I migliori Trebbiano d'Abruzzo in 5 etichette al di sotto di 20 euro

4 Mar 2024, 19:42 | a cura di
Il Trebbiano, in Abruzzo, insieme al Pecorino è uno dei vini bianchi più noti. Qui vi proponiamo una selezione di ottime etichette tra quelle che costano meno di 20 euro.

L’Abruzzo è una regione profondamente vitata e la produzione vinicola è parte integrante dell’economia regionale. Eric Asimov, critico enogastronomico del New York Times, ha scritto che per trovare vini di grande valore si deve guardare all’Abruzzo, grazie a viticoltori che hanno saputo valorizzare al meglio la loro terra e i vitigni autoctoni. Se tra i vini rossi il Montepulciano d’Abruzzo fa di sicuro la parte del leone, per quanto riguarda il lato bianchista, in Abruzzo ormai è conclamato lo strapotere del pecorino sul trebbiano: durante le degustazioni per la guida Vini d'Italia 2024 di Gambero Rosso abbiamo assaggiato oltre 100 campioni per il primo, poco più di 60 per il secondo. Ma il trebbiano non ci sta ad abdicare. Ci è sembrato che i produttori stiano cercando di restaurare il bianco abruzzese per antonomasia con versioni che escono almeno dopo un anno, o anche di più: abbiamo trovato vini complessi, sfumati, molto interessanti man mano che siamo andati indietro nel tempo.


I Trebbiano d'Abruzzo dal migliore rapporto qualità-prezzo

Ecco una selezione di cinque Trebbiano (quattro appartengono alla DOC Trebbiano d'Abruzzo, uno invece è un IGT), che sulle nostre guide dei vini 2024, Vini d'Italia e Berebene del Gambero Rosso, hanno raggiunto il traguardo dei Tre Bicchieri o sono comunque arrivati in finale con Due Bicchieri Rossi, reperibili in enoteca o sugli shop on-line a meno di 20 euro.

Il Trebbiano Lupaia 2022 di Castorani è frutto di fermentazione spontanea: grano fresco, paglia, limone e fiori gialli aprono la strada a un sorso di grande piacevolezza e materia e conquista i Tre Bicchieri. Incastonata sulle Colline Pescaresi, tra la Majella e la Costa Adriatica, la cantina venne costruita nel 1793 dal famoso chirurgo Raffaele Castorani. Qui attualmente c'è la base operativa dell'azienda, di proprietà di un gruppo di soci tra cui figura il famoso campione di Formula 1 Jarno Trulli. La filosofia è improntata a una visione giudiziosamente moderna, in cui vitigni autoctoni, coltivati in regime biologico, plasmano un'eccellente gamma aziendale.

Ottimo il Trebbiano d'Abruzzo La Collina Biologica 2022 di Cirelli: paglia e cereali, sfumature iodate, erbe officinali, bocca scattante e tesa con una bella energia di sottofondo. Francesco Cirelli è un imprenditore agricolo in grado di sviluppare in maniera chiara e precisa le tante idee che gli vengono. L'ultima, in ordine di tempo e risalente allo scorso anno, è il "glamping", una sorta di campeggio di lusso tra le vigne, ma è solo un altro aspetto di un'azienda agricola a 360 gradi che insieme alle vigne vede protagonisti, l'ortofrutticultura, l'allevamento e gli uliveti. In cantina nascono vini dai tratti artigiani realizzati con fermentazioni spontanee, anfore, sensibilità e un pizzico di personalità.

Molto buono il Trebbiano Notàri 2021 di Fattoria Nicodemi: limone, cedro e lime costituiscono la componente agrumata di un naso che si racconta anche tramite le erbe aromatiche, soprattutto il basilico. La grande pulizia olfattiva prelude ad altrettanta nitidezza gustativa, un sorso elegante che torna sulle sensazioni erbacee e di scorze di agrumi. Elena e Alessandro hanno seguito le orme del padre Bruno continuando la produzione di vini iniziata alla fine degli anni '90. Il vigneto aziendale si trova sulle colline di Contrada Veniglio, a Notaresco e gode di quanto di meglio possa offrire il territorio Teramano: un terreno argilloso-calcareo e brezze serali che provengono dall'Adriatico. In cantina non manca la voglia di sperimentare, senza dimenticare le radici della tradizione, caratteristiche che si riscontrano in una gamma di vini dedicata agli autoctoni della regione.

Il Trebbiano Spelt 2020 di La Valentina profuma di camomilla e cedro che si uniscono a una bella sensazione di frutto bianco dolce; poi arrivano le erbe aromatiche ad aprire la strada a un sorso disteso, rilassato e molto saporito. Rispetto del territorio e sostenibilità: su queste due direttrici i fratelli Di Properzio portano avanti il loro progetto vinicolo fondato negli anni '90. I vigneti insistono su diversi territori, avvalendosi del sole e delle brezze marine e montane. La produzione dell'azienda di Sabatino, Andrea e Roberto si avvale del prezioso aiuto di Luca D'Attoma che trasforma le uve in una gamma di etichette di grande espressività e dalla forte impronta territoriale.   A contendersi la scena, due etichette di pregevole fattura.

Il Trebbiano d'Abruzzo Zione 2021 di Spinelli è molto buono, ampio nella tavolozza aromatica dove si affastellano le sensazioni di pesca matura, aghi di pino, cedro e fiori gialli. Complesso in bocca, solare e ricco, eppure dotato di grande bevibilità. L'azienda, fondata nel 1973 da Vincenzo Spinelli, si può annoverare tra quelle che hanno fatto conoscere l'Abruzzo vinicolo nel mondo. Oggi a guidarla ci sono i suoi figli, Carlo e Adriano, che, negli anni '90, hanno impresso una forte accelerazione all'attività di famiglia e soprattutto alle esportazioni che oggi occupano circa il 60% del totale della produzione.  Era da un po' che l'azienda non trovava spazio nelle pagine della nostra Guida, ma i vini della linea Zione, che a dire il vero non avevamo mai assaggiato, quest'anno ci hanno pienamente convinto.

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