Il vino in Italia sta cambiando non solo nelle vigne e nelle cantine, quanto nel modo in cui viene raccontato e condiviso. Cambiano i consumatori, sempre piรน curiosi e consapevoli, e cambiano i luoghi dove il vino si incontra. In questo contesto il wine bar รจ destinato a evolversi profondamente, trasformandosi in uno spazio vivo, accogliente e dinamico, capace di unire cultura del vino e convivialitร .

Il wine bar del futuro parte da una carta dei vini dinamica, in continuo movimento. Non una lista statica, ma una selezione che cambia, si rinnova e segue il ritmo delle stagioni, delle scoperte e degli incontri. Accanto alle etichette che hanno fatto la storia del vino โ quelle bottiglie che ogni appassionato ama ritrovare โ trovano spazio piccoli produttori, vignaioli artigiani, cantine familiari e territori meno battuti. ร qui che nasce la parte piรน emozionante: la possibilitร di scoprire una bottiglia mai sentita prima e lasciarsi sorprendere.
In questo modello diventa centrale anche il tema dei ricarichi onesti. Il vino non dovrebbe essere percepito come un bene di lusso o un piacere da concedersi raramente. Prezzi equilibrati e trasparenti permettono alle persone di esplorare, provare, tornare piรน spesso. Un wine bar che lavora in questo modo costruisce fiducia e crea una relazione duratura con i propri ospiti: il vino torna a essere un gesto quotidiano, spontaneo, naturale.
Un altro pilastro รจ la mescita, ampia e generosa. Tanti vini al calice significano libertร : la libertร di degustare, confrontare, cambiare idea, costruire il proprio percorso tra vitigni e territori. ร un modo per rendere il vino accessibile a tutti, dagli appassionati piรน esperti a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo. Ogni calice diventa un racconto, ogni assaggio un piccolo viaggio
In questo spirito aperto trova spazio anche la possibilitร del BYOB (Bring Your Own Bottle). Portare una bottiglia da casa, magari conservata per unโoccasione speciale, diventa un gesto di condivisione. Il wine bar smette di essere solo un luogo dove consumare e diventa una casa temporanea per gli appassionati, un tavolo allargato dove le bottiglie girano, si assaggiano, si commentano. Noi siamo convinti che รจ la classica situazione Win-Win, per rimanere in ambito anglofono: vincono tutti. Lโappassionato che porta la sua bottiglia, il locale che apre le porte a etichette importanti, crea una destinazione del vino e, comunque, con il diritto di tappo (per noi deve equivalere al costo piรน basso della bottiglia in carta) guadagna, come รจ giusto che sia, una cifra consona al servizio del vino.
Accanto al vino, la cucina segue la stessa filosofia di semplicitร e autenticitร . Niente virtuosismi inutili, ma una cucina di prodotto, di materia prima, dove la qualitร degli ingredienti รจ al centro. Piatti essenziali, stagionali, a metร tra gastronomia e bistrot: salumi scelti con cura, formaggi artigianali, verdure lavorate con rispetto, qualche preparazione calda pensata per accompagnare il vino senza sovrastarlo. Il cibo diventa complice del bicchiere, non protagonista assoluto.
Ma cโรจ un elemento che piรน di ogni altro fa la differenza: il servizio. Nel wine bar del futuro chi accoglie gli ospiti รจ preparato, curioso, competente. Conosce le bottiglie, i produttori, le storie che ci sono dietro ogni etichetta. Allo stesso tempo il tono resta leggero, informale, quasi domestico.ย Niente rigiditร , niente distanze: il dialogo con il cliente รจ naturale, spontaneo. Si parla di vino con passione, senza tecnicismi inutili, lasciando spazio alla scoperta e al piacere.
Perchรฉ in fondo il wine bar del futuro non sarร solo un luogo dove bere bene. Sarร un luogo dove sentirsi bene. Un posto dove entrare per un calice e restare per una conversazione, dove ogni bottiglia apre una storia e ogni tavolo diventa un piccolo momento di condivisione. Dove il vino torna finalmente alla sua dimensione piรน autentica: quella di unโesperienza umana, prima ancora che gastronomica.
Ecco cinque wine bar italiani, molto diversi tra di loro che ci sentiamo di consigliare. Le differenze sono evidenti, ma le caratteristiche che abbiamo descritto sono in assoluto il filo conduttore di tutte le cinque insegne.

Screenshot
Il campanello รจ lรฌ, a portata di mano, ma non serve per entrare: qui suona soprattutto quando si stappa una nuova bottiglia e la serata prende il via. Siamo dai Cugini di Torino, a Nizza Monferrato, locale aperto nel 2017 da Alessandro e Ilaria, compagni nella vita e nel lavoro – e quindi, a dispetto del nome, tuttโaltro che cugini. Piรน che definirlo wine bar, bistrot o ristorante, conviene lasciar parlare le bottiglie che riempiono gli scaffali. La selezione รจ impressionante: Champagne delle grandi maison e di piccoli rรฉcoltant, grandi Borgogna, Bordeaux dโannata e una ricca panoramica sullโItalia, Piemonte in testa. In totale oltre mille etichette, in continua evoluzione. Non esiste una carta vera e propria: le bottiglie sono esposte con il prezzo segnato e ognuno puรฒ scegliere liberamente. In cucina arrivano salumi e formaggi selezionati, salmone selvaggio, acciughe del Cantabrico con burro dโalpeggio, pinse farcite, battuta al coltello e le immancabili uova strapazzate al tartufo bianco. Si apre alle 11 o giรน di lรฌe si va avanti a orario continuato (chiuso solo la domenica): insomma, cโรจ sempre una buona occasione per passare dai Cugini.
I Cugini di Torino – Nizza Monferrato (AT) – Via Gozzellini, 13 – 346 387 8839 – Pagina Facebook

Foto: Aandrea Di Lorenzo
Il primo impatto รจ con il grande banco gastronomia: un colpo dโocchio che mette insieme centinaia di formaggi, altrettanti salumi e una distesa di conserve, paste artigianali, salse, burri, oli e aceti. Nel tempo la storica salumeria si รจ trasformata sempre piรน in ristorante, senza perdere la sua anima: qui tutto parte dal prodotto e dalla conoscenza di chi lo sceglie. Dietro cโรจ il lungo lavoro di ricerca dei fratelli Alessandro, Maria Elena e Pierluigi Roscioli, che da anni selezionano artigiani in Italia e allโestero. Si comincia spesso con la pizza del forno di famiglia e la mortadella fatta a mano, un assaggio che sa di Roma. Poi si puรฒ esplorare tra acciughe, mozzarelle di bufala, salmoni e una splendida selezione di prosciutti di razze italiane, da provare con i formaggi affinati dalla casa. I primi piatti sono un porto sicuro: cacio e pepe, carbonara o i rigatoni con burro francese e Parmigiano Reggiano. Poi cโรจ il vino, un parco giochi che parte da Roma e tocca i cinque Continenti, con migliaia di etichette e verticali da perdere la testa. ร proprio per questo che il conto puรฒ variare, anche molto: si parte da poche decine di euro e si arriva alla super bottiglia che vorrete regalarvi… qui la trovate di sicuro.
Salumeria Roscioli – Roma – via dei Giubboni, 21 – 06 687 5287 – https://salumeriaroscioli.com/

Varcare la soglia di questo indirizzo storico di Verona (cittร del Vinitaly dove non mancano gli indirizzi giusti per gli appassionati del buon bere) significa entrare in un luogo dove il vino รจ protagonista assoluto. Le sue radici affondano nel Cinquecento, mentre lโattuale identitร di ristorante nasce nel 1957. Da sedici anni รจ guidato dalle Famiglie Storiche, lโassociazione che riunisce importanti realtร vitivinicole della Valpolicella, e lโimpronta enologica รจ evidente fin dal primo sguardo. Allโingresso domina una grande lavagna scritta a mano che racconta una mescita sorprendente per ampiezza e profonditร : un viaggio tra territori, vitigni e annate. Grande spazio รจ dedicato alle produzioni locali, affiancate da etichette italiane di primo piano e da una curata selezione internazionale, con particolare attenzione alla Francia. Champagne e Borgogna sono protagonisti di una proposta studiata con precisione quasi maniacale, mentre molte bottiglie possono essere degustate anche al calice. Immancabile la sezione dedicata allโAmarone, con annate e interpretazioni diverse. La cantina custodisce circa 20.000 bottiglie per oltre 4.000 etichette, incluse raritร storiche e millesimi difficilissimi da reperire. La cucina alterna piatti della tradizione e proposte piรน ampie: dal risotto allโAmarone alla guancia brasata, dalla pasta e fagioli ai paccheri allโastice, fino al filetto alla Rossini e ai calamari scottati.
Antica Bottega del Vino โ Verona – vicolo Scudo di Francia, 3 – 045 800 4535 – https://bottegavini.it/verona/

Da decenni รจ un punto di riferimento in Romagna per gli amanti del vino e delle eccellenze gastronomiche italiane e dโOltralpe. Oggi a guidare il locale รจ Fabio Olmeti, giovane oste che porta avanti con passione la tradizione di famiglia avviata dal padre Roberto, con la presenza costante della mamma Rosanna. Lโidentitร resta quella originaria: dispensa, enoteca, salsamenteria e drogheria dove trovare salumi e formaggi di grande qualitร , conserve, paste selezionate e dolci secchi artigianali. Le sale rustiche, calde e accoglienti, sono circondate da centinaia di bottiglie custodite in grandi scaffalature di legno. La cantina alterna etichette prestigiose a piccoli produttori, con unโattenzione particolare alle realtร regionali. A pranzo e cena lโambiente diventa osteria: pochi piatti, stagionali e curati, come peperoni con acciughe cantabriche, tartare dโasino con chips di polenta, lasagna bianca agli asparagi, passatelli al pomodoro e basilico o pajata di vitello alla griglia. Da non perdere le peschine romagnole o la selezione di formaggi. Siamo a Faenza, ma la prenotazione รจ straconsigliata.
La Baita – Faenza (RA) – via Naviglio, 25/C – +39 0546 21584 – https://www.labaitaosteria.it

Al Ciz il protagonista non รจ piรน soltanto Vincenzo Gautieri, storico patron del locale, ma una squadra affiatata che ne condivide visione e filosofia. Gautieri resta una presenza attenta in sala, pronto a guidare clienti abituali e nuovi arrivati nella scelta delle bottiglie, ma negli anni ha costruito un gruppo capace di muoversi con autonomia e competenza. Oggi la sala, lunga e introdotta dal bancone, รจ animata da giovani sommelier preparati, coordinati da Romina Ridolfi, che gestiscono con sicurezza una carta vini imponente: quasi 1750 etichette, con grande spazio a produzioni biologiche e naturali. Qui il vino resta il punto di partenza dellโesperienza e spesso suggerisce lโabbinamento con il piatto. In cucina lo chef Mina Nasif mantiene soliditร tecnica e rispetto della tradizione, soprattutto nei classici come risotto alla milanese e costoletta di vitello, ma introduce anche leggerezza e nuove sensibilitร : piรน spazio alle verdure, attenzione al gluten free e rivisitazioni creative come i rigatoni di kamut cacio e pepe alla verbena. La carta dei vini รจ in continuo movimento e i calici cambiano ogni giorno, proposti direttamente al tavolo secondo menu e ispirazione. Una proposta ampia, accessibile e guidata da un gruppo affiatato che ha un obiettivo semplice: far stare bene ogni cliente. Del resto il motto resta lo stesso: โIl bere vincerร sempre sul maleโ.
CIZ Cantina e cucina โ Milano – viale Premuda, 44 – 02 2318 9915 – https://www.cizcantinaecucina.it
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