L'appello

"Il vino ha bisogno di una cabina di regia o si arriverà ad un punto di non ritorno". L'allarme dell'Accademia vite e vino

Il monito arriva dal workshop Geopolitics and wine tenuto a Roma. Il professor Gaeta chiede politiche di sostegno alla competitività per rilanciare la domanda

  • 18 Giugno, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Duro monito da parte dell’Accademia italiana della vite e del vino nei confronti del settore nazionale, stretto tra la crisi dei consumi e la necessità di contenere le produzioni con una vendemmia 2026 che inizierà a breve: «Senza una cabina di regia il vino italiano arriverà a un punto di non ritorno». L’avvertimento arriva dal workshop internazionale Geopolitics and wine, tenuto lunedì 15 giugno a Roma, in cui accademici e autorevoli studiosi internazionali di economia del vino si sono confrontati sui problemi attuali del comparto.

No a logiche difensive

Il vino deve tornare a essere protagonista del cambiamento e per questo «non può limitarsi a una logica difensiva», secondo quanto emerso dall’incontro a cui hanno partecipato esperti come Kym Anderson, Vicente Pinilla, Julian M. Alston, Davide Gaeta, Federico Perali e Jean-Marie Cardebat. Occorre sia «investire su cultura d’impresa, capacità di lettura dei mercati, innovazione e aggregazione» sia, allo stesso tempo, «rafforzare una narrazione pubblica del vino – come ha sottolineato il vicepresidente di Federvini, Piero Mastroberardino – che valorizzi qualità, legame col territorio, convivialità e consumo consapevole».

Risorse pubbliche per rilanciare la domanda

E mentre la filiera nazionale si interroga sulle misure per il contenimento produttivo, il professor Davide Gaeta viaggia controcorrente: «Il cuore del comparto vitivinicolo italiano ed europeo è rappresentato da un tessuto di imprese familiari che costituisce circa il 70% dell’intero sistema produttivo: è da qui che bisogna partire per costruire risposte efficaci. In questa fase – ha osservato – non servono misure che comprimano il potenziale produttivo, ma politiche capaci di sostenere competitività, redditività e prospettive di lungo periodo». Secondo l’economista del vino, attualmente consigliere e tesoriere dell’Accademia, bisogna rilanciare la domanda «anche attraverso un uso mirato delle risorse pubbliche, per restituire al vino il suo giusto valore economico, sociale e culturale e superare narrazioni semplicistiche che lo contrappongono alla salute in modo ideologico».

venemmia – foto Consorzio Franciacorta

Innovazione, promozione e competitività

«Oggi è fondamentale – ha osservato nel suo intervento il presidente della Commissione agricoltura della Camera dei deputati, Mirco Carloniaccompagnare il settore vitivinicolo con una visione chiara, sostenendo innovazione, promozione, aggregazione e competitività, per rafforzare una filiera che è parte integrante della qualità e della credibilità del nostro sistema agroalimentare». Rosario Di Lorenzo, presidente dell’Accademia, ha ricordato come il vino sia economia, cultura, paesaggio e conoscenza: «Per questo – ha concluso – va sostenuto con responsabilità, visione e capacità di interpretare il cambiamento».

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd