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Perché Michelin sta eliminando le Stelle Verdi dopo solo sei anni

La guida Michelin eliminerà gradualmente le Green Star introdotte nel 2020 per premiare la sostenibilità: al loro posto arriverà la nuova piattaforma globale Mindful Voices

  • 19 Maggio, 2026
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La guida Michelin fa un passo indietro nei confronti delle Stelle Verdi che aveva introdotto appena sei anni fa, nel 2020, per valorizzare il concetto di sostenibilità. Un ritiro annunciato lo scorso 18 maggio attraverso un comunicato stampa in realtà creato per presentare la nuova piattaforma Mindful Voices che darà voce a tutte quelle personalità dell’enogastronomia che fungono da fonte d’ispirazione. Un ritiro quasi in sordina.

Certo, in questi ultimi sei anni, più in generale, sul tema della sostenibilità sono cambiate molte cose sia a livello geopolitico sia sulle politiche per l’ambiente. La  Commissione Europea, dopo aver promosso efficaci politiche ambientali, con il secondo mandato di Ursula von der Leyen, ha praticamente affossato il Green Deal. Non meno rilevante è stata la revisione delle politiche sui combustibili fossili attuata dal governo di Donald Trump. Insomma, si parla meno di “green” e quando lo si fa non è in termini sempre positivi. E la Michelin, per trend o per scelta consapevole, si è ritrovata in questo “zeitgeist”.

Perché Michelin elimina le Stelle Verdi

«In linea con il recente ingresso della Guida nel mondo dell’ospitalità e del vino, e con la sua rapida espansione internazionale in oltre 60 destinazioni – si legge in un comunicato pubblicato oggi dalla Rossa -, la Guida Michelin ha creato un ambizioso concept editoriale universale. Ideato per cogliere al meglio il carattere unico di queste tre espressioni dell’arte di vivere e per andare oltre i confini locali, Mindful Voices metterà in luce e condividerà le storie e le pratiche pionieristiche di chef, albergatori e produttori di vino. Nel frattempo, la Stella Verde, limitata alla gastronomia, verrà gradualmente eliminata».

Cosa rappresentavano le Green Star

Le Green Star erano nate per valorizzare pratiche come l’approvvigionamento locale, la riduzione degli sprechi, il riciclo e l’attenzione all’impatto ambientale delle cucine. In pochi anni erano diventate un simbolo importante per molti chef e ristoranti, con oltre 650 insegne premiate a livello globale di cui una settantina solo in Italia. Dietro la scelta, però, si nascondono anche difficoltà pratiche e critiche crescenti.

Negli ultimi mesi erano aumentate le speculazioni sulla possibile eliminazione delle Green Star, soprattutto dopo la scomparsa della categoria dal sito Michelin. Molti operatori del settore contestavano criteri considerati poco trasparenti e difficili da verificare in modo uniforme tra Paesi diversi. La fine delle Green Star rappresenta quindi non solo la chiusura di un esperimento iniziato appena sei anni fa, ma anche il segnale di un riposizionamento strategico di Michelin, sempre più orientata verso contenuti editoriali e storytelling globale piuttosto che verso certificazioni ambientali formali.

Il nuovo progetto Mindful Voices

Eliminate le Green Stars ora Michelin si concentrerà su un nuovo progetto editoriale chiamato Mindful Voices, che debutterà a giugno durante la cerimonia nordica di Copenhagen. Non si tratterà più di un premio ufficiale assegnato attraverso valutazioni e classifiche, ma di una piattaforma narrativa destinata a raccontare le storie di chef, albergatori e produttori vinicoli impegnati in pratiche considerate innovative e responsabili.

Secondo Gwendal Poullennec, direttore internazionale della guida, l’obiettivo è dare spazio a figure capaci di “riscrivere le regole” dell’ospitalità contemporanea. Michelin punta così a trasformarsi sempre più in un marchio globale del lifestyle e dell’arte del vivere, ampliando il proprio raggio d’azione oltre la ristorazione tradizionale, dopo il lancio delle Michelin Keys per gli hotel e nuovi riconoscimenti nel settore vinicolo.

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