Calata in un progetto di valorizzazione del turismo enogastronomico di più ampio respiro, la realizzazione di un polo dedicato alla cultura del cibo e del vino di Borgogna e di Francia è affidata a Eiffage, e si avvarrà di contributi pubblici e privati per un ammontare di 200 milioni di euro. Nei piani la realizzazione di un eco-quartiere con spazi collettivi e appartamenti, raccolti intorno alla città gastronomica. Le prime inaugurazioni nel 2018. Ecco come sarà. 


Dalla Citè du Vin alla Città della Gastronomia

Quando la primavera scorsa inaugurò la Citè du Vin di Bordeaux, tutto il mondo del vino si ritrovò ad applaudire la riuscita di un progetto che vantava obiettivi ambiziosi, e numeri altrettanto sbalorditivi: 81 milioni di euro di investimenti pubblici e privati, 13mila metri quadri di estensione su dieci piani, per un'altezza sulla Garonne che arriva a toccare i 55 metri, 80 aree vinicole del pianeta rappresentate, un'enoteca con 800 etichette in degustazione, una biblioteca tematica, un wine bar e un ristorante in terrazza, allestimenti museali destinati a insegnare e intrattenere il pubblico internazionale che gravita intorno a una delle più celebri capitali del vino del mondo. Con l'idea di dirottare verso la casa del vino progettata dallo studio Xtu 450mila visitatori ogni anno, generando un giro d'affari stimato a 38 milioni di euro. Numeri da capogiro, anche questi, che solo il tempo potrà confermare (il primo anno di attività cade alla fine di maggio 2017), o smentire, considerando il complessivo calo del turismo straniero di cui ha risentito la Francia presa di mira dal terrorismo. Intanto però si procede a vele spiegate verso il consolidamento di un sistema nazionale che sul turismo enogastronomico ha sempre scommesso molto, e oggi può avvalersi di ingenti capitali privati oltre che di un'oculata politica di finanziamenti pubblici.

 

Digione capitale dell’enogastronomia

E così a Digione, meglio conosciuta per la produzione della senape (oltre che per i grandi cru della Borgogna), si è da poco aperto il cantiere per la costruzione di una mirabolante città della gastronomia nel cuore della città storica, nel grande complesso in disuso che un tempo ospitava l'ospedale medievale. La Citè Internationale de la Gastronomie et du Vin, come si chiamerà, sarà realizzata dal gruppo Eiffage (il terzo operatore immobiliare francese, una public company quotata in Borsa che, indietro nel tempo, può vantare persino la costruzione della Tour Eiffel), estendendosi su un'area di 6 ettari e mezzo in centro città. E le linee guida, come nel caso bordolese, prevedono la progettazione di uno spazio all'avanguardia, articolato in due corpi di fabbrica che guardano all'esterno attraverso ampie superfici vetrate (la conversione dei locali dell'ospedale spetterà allo studio di architettura Anthony Béchu e Perrot&Richard, firma di alcuni grattacieli parigini a La Defense).

 

Il progetto di Eiffage. Riqualificare il territorio

Complessa la pianificazione dell'offerta tematica, che si avvarrà di un centro congressi, un centro di formazione dedicato a cucina, pasticceria ed enologia, due ristoranti, caffetterie, uno spazio commerciale di oltre 4mila metri quadri per la vendita di prodotti alimentari e accessori da cucina, un auditorium e 12 sale cinematografiche annesse al complesso (una proietterà esclusivamente documentari e film a tema). Oltre a un albergo a 5 stelle che si inserisce nella riqualificazione che toccherà l'intera area residenziale (con la consegna di 600 appartamenti, buona parte destinati all'edilizia sociale), collegata al nucleo storico tutelato dall'Unesco attraverso la passeggiata di via Monge, anch'essa sottoposta a restauro. Così anche la Borgogna, che per leggendaria rivalità viene contrapposta alla regione vinicola di Bordeaux, potrà vantare un cittadella enogastronomica a sua immagine e somiglianza, che è destinata a mobilitare investimenti per oltre 200 milioni di euro fino al compimento di un eco-quartiere che sarà ultimato entro il 2019, e nelle intenzioni di Eiffagediventerà un modello per tante città francesi.

 

La scommessa sul turismo enogastronomico

Una grande opera pubblica che già dalla fine del 2014 è sull’agenda dell’amministrazione francese tramite l’impegno del Ministero alle Politiche Agricole, intenzionato a realizzare sul territorio nazionale tutto un sistema di Città della Gastronomia, con lo scopo di promuovere la cultura del cibo e il patrimonio enogastronomico francesi. Tanto che dopo Digione, se sarà confermata la sostenibilità economica del progetto, potrebbe toccare a Lione, Tours e Parigi-Rungis. I primi riscontri saranno sotto gli occhi dei francesi già nel 2018, quando la prima ala della città gastronomica sarà licenziata da Eiffage. Mentre in Italia procede la realizzazione di un’altra città del cibo e dell’agroalimentare, quella che Oscar Farinetti battezzerà il prossimo autunno, alle porte di Bologna: Fico (non senza qualche perplessità di sorta). Due modelli diversi, entrambi mirati a promuovere il turismo enogastronomico, per incentivarne l’indotto. Che sia proprio l’enogastronomia il correttivo di economie nazionali in stato di perenne precarietà?

 

http://citedelagastronomie-dijon.fr/

 

a cura di Livia Montagnoli