12 Ott 2012 / 20:10

Vinodentro: etichette e foto dal set

Ultimo ciak in Trentino per Vinodentro, il film diretto da  Ferdinando Vicentini Orgnani con Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno e Pietro Sermonti. Noi c'eravamo. Così dopo aver pubblicato > lo stor

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Ultimo ciak in Trentino per Vinodentro, il film diretto da  Ferdinando Vicentini Orgnani con Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno e Pietro Sermonti. Noi c'eravamo. Così dopo aver pubblicato > lo stor

yboard del film adesso proponiamo in esclusiva le foto del set e > la lista dei vini usati (e bevuti) durante le riprese.

 

 

Ma ecco il plot. Giovanni Cuttin è un modesto impiegato di banca che beve solo acqua e centrifughe, fino al giorno in cui un bicchiere di Marzemino lo inizierà al mondo del vino.

 

 

 

Divenuto il più importante wine writer d'Italia, corteggiato dai giornali e da donne bellissime, lascia la moglie (Giovanna Mezzogiorno, foto qui sopra) e finisce per addentrarsi, anche pericolosamente, in una realtà fatta di degustazioni, aste e collezionismo, arrivando a spendere 44mila euro per assicurarsi una bottiglia di Marzemino firmata dal maestro Toscanini. Ma ecco che all'apice del successo si presenta il conto da pagare sotto forma di pesanti accuse di cui dovrà rispondere.

 

 

E qui entra in scena il commissario Sanfelice con la sua cantinetta: “Il mio personaggio è un cultore del vino, ma  senza talento - racconta Sermonti (foto qui sopra) – spinto dalla passione in commissariato ha addirittura allestito una piccola cantina.


 

Pensate la sorpresa quando si trova davanti il guru del settore: da una parte l'ammirazione, dall'altra la voglia di incastrarlo. Va da sé che l'argomento principale dell'interrogatorio diventa il vino a discapito del povero appuntato che finisce per sbagliare la trascrizione di tutte le etichette francesi. E volete sapere come si conclude l'incontro? Ovviamente con un bel brindisi a base di Marzemino”.

 

 

“La cosa singolare di questo film  - interviene, ironico, il protagonista Vincenzo Amatoè la quantità di vino che abbiamo bevuto: niente trucchi cinematografici e acqua colorata. Vi lascio immaginare le condizioni al decimo ciak”. Come a dire, applicazione rigorosa del metodo Stanislavskij. “Altroché – conferma l'attore – come il mio personaggio anch'io subisco una vera metamorfosi.  Il suo è rapporto con il vino è viscerale: per affinare l'olfatto inizia a odorare il cestello della lavatrice, lo zerbino davanti alla porta. Cose che io ovviamente non ho fatto. Ma qui in Trentino ho imparato a guardare, odorare e bere il vino grazie ai continui scambi con l'Istituto San Michele all'Adige e con le cantine che ci hanno ospitato”.

 

 

E adesso che è entrato in questo mondo, Vincenzo Amato comprerebbe un Marzemino da 44mila euro come fa il suo alter-ego cinematografico? “Diciamo che mi piacciono i buoni vini: il mio 'vino dentro' è il bianco d'Alcamo che mi ricorda le mie origini siciliane, ma non mi considero di certo un fanatico. E per la cronaca, nel film quella bottiglia di Marzemino non farà una bella fine... ma non posso rivelare altro”.

 

 

Per il resto bisognerà attendere l'uscita sul grande schermo prevista per febbraio. 

 

Loredana Sottile

 

12/10/2012

 

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