floreale di pepe bianco e violetta contornato da ricordi minerali e tocchi fumè. La bocca è succosa, sapida, evolutiva, con una chiara precisione tannica e una lunga persistenza. Un vino equilibrato, caratterizzato da un bouquet elegante e da una vibrante piacevolezza di beva. Versatile negli abbinamenti, va alla grande con pecorino di Pienza, pici al ragù di lepre e trippa piccante.

 

Poliziano

Entrando nella frazione Montepulciano Stazione si accede al settore nord della parte più produttiva della Docg. Qui, su suoli argilloso-tufacei, si sviluppano alcuni dei vigneti più importanti dell’azienda Poliziano. Il noto crù Asinone è l’ambasciatore dell’azienda nata nel ‘62 per volontà di Dino Carletti, che ha visto nel figlio Federico il suo deus ex machina. I punti di discontinuità tra le due generazione sono totali. Il padre fece un investimento romantico per tornare alla terra d’origine. Federico ha percorso il rinnovamento del vino italiano e toscano. Quello che li lega è la fiducia. Quella di Dino nell’aver lasciato le chiavi in mano al figlio. Quella di Federico nell’intuire che il futuro dell’azienda è nella capacità che una nuova generazione ha, di interpretare correttamente il momento.

 

Lo stile di famiglia

Evitare lo snaturamento da eccesso di successo e avere una visione meno egocentrica del vino italiano. Essere competitivi ed identitari a partire dalla qualità del vino senza toni altisonanti perché la competizione globale è ai massimi livelli. Federico in questi anni ha girato il mondo ed è consapevole che Napa, Cile, Argentina, Sud Africa sono tutti competitor capaci di produrre grande qualità. Per emergere sui mercati serve conoscenza e attenzione e per questo le risposte migliori le offrono il vitigno, la tipicità e il territorio. Al tempo stesso bisogna avere la consapevolezza che per fare vini di pregio serve un’estrema delicatezza.

Offrire il piacere dell’accoglienza è fondamentale come continuare a lavorare sul brand e su un numero di bottiglie necessario per essere significativamente presenti su tutti i mercati. Per Federico Carletti il vino è ancora oggi una delle poche tradizioni che il territorio di Montepulciano non ha perso. Molte altre sono andate perdute come quelle dell’olio, della seta, del tabacco, delle barbabietole e dell’allevamento della razza Chianina: tradizioni culturali straordinariamente belle nelle quali non si è investito. Forse perché sono storie che non sono state raccontate ai giovani non imprimendogli così l’orgoglio del fare. Oggi il più grave errore da evitare.

 

Il vino

Il Vino Nobile di Montepulciano Asinone 2013 alla vista è rubino, denso e compatto con lievi sfumature granato. Al naso sentori di amarene, arancia rossa e liquirizia scandiscono l’intensità olfattiva mentre aprendosi si aggiungono sentori di legno di cedro, spezie scure e tabacco dolce. Il sorso è pieno e corposo dal tannino virile e dall’allungo sapido. Un vino robusto, potente e solido, un must per gli amanti del genere. Alla grande con tagliata di Chianina con pepe, rosmarino e olio nuovo. In alternativa agnello alla brace.

 

Le Casalte | Sant'Albino (SI) | vVia del Termine, 2, | tel. 0578 798246| https://www.facebook.com/Le-Casalte-38100096581/

Poderi Boscarelli | Montepulciano (SI) | via di Montenero, 24 | tel. 0578 767608| http://www.poderiboscarelli.com/

Poliziano | Montepulciano Stazione (SI) | via Fontago, 1 | tel. 0578 738171 | http://www.carlettipoliziano.com/

 

 

a cura di Emanuele Schipilliti

 

Per leggere Il vino, di generazione in generazione. Le Rive e le famiglie del Prosecco clicca qui

 

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