Il tour internazionale del Gambero Rosso ha preso il via da Los Angeles il 24 febbraio. Lโevento sโรจ tenuto come nelle scorse edizioni alla City Market Social House, nel cuore del popolare Fashion district in Downtown Los Angeles. Il copione ben collaudato ha visto oltre 50 aziende presenti, con lโUnione Italiana Vini come ospite speciale. E dalle 13 alle 17 รจ stata la consueta festa del vino italiano, con distributori, importatori, sommelier e ristoratori a gremire la grande sala della Social House. Unโoccasione importante anche per noi per incontrare gli operatori ย e capire dove va il mercato.

ยซร un momento difficile, inutile nascondercelo โ ci dice Dominic Nocerino, patron di Vinifera Import, giunto per lโoccasione da New York โ io sono nel business da 50 anni. Ma se dovessi iniziare oggi non so se ce le potrei fare. I costi si sono moltiplicati, dai trasporti agli affitti, per non parlare del regime delle accise, che ogni giorno ci porta incertezze, ma sempre costi crescentiโฆ Noi siamo unโazienda solida, abbiamo investito nelle strutture anni fa, abbiamo rapporti piรน che collaborativi con i nostri fornitori, che sono marchi di alta gamma del vino italiano. Soprattutto, abbiamo una profonditร di magazzino sulle grandi annate che ci permette di mediare i prezzi. Ma vedo un settore in difficoltร , soprattutto per le aziende piccole e recentiยป.
Cosa fare allora? ยซNoi organizziamo tasting con la clientela importante insieme ai ristoratori, stappando grandi bottiglie di ottime annate. E lรฌ si vende molto. Il ristoratore รจ felice, i clienti anche. Ma questo richiede capacitร , energie, e risorse. In un momento di consumi stagnanti bisogna essere proattivi, darsi da fare, andare incontro ai consumatori, creare le occasioniยป. Sulla situazione politica non si sbilancia. Come molti altri, del resto. Anche se siamo in uno stato โdemโ e in una cittร dem nessuno affronta direttamente lโargomento, nemmeno su precise domande. Crazy รจ la parola piรน ricorrente, ma mai riferita a qualcuno. Crazy moment, crazy situation, crazy marketโฆ E tutti scuotono la testa, guardano il cielo e fanno smorfie di disapprovazione. Solo i tassisti e i driver di Uber, rassicurati dalla nostra provenienza italica, si lasciano andare a qualche commento piรน critico.

ร appena scoppiato il conflitto in Iran, una guerra che nessuno qui voleva e che โ al di lร delle promesse ufficiali โ rischia di durare un bel poโ. ยซSapevano che sarebbe successo, e si preparavano da ventโanni a questo momento – ci dice Salman, che รจ saudita e sunnita, e non nutre certo simpatie per lโIran โ sono pronti per una lunga guerra di resistenza, e hanno accumulato risorse, hanno strategie…ยป. Quando obbiettiamo che i vertici della teocrazia sono stati annientati taglia corto: ยซHanno previsto anche quelloยป.
Mangiare a Los Angeles puรฒ essere impegnativo, soprattutto a livello medio alto. A patto di trovare postoโฆ Nei tre giorni che abbiamo passato ai piedi di Hollywood, invece, prenotare รจ stato facile, dalla pizzeria al ristorante etnico fino al fine dining. Non la solita folla, insomma, e sui tavoli tanta birra e cocktails, qualche bottiglia di vino meno del solito. La ristorazione italiana comunque va fortissimo.
A Los Angeles ben 30 locali hanno ricevuto i premi della guida Top Italian Restaurants in the World. Con locali giunti anche da San Diego, Glendale, Coronado, e prestazioni di vertice assoluto come Nardo (Tre Spicchi, da Culver City), Drago Centro e, da San Diego, Solare (Tre Bottiglie) per finire con i Tre forchette Dora da San Diego e Felix, che ha avuto anche il premio Italesse per la miglior carta dei vini italiana. ย ยซLโItalia tiene bene – ci dice Martin Holland, un agente di commercio โ pizza e pasta vanno forte, e il fine dining resiste beneยป. Sarร lโeffetto โImmaterial Cultural Heritageโ dellโUnesco, ma in realtร la gastronomia Italiana occupa da sempre un posto importante nel cuore degli americani. E dopo una carbonara e un paio di bicchieri di vino si tende ad essere un poโ piรน ottimisti sul futuroโฆ

Due giorni dopo, il 26 febbraio, siamo a San Francisco, in una splendida giornata di sole. Una cittร in trasformazione positiva rispetto agli ultimi anni, merito probabilmente del nuovo sindaco, Daniel Lurie, che la sta tirando a lucido e sโรจ impegnato a fondo su welfare e sicurezza. Il Festival Pavillion a Fort Mason, affacciato sulla Baia e con un colpo dโocchio fantastico, che abbraccia il Golden Gate, Alcatraz e Sausalito, รจ stato la cornice dellโevento, ormai un classico per gli appassionati, che arrivano non solo da altre cittร della California ma anche dagli stati vicini, da Texas come dallโOregon, dal Nevada come dallโArizona.
ร da sempre lโItalian Wine Week. ยซNon รจ il momento di fare celebrazioni โ ci dice Lorenzo Scarpone importatore con la sua Villa Italia โ gli anni piรน entusiasmanti sono alle spalle. La generazione Z beve meno della Y, poi il doppio colpo dazi-svalutazione ha fatto lievitare i costi di oltre il 35 per centoยป. Chi sta pagando, chiediamo. ยซQualche produttore ci sta venendo incontro, ma per la maggior parte grava tutto su noi importatori. Inizialmente pensavamo che sarebbero state misure passeggere, ma non sarร cosรฌ. In tutto questo si stanno perdendo tanti posti di lavoro, nellโamministrazione e nel terziario. Alcune grandi societร di distribuzione stanno chiudendo. E questo deprime i consumi. Non voglio essere polemico con questโamministrazione, maโฆ ยป.
Ma il vino italiano tiene. Siamo evidentemente piรน radicati nelle abitudini di consumo, offriamo valore, diversitร e unโimmagine accattivante, sana, di consumo equilibrato e consapevole. Gli operatori ce lo confermanoโฆ In uno scenario che vede la Francia abbassare drasticamente i prezzi, e gli altri competitor soffrire, lโItalia del vino tiene, anche nei confronti della California. Ci sono oltre 40 aziende importanti in vendita qui in California. Persino Gallo e Kendall-Jackson hanno messo sul mercato alcuni marchi. Mai successo prima. ยซBottiglie californiane da 100 e passa dollari non si vendono piรน facilmente – conclude Paolo โ Montepulciano dโAbruzzo, Chianti e Chianti Classico, Piemonte, Friuli e Sicilia invece tengono. Il consumatore sceglie la qualitร sicura e guarda il prezzo. Non ci rimane che aspettare le elezioni di Midtermย e sperare!ยป. La giornata scorre veloce, le Masterclass del Consorzio vini dโAbruzzo (protagonista: Il Pecorino) e quella dellโUnione Italiana Vini sulle Denominazioni dโorigine (con sette ottimi vini) fanno il sold out, come sempre.
Poi Top Italian Restaurants porta sul palco ancora trenta bei nomi, a conferma dello stato di salute della ristorazione made in Italy. Citiamo solo le eccellenze: i Tre Spicchi ancora a Montesacro, i Tre Cornetti (ma in Usa li traducono Croissant) a Emporio Rulli, le Tre Bottiglie a Donato Enoteca da Redwood e ad A16 โ immancabile anche lei, Shelley Lindgren, Cavaliere della Repubblica, in prima filaโฆ Per arrivare alle Tre Forchette, Belotti da Oakland e, altra grande conferma, Acquerello, che si aggiudica anche il premio Italesse per la miglior carta dei vini italiani. Insomma, se il vino italiano tiene, nonostante dazi e guerre, molto si deve proprio a loro, i professionisti della cucina. Il momento non รจ facile, basta passeggiare per le strade, in California, e leggere graffiti e street art sui muri, Con ICE e presidenza protagonisti delle battute e delle invettive popolari. Ma come dice Dolores, altra driver (metร portoricana metร nicaraguense) ยซTodos locosโฆ Weโre all waiting for the Midterm!ยป. Ma il Tour non si ferma: prossima tappa Chicago.

Il 3 marzo a Chicago una splendida giornata di sole con temperature assai piรน miti delle settimane precedenti ha accolto i produttori del Tre Bicchieri. Il Bridgeport Art Center ancora una volta ha offerto le sue sale al top della scena enologica italiana e ad una folla ancora piรน numerosa degli anni scorsi di appassionati e professionisti. ยซLโItalia va forte โ ci diche Dwight Casimere, storica firma della critica enologica della Windy City, noto anche come The Wine Doctor โ e sono soprattutto i giovani ad avvicinarsi ai vini italiani oggi. Sono sempre alla ricerca di stimoli nuovi, e cosa cโรจ di meglio dellโItalia, con i suoi mille vitigni autoctoni? Ogni etichetta un sapore e un profumo nuovi, una nuova scoperta. Ovviamente, i classici sono i classici, ma in un mercato non certo in crescita rigogliosa come quello di oggi voi avete un grande vantaggioยป.
E lo svolgersi della giornata in questo grande spazio industriale riconvertito allโarte e ai grandi eventi ne รจ stata la conferma. A cominciare dalla grande masterclass sul Montepulciano dโAbruzzo delle ore 11 che ha fatto registrare il tutto esaurito con grande gioia del Consorzio vini dโAbruzzo โ ospite speciale della giornata โ dei 9 produttori coinvolti che hanno preso parte allโevento con i loro ottimi vini. ยซIl Montepulciano dโAbruzzo รจ un classico dellโenologia italiana, e per qualitร e per convenienza รจ un best-seller su questo mercato โ ci dice Colin Proietto della Agricosimo di Villamagna โ ma come tutti i vini va raccontato, come il suo territorio. E questi eventi sono fondamentali per consolidarne il successoยป.
ยซI mercati vanno presidiati, specie in un momento delicato come questo โ gli fa eco Valentina Di Camillo de I Fauri โ con la nostra presenza vogliamo sostenere anche lโimpegno dellโimportatore e dei distributori. ร fondamentale!ยป. ยซIl consumo di vino รจ tradizione qui a Chicago โ continua Dwight, che ha anche una rubrica settimanale su The Times Weekly โ a casa e nei ristoranti. Il pranzo nella trattoria Italiana nel fine settimana con tutta la famiglia รจ una tradizione. Per questo i consumi tengono, e quelli dei vini italiani in particolare. Qui cโรจ da sempre una forte comunitร italo-americana, con i suoi negozi di specialitร alimentari, i ristoranti e le pizzerie. Qui รจ tradizioneยป. Azzardiamo qualche considerazione sullโondata di salutismo, il dry January, le raccomandazioni a non consumare alcolici.
ยซLascia perdere, quella รจ gente Maga (make America great again; ndr). Chicago ama il vino. E quello italiano in particolare. Abbiamo un presidente astemio โ che perรฒ ha, tra le altre cose, unโazienda vinicola (a Charlottesville, in Virginia, ndr) โ e usa i dazi come mezzo di ricatto per lโEuropa – ci dice un operatore che preferisce rimanere anonimo โ ma il vino per noi รจ cultura e tradizione, e continuerร ad esserloยป. La giornata ha avuto il suo culmine con la Award Ceremony dei migliori ristoranti italiani di Chicago, intervenuti in massa, dalle pizzerie ai ristoranti fino ai wine bar. Una bellissima tappa del Tour, dove i 70 produttori italiani – nonostante la stagione – sono stati riscaldati da unโaccoglienza a dir poco calorosa. Insomma, ci siamo sentiti a casa.

Due giorni dopo, il 5 Marzo, รจ stata la volta della Grande Mela, la tappa storicamente piรน importante del nostro American Tour. Grande presenza di aziende, oltre 130, e di pubblico, nella consueta sede del Metropolitan Pavillion sulla 18esima, a Chelsea, nel cuore di Manhattan. Siamo nel mercato piรน importante degli Usa e, anche se non รจ un momento brillante, nonostante tutto – alla fine โ prevale lโottimismo.
ยซNon รจ un periodo facile per la ristorazioneยป, ci dice Jill, restaurant manager, per poi aggiungere che, in fin dei conti, momenti davvero facili non ne ha ancora visti nella sua lunga carriera. E punta il dito sulla stretta allโimmigrazione che leva risorse allโindustria dellโospitalitร , sia come personale sia come clientela. ยซMa – continua โ รจ un momento passeggero. Siamo in America, e noi siamo ottimisti per naturaยป. La giornata prende lโavvio con le masterclass, che sin dalle 11 con la verticale dellโAmarone Bosan della Gerardo Cesari ha visto la sala gremita di appassionati.
ยซAncora una bellissima esperienza con Gambero Rosso โ sottolinea Nicolรฒ Maroni, brand ambassador della maison veneta, che ha condotto lโevento con Marco Sabellico โ questo รจ il tipo di divulgazione di cui lโazienda ha bisogno: parlare, bicchiere alla mano, con chi poi il vino lo comunica al consumatore finale, al ristorante, sulla carta o sulla reteยป. Con Unione Italiana Vini ancora un appuntamento allโinsegna delle grandi etichette e di un inquadramento del sistema delle denominazioni dโorigine europee, italiane in particolare, e delle garanzie che la Unione europea e lo Stato con le Dop e le Igp forniscono ai consumatori.
Per finire, il Consorzio Vini dโAbruzzo ha affidato a Gambero Rosso la masterclass sul Cerasuolo dโAbruzzo. Cronaca di un successo annunciato, viene da dire, grazie alla popolaritร di questo vino, decisamente in crescita sul mercato Usa negli ultimi anni, e alla bontร delle 11 etichette in degustazione, che hanno dimostrato come un ottimo Cerasuolo รจ un vino che va ben oltre i classici due anni dalla vendemmia, e si sposa meravigliosamente con tantissime tradizioni gastronomiche oltre lโItaliana.
LโItalia ha vissuto un momento di grande partecipazione di tutto il numerosissimo pubblico anche durante lโimponente Award Ceremony. Lโinclusione della Cucina Italiana nel Patrimonio Culturale Immateriale dellโUnesco รจ un fatto recente, che ha reso orgogliosi tutti gli italiani e in particolare i quaranta ristoratori premiati, alcuni dei quali sono arrivati per lโoccasione da Boston, Filadelfia e persino da Santo Domingo. Tra le eccellenze Tre Cornetti sono andati alla filiale Newyorkese della Rosetta Bakery, Tre Spicchi alle pizzerie Song โe Napule e Ribalta, e infine Tre Forchette a La Devozione, Sistina e Lucciola, spettacolari esempi di fine dining italiano mediterraneo e contemporaneo.

ยซIl vino italiano ha fascino โ ci dice Dan Hertz, sommelier canadese da poco trasferitosi a New York โ sono storie di vignaioli e di famiglie, di territori vocati che affascinano sempre. E se cโรจ sovrapproduzione di vino nel mondo rispetto ai consumi, saranno le realtร autentiche che sopravvivranno, quelle che hanno una storia vera da raccontare, qualcosa di genuino, non lโindustria. Lโaltro giorno, ancora una volta, un vino italiano mi ha conquistatoโฆ In 35 anni di professione non avevo mai assaggiato una Bianchetta della Val Polcevera – siamo nei pressi di Genova – Ma che meraviglia!ยป.
ยซร stato un bellissimo evento anche questโanno – ci dice Michael Pereira, della Empire Imports โ e il mercato qui a New York va benissimo, per i vini Italiani in particolare. Oggi poi ho trovato alcune aziende di assoluto valore che spero di importareยป. Chiediamo se le accise e i problemi internazionali stiano influendo molto sulle vendite: ยซAlla fine, abbiamo trovato una quadra con i produttori, gli aumenti sui prezzi al dettaglio sono stati minimi. Certo, bisogna essere proattivi, impegnarsi, con clienti e consumatori. Ma i risultati arrivanoยป.
Lasciamo la Grande Mela soddisfatti e ottimisti. Quattro grandi cittร americane ci hanno accolto con gioia e calore, i produttori italiani sono ripartiti rasserenati dopo mesi di incertezze. Problematiche sul mercato internazionale ci sono, Stati Uniti compresi. Ma nulla che non si possa superare con un poโ piรน di sacrificio e di lavoro. Ci vogliamo credere, e alla fine abbiamo visto piรน luci che ombre in queste quattro tappe. ยซร il piรน grande mercato del mondoยป – ci ricorda Dan, il sommelier canadese che ha scelto New York. E se ce la fai qui, ce la puoi fare dovunque – aggiungiamo noi citando The Voice – Dipende da te. E.. vale per tutti!
Ringraziamo, alla fine del Tour, gli sponsor che ci hanno accompagnato: la Pulltex con i suoi eccellenti cavatappi, Acqua Smeraldina dalle straordinarie fonti della Sardegna, la Di Marco con la sua buonissima Pinsa Romana a Los Angeles, San Francisco e New York, e la Italesse con i suoi bellissimi bicchieri a San Francisco e Los Angeles.
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