Indovina chi viene a cena? Quattro bancari hanno ideato un evento tra sconosciuti che è sempre sold out

5 Mar 2024, 12:19 | a cura di
A Torino c'è un evento che mette insieme sconosciuti in un unico locale per mangiare burger, bere vino e chiacchierare. Ecco com'è l'Eat&Meet de Il Cucinino

Dei torinesi si dice che siano “falsi e cortesi”. Eppure, quattro impiegati di banca di Torino, hanno voluto sovvertire questa credenza dando vita a un evento social-gastronomico che più sincero non ce n’è. Stiamo parlando dell’Eat&Meet de Il Cucinino che si tiene ogni mercoledì del mese nel capoluogo piemontese e chiama a raccolta tutte le persone sole, di ogni età, che hanno voglia di socializzare davanti a un bicchiere di vino e un buon piatto.

«Il nostro evento non è una cena di dating», chiarisce subito Marco Rocco, «nasce principalmente per fare amicizia. Vorremmo dimostrare che lo stereotipo del torinese chiuso, freddo, non è così».

Eat&Meet de Il Cucinino: com’è il format

L’evento è nato nel 2023 con un mercoledì sperimentale, ma la richiesta è stata talmente alta che ora il team de Il Cucinino, è stato “costretto” a proporlo ogni mercoledì registrando sempre sold out. Si può partecipare da soli, o se si vuole con qualche amico. Alle 19.30 si viene accolti con un aperitivo a base di Spritz e stuzzichini vari, che è l’occasione per rompere il ghiaccio, cominciare a conoscersi, sotto l’occhio vigile degli organizzatori dell’evento che scrutano le interazioni fra persone per scegliere le combinazioni migliori da mettere insieme per la cena. Alle 21 le persone vengono disposte in tavoli da sei, in base al tema del tavolo deciso dagli organizzatori, ad esempio i viaggi, oppure in base alle sensazioni di scambi che gli stessi hanno potuto valutare durante l’aperitivo.

Nell’era dei social la motivazione che ha spinto Marco Rocco, Carlo Ascoli, Mirko Fraulini (32 anni) e Stefano Rocco (28) è quello di un ritorno al passato, un modo di socializzare alla “vecchia maniera”. «Basiamo questo evento molto sull’interazione vera e propria, fisica. Lontano dai social. Io, ad esempio, se durante la serata vedo anche solo quattro o cinque persone usare lo smartphone considero l’evento un flop», spiega Marco Rocco e poi continua: «L’esempio della forza di questo evento fisico è la storia di una persona che è venuta, si è seduta per dieci minuti e poi si è alzata per andare via. Io l’ho fermata e ho chiesto il motivo, ma mi ha risposto che era da mesi che non usciva di casa e stare in mezzo a tanta gente gli provocava attacchi di panico. Gli ho chiesto di rientrare e riprovarci: ci è rimasto per tutta la sera, e alla fine ci ha ringraziato e abbracciato piangendo». Durante la serata si mangia e si beve insieme, si chiacchiera e si fanno dei giochi interattivi.

Eat&Meet: proposta gastronomica

Il menu per l’evento è fisso (presenti a richiesta anche opzione vegana, vegetariana, gluten free) un burger, una cucineria (tapas di piatti piemontesi rivisitati), una bottiglia di vino ogni due persone, acqua, coperto, dolci. Anche l’aperitivo è incluso e si possono bere quanti Spritz si vogliono accompagnati da stuzzicherie varie.

«Il nostro payoff è La nuova tradizione di Torino, perché l’idea della proposta culinaria è quella di rompere gli schemi della chiusura anche per il cibo. Il nostro cuoco, Ahad Hossain, ad esempio, è nato e cresciuto in Bangladesh e da dieci anni vive a Bra», spiega Marco Rocco.

La forza di questo menu sta nella contaminazione delle cucine del mondo e della tradizione piemontese che si riassume perfettamente nella cucina proposta dallo chef che adora le salse e propone anche ricette segrete che ricordano la sua infanzia.+

Fra i burger più richiesti, il Cuore di Bra (pane al sesamo, medaglione di fassona ripieno di salsiccia di Bra, Bra duro, bacon, pomodoro, lattuga, cipolla caramellata, salsa fatta in casa (ricetta super segreta) e senape). In carta una serie di altri burger come El Piemontero (pane ai semi di zucca, medaglione di Fassona Piemontese, con salsa habanero, gorgonzola piccante, pomodoro confit, cipolla caramellata, spinacino e maionese all'aglio ne), o ancora il Pan del Crin (pane al latte, sfilacci di spalla di maiale cotta a bassa temperatura, Bra duro, salsa barbecue fatta in casa e cavolo rosso)

La cucineria, piatti proposti in piccolissime porzioni, prevede fra gli altri: Polastr fritto e speziato pPetto di pollo marinato con zenzero, cipollotto e lime e fritto con panatura croccante di panko e maizena. Include 1 salsa in omaggio), Il Sultano di Langa (riso Apollo con lenticchie di Cuneo e curry di pollo) e altri.

In merito alla parte beverage, il focus è sui vini rossi delle Langhe. Il team de Il Cucinino in cantina vanta una grande proposta di Barbera, Barbaresco, «i migliori vini abbinabili ai burger», come sostiene Marco Rocco. Eppure, non manca la birra o altri drink a scelta del cliente.

Il Cucinino: il format di Torino

Partito come una dark kitchen durante la pandemia nel 2020, Il Cucinino oggi conta due punti ristorativi a Torino, aperti al pubblico, uno in via Braccini che conta solo venti coperti, e uno a via Mazzini, più ampio, diviso su due piani: la cantina, con un tavolo sociale per ventidue posti circa, e primo piano con tavoli divisi per un totale di circa sessanta/settanta coperti.

«Ci è sempre piaciuto il mondo dei locali e abbiamo pensato di provare a lanciare qualcosa che fosse compatibile e gestibile con il lavoro in banca. Ed eccoci qui».

Il Cucinino non è solo Eat&Meet, il martedì c’è l’evento dedicato alla stand up comedy, e il giovedì quello sulla lettura dei tarocchi: «Paradossalmente, nonostante Eat&Meet sia sempre sold out, anche questo evento sui tarocchi va fortissimo», racconta Marco Rocco.

Ancora convinti che i torinesi siano falsi e cortesi?!

 

 

 

 

 

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