Aree pasti del villaggio olimpico di Livigno prese dโassalto. Snowboarder americani che filmano il primo assaggio. Sciatori canadesi che passano da scettici ad entusiasti nell’arco di una forchettata. Sono sempre di piรน gli atleti olimpici di Milano-Cortina 2026 che fanno la fila per i pizzoccheri. Scene che nei video sui social si ripetono identiche: occhi che si spalancano al primo morso, forchette che affondano in piatti fumanti dopo gli allenamenti in quota, bis chiesti dopo il primo boccone. Ma come mai un piatto di pasta, patate e verza sta battendo qualsiasi altra proposta nelle mense olimpiche?
La risposta ha a che fare con la geografia e con gli ingredienti. Bormio e Livigno non sono solo le sedi olimpiche di sci alpino e freestyle, ma soprattutto i territori dove i pizzoccheri nascono. Quelli dove ogni rifugio e trattoria li prepara e serve da generazioni. Gli atleti stranieri si sono trovati circondati da questo primo,ย l’hanno provato per curiositร o per caso e lโhanno continuato a scegliere.ย

Il motivo sta nella ricetta stessa. Questa specie di tagliatella larga di grano saraceno โ il cereale senza glutine che in Valtellina si coltiva da secoli โ bollita con verze, patate e aglio,ย condita con formaggi d’alpeggio come il Bitto o il Casera e mantecata con burro fuso e salvia risponde perfettamente alle esigenze di chi gareggia sulla neve. Circa 600 calorie per porzione che arrivano da carboidrati che rilasciano energia prolungata senza picchi. Un piatto invernale ricco, nato dalla necessitร di nutrire chi lavorava su quelle stesse montagne, che paradossalmente oggi viene scelto da commensali abituati ogni giorno a pesare ogni grammo.
A differenza di Parigi 2024, dove il cibo offerto agli atleti era stato criticato per essere anonimo e standardizzato, Milano-Cortina ha puntato forte sulle eccellenze territoriali autentiche. Dopo lasagna, pizza e tiramisรน, ora anche i pizzoccheri serviti nelle mense degli atleti si aggiungono alla lista dei piatti italiani diventati virali alle Olimpiadi grazie al loro effetto โwow“. Non solo cibo, ma un’esperienza sensoriale che parla di montagna, tradizione e sapori veri.ย

Lโ’hashtag #PizzoccheriOlympics cresce alimentato da contenuti spontanei. Lโagenzia Reuters li ha definiti ยซl’anti-pizzaยป, mentre atleti come lo sciatore freestyle Jake Pates sono diventati inconsapevolmente ambasciatori della Valtellina. Persino Javier Zanetti, il leggendario ex capitano nerazzurro ora vicepresidente dell’Inter, da Bormio li ha certificati come ยซmedaglia d’oro per gusto e tradizioneยป.ย
Il fenomeno ha giร varcato i confini dei villaggi olimpici. Sulla scia del boom nelle mense, anche i ristoranti stanno cavalcando l’onda. ร il caso di Aimo e Nadia, storico tempio della cucina milanese, che nel suo BistRo ha inserito i pizzoccheri alla valtellinese come piatto del giorno ยซper tutta la durata delle Olimpiadiยป. Una reinterpretazione gourmet per chi vuole assaggiare il piatto del momento anche lontano dalle piste. Lโesempio perfetto di come la “pizzoccheromania” olimpica si sta espandendo dai rifugi di Livigno ai tavoli della migliore ristorazione milanese.
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