Cjalzons

Difficoltà
Media
Tempo
20 min di preparazione, 10 min di cottura
Tipo di cottura
Bollitura
Dosi per
4 persone
Ingredienti
Per la pasta: 300 g di farina di grano duro (semola); acqua. Per il ripieno: 500 g di patate; 50 g di burro; 1 manciata di prezzemolo; qualche foglia di menta; 1/2 cucchiaio di cannella in polvere; 1 piccola cipolla; 2 cucchiai di brandy; 1 cucchiaio di zucchero; sale e pepe. Per il condimento: 100 g di burro; 100 g circa di ricotta affumicata.
Preparazione

Preparazione: 20 minuti + 30 minuti per il riposo

Setacciate la farina e impastatela con l’acqua necessaria (1,5 dl circa) per ottenere un impasto di media consistenza, simile a quello per le tagliatelle. Raccoglietelo a palla, avvolgetelo dentro un panno e lasciate riposare per una mezz’ora.

Per il ripieno, lessate le patate mettendole in acqua inizialmente fredda quindi pelatele e schiacciatele con una forchetta in modo da ottenere un passato leggermente granuloso.

Tritate grossolanamente la cipolla e fatela appassire dolcemente nel burro quindi scartate la cipolla e unite al passato di patate solo il burro aromatizzato. Unitevi anche lo zucchero, la cannella, la menta e il prezzemolo tritati, il brandy, sale e pepe.

Stendete la pasta in un foglio sottile e ritagliate dei dischi di sei cm di diametro. Ponete al centro di ogni disco un cucchiaino di ripieno, richiudete il disco a metà premendo bene formando una piccola piegatura verso l’interno (una specie di piccolissimo orlo) che è la chiusura tipica dei cjalzons friulani.

Lessateli in abbondante acqua salata in ebollizione, scolateli e conditeli con il burro, rosolato a color nocciola e la ricotta grattugiata.

Presenti nella cucina friulana fino dal tardo medioevo, i cjalzons sono uno dei piatti simbolo di questa regione. Fino a non molti anni fa erano una pietanza riservata alle grandi occasioni e ogni località si distingueva per un ripieno diverso: con le patate, con le erbe spontanee, con gli spinaci, con frutta e confettura, con pane nero e formaggio, con la frutta secca. Tutti questi ripieni, ancora attuali, sono comunque sempre di magro e hanno in comune sapori dolci e speziati, retaggio delle tradizioni mitteleuropee del Friuli.

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