Torino, Roma, Napoli e Milano. L’Italia unita nel segno dell’abbinamento tra cucina d’autore e grandi vini delle Langhe. È il tour promosso da Gambero Rosso con Beni di Batasiolo, che toccherà 4 tappe tra la fine del 2018 e la primavera 2019. 

 

Grandi vini e piatti d’autore: ecco il binomio al centro del tour di cene-degustazione realizzato da Gambero Rosso insieme a Beni di Batasiolo, una tra le più importanti realtà vinicole piemontesi. Quattro serate nelle principali città italiane, Torino, Milano, Roma, Napoli, per assaporare diverse espressioni vinicole delle Langhe in abbinamento ai piatti di alcuni dei ristoranti espressione dei diversi territori italiani. Su terreni ora sabbiosi, ora calcareo-argillosi, si estendono i 130 ettari della Beni di Batasiolo, di proprietà della famiglia Dogliani. I tratti distintivi dello stile aziendale da sempre si concretizzano nell'utilizzo di vitigni tradizionali, vinificati separatamente; nasce così una gamma che dà vita a diverse interpretazioni di Barolo, slanciati e eleganti, a Barbera, Arneis, Dolcetto, Moscato, vini identitari, che concretizzano l'alta vocazione della regione e raccontano la storia di un'azienda che si evolve e muta con un occhio attento a territorio e tradizione. Sono loro le guest star delle diverse cene-degustazione che si articoleranno in menu di quattro portate studiate proprio in funzione dei vini. Il tutto raccontato serata dopo serata da un esperto della guida Vini d’Italia Gambero Rosso.

Il tour. Le cene

Si parte il 6 dicembre da Torino dove la famiglia Vannelli aprirà il calendario nel proprio ristorante, Al Gatto Nero. L'anno nuovo - giovedì 31 gennaio - ci porterà a Roma, presso il Giulia Restaurant. Il terzo incontro - mercoledì 7 marzo 2019 - si terrà da Veritas, a Napoli, dove i vini verranno esaltati dalla cucina dello chef irpino Gianluca D'Agostino, mentre la chisura sarà affidata alle giovani mani di Michele De Liguoro del Rovello 18di Milano, il 25 marzo.

I VINI PROTAGONISTI DELLE SERATE

Batasiolo Brut Millésimé M. Cl. '12

Chardonnay, per l'eleganza, e pinot nero, a dare struttura, si uniscono in una cuvée che riposa per ben 72 mesi sui lieviti prima della sboccatura. Il risultato è un Metodo Classico elegante nelle classiche note di crosta di pane unite a refoli floreali e erbe aromatiche. In bocca è ampio e il sorso è trasportato da una bolla fine e da una fresca sferzata finale.

Roero Arneis '17

L'arneis è un autoctono piemontese tipico del Roero, la zona collinare sulla sponda destra del Tanaro. La versione di Batasiolo, affinata esclusivamente in acciaio, mantiene tutte le caratteristiche principali del vitigno: fiori e erba falciata si amalgamano a intensi sentori di frutta a polpa bianca, anticipando un palato fresco e sapido, caratterizzato da un finale lievemente ammandorlato, vera e propria firma del vitigno.

Langhe Chardonnay Vign. Morino '16

Nel vasto parco vingeti di Batasiolo figura anche qualche vitigno internazionale. È il caso di questo Chardonnay, proveniente dal Vigneto Morino, a La Morra. Fermentazione svolta in barrique, così come la maturazione che dura circa otto mesi con periodici bâtonnage: un vino dall'ampio bouquet aromatico in cui frutti gialli e tropicali incrociano note dolci di vaniglia e miele giallo, un ventaglio che si ritrova al palato su un sorso equilibrato e armonico.

Barbera d'Alba Sovrana '16

È una Barbera scalpitante questa versione 2016: la fermentazione avviene in acciaio, mentre in fase di maturazione si dividono due masse; il 30/40% (in base all'andamento dell'annata) sosta in barrique, il resto in botti grandi in rovere di Slavonia per un anno. Un tripudio di frutti rossi, uniti a cenni speziati, apre la strada a una bocca fresca e scorrevole, sostenuta da un equilibrato apporto tannico.

Barolo Cerequio '08

Cerequio è uno dei cru più prestigiosi della denominazione, un anfiteatro di vigneti tra Barolo e La Morra. Da qui provengono le uve per questo Barolo che mostra i caratteri eleganti del cru nelle sue sferzate balsamiche e speziate. Il palato è affidato a un sorso equilibrato e armonico tra componente fruttata, concentrazione e impalcatura tannica.

Barolo Ris. '10

La 2010 è stata un'ottima annata per il Barolo. Lo si percepisce chiaramente da questa Riserva, che sosta per un minimo di 30 mesi in botti in rovere di Slavonia per poi continuare il suo lungo affinamento in bottiglia. Naso sfaccettato con sfumature di tabbacco, fogliame, spezie, senza tralasciare sfumature di fiori secchi, tostature e frutti neri. L'attacco è morbido ma non appesantisce una solida impalcatura tannica, dal finale ancora piacevolmente fresco e vitale.

Piemonte Moscato Passito Muscatel Tardì

Per accompagnare dessert a base di crema o marmellate – ma da non sottavultare su grandi formaggi erborinati – il Tardì è l'ideale. Da uve moscato bianco, lasciate appassire per un periodo che può variare dai 40 ai 60 giorni, si ottiene un vino intenso e avvolgente già al naso, nei suoi aromi di miele, fichi secchi, albicocche disidratate, un profilo che poi ritorna in bocca, persistente e morbido.

Barolo Chinato

Il Barolo Chinato è un tipico prodotto di Langa, diffuso a partire dalla fine dell'Ottocento: si tratta di Barolo, ovviamente, arricchito con un infuso alcolico di china e una ricetta segreta di spezie. Il risultato è un vino da meditazione dove cannella, chiodi di garofano, pepe, anice stellato si accavallano a frutta in confettura e cioccolato scuro. Da sorseggiare lentamente per apprezzarne la calibrata dolcezza che contrasta con il retrogusto amarognolo e caratteriale.