Come sarà il GOe, Gastronomy Open ecosystem di San Sebastián firmato da Bjarke Ingels Group

16 Mag 2022, 15:17 | a cura di
Bjarke Ingels Group vince il concorso per il progetto di GOe, il Gastronomy Open Ecosystem di San Sebastián, nuova struttura del Basque Culinary Center che apre nel 2024

“Un edificio è solo un edificio”, diceva sul palco di Identità Golose  Joxe Mari Aizega, presentando il nuovo progetto firmato Basque Culinary Center che - superata ormai la soglia dei 10 anni - si appresta a fare un ulteriore balzo in avanti, con lo stile e la lungimiranza che gli sono propri. Aizega, che del Basque è direttore generale e visionario animatore, raccontava il GOe, il Gastronomy Open ecosystem: la nuova struttura, frutto della collaborazione tra pubblico e privato, che nascerà a San Sebastián, sempre più epicentro della gastronomia mondiale, dove si immagina e si scrive il futuro. Un posto è solo un posto, dunque, per una struttura che si pone in dialogo con il mondo esterno, e che sin dal nome dichiara di essere un ecosistema aperto. E non è un caso che, mentre il BCC si trova ai margini della cittadina basca, il GOe occupi un'area urbana, all'interno del vecchio parco tecnologico: città nella città nell'universo mondo della gastronomia dove connessioni, collaborazioni, movimento di dati, idee, persone e professionalità costituiscono un elemento fondativo.

GOe Visuales Edificio · OLATUEN BIDEA - CAMINO DE LAS OLAS_06

L'architettura

I baschi, che a quanto pare sanno capitalizzare beni, valori e potenzialità, hanno ben compreso l'impatto delle grandi architetture nel panorama cittadino da quando, giusto 25 anni fa, il Guggenheim ha letteralmente trasformato la percezione di Bilbao e dell'intera regione, proiettandola a forza nel panorama culturale internazionale. Il merito allora fu della sinuosa struttura di titanio di Frank Owen Gehry, capace di attrarre turisti e capitali da tutto il mondo e dove oggi (e non è proprio un caso) ha sede il ristorante Nerua di Josean Alija.

Poi, nel 2011, è arrivato il Basque a Miramòn appena fuori Donostia, con quell'iconica architettura disegnata dallo studio Vaumm che richiama a una pila di piatti, che integra funzioni accademiche, pratiche e di ricerca in un progetto nato da una think tank dei maggiori cuochi “pensanti” del mondo: “una scuola di cucina non sembrava abbastanza” racconta Aizega “abbiamo cominciato a capire il settore. Per me chiaro che c'era al centro la cucina ma era molto di più”. La creazione di una Fondazione no profit mirava a promuovere lo sviluppo della gastronomia, con una attitudine attiva non reattiva, e una visione olistica, passando, come dice Aizega, prima dalla cucina alla gastronomia, e ora dalla gastronoma alla gastronomia 360, “lo scorso anno, dopo 10 anni, ci siamo chiesti se questa fosse la strada giusta, e ci siamo risposti di sì”. Da lì si è deciso di rilanciare, con un progetto di uguale impatto per la città e per la cultura gastronomica.

GOe Visuales Edificio · OLATUEN BIDEA - CAMINO DE LAS OLAS_06

È stato così indetto un concorso internazionale, a dicembre 2021, che ha visto la partecipazione dei più importanti studi di architettura del mondo poi scremati a una rosa di 5 finalisti: 3xn (Danimarca), OMA (Office of Metropolitan Architecture, Paesi Bassi), Snøhetta (Norvegia) e Toyo Ito & Associates (Giappone) e BIG (Bjarke Ingels Group, Danimarca) che si è aggiudicato la gara, per la capacità di “riflettere chiaramente la missione di GOe di innovare ed esplorare i limiti della gastronomia con l'obiettivo di aprire la strada alla gastronomia in modo collaborativo”.

GOe Visuales Edificio · OLATUEN BIDEA - CAMINO DE LAS OLAS_06

GOe il progetto vincitore

A Bjarke Ingels si devono, tra le varie cose, il nuovo Noma di Rene Redzepi, il Flagship Factory campus S. Pellegrino in valle Brembana, e il primo ufficio virtuale progettato nel metaverso per gli impiegati di Vice Media Group. E ora firma Olatuen bidea - Camino de las Ola (e la sua silhouette spiega chiaramente il perché), che si è aggiudicato il concorso “per le sue qualità architettoniche uniche, per la sua integrazione organica nell'ambiente circostante e perché migliora gli spazi pubblici circostanti dotandoli di attività e carattere propri, generando così nuovi spazi di interazione e di relazione per la comunità”, un progetto dove ovviamente sono in primo piano i valori di sostenibilità e cura del paesaggio, ma che si caratterizza anche per la versatilità degli spazi e delle funzionalità capaci di rispondere alle “esigenze mutevoli” del nuovo centro.

GOe Visuales Edificio · OLATUEN BIDEA - CAMINO DE LAS OLAS_06

Lo spazio vuole essere un luogo di aggregazione per la comunità, offrendo nuovi ambienti per la vita sociale, la cultura, la ricerca e la cucina, dove la gastronomia e la città potranno incontrarsi e interagire, con terrazze aperte aperte che collegano l'attività interna dell'edificio con il pubblico esterno; "crediamo che questa fusione architettonica di gastronomia e tecnologia, città e paesaggio, edificio e parco abbia il potenziale per diventare una destinazione a sé stante per i pellegrini culinari di tutto il mondo", ha dichiarato Bjarke Ingels che nel disegnare il centro ha fatto riferimento al Cammino di Santiago, all sculture di Eduardo Chillida a Donostia e alle formazioni rocciose del flysh, incorporando i materiali da costruzione caratteristici della regione. Il tetto diventa estensione delle montagne che circondano la città, la creazione di una nuova piazza in Navarra Avenue incentiva l'interazione, mentre un mercato esplicita il concetto del from farm to table anche nell'ambito dell'avanguardia gastronomica: i prodotti locali saranno presentati qui e poi utilizzati in modo innovativo nelle cucine, nelle aule e nei laboratori vetrina di tutto l'edificio, per poi essere serviti al ristorante. Ora che è stato intercettato il progetto vincitore, si passa alla realizzazione che si prevede conclusa entro la fine del 2024.

GOe Visuales Edificio · OLATUEN BIDEA - CAMINO DE LAS OLAS_06

Cosa è il GOe: Gastronomy Open Ecosystem

Il GOe unisce spazi per la didattica, centro di ricerca, laboratori di innovazione per le aziende, spazi per eventi e congressi, una grande area per coworking flessibili e aperti. Con la consapevolezza dell'importanza di un dialogo prolifico e serio con il mondo imprenditoriale. Così la nuova struttura vuole imporsi come punto di riferimento per addetti ai lavori ma anche come luogo fruito dalla cittadinanza, quella popolazione che nel corso di questi 10 anni ha saputo tessere relazioni dirette con il Basque che, lungi dall'essere una cattedrale del deserto, è sempre stata vissuta anche dalla popolazione “abbiamo imparato l'importanza di essere nella città, sappiamo quanto è importante essere lì” diceva Aizega un mese fa, anticipando come Il GOe sarà uno spazio pubblico in piena interazione con la città, anche grazie a un'architettura con terrazze aperte che incentivano il dialogo con la città, fornendo spazi che arricchiscono l'ambiente urbano circostante. Progettato per ospitare la ricerca, l'innovazione, la sperimentazione, l'imprenditorialità e le attività di formazione post-laurea nell'ambito della gastronomia. Insomma: “il GOe riunirà un marchio unico di talenti”.

Avere una casa è importante, ma avere una comunità lo è ancora di più. Una comunità che sempre più guarda al Basque come a un polo di riferimento per la ricerca gastronomica, la riflessione alimentare in un panorama di multiculturalità tra i più avanzati e prolifici del mondo, che ha nel suo Dna la capacità di pensare alla gastronomia ambito interdisciplinare. La creazione di questa nuova casa della cultura gastronomica è la naturale conseguenza di un progetto che si è evoluto nel tempo e che ha saputo coniugare alta ristorazione, ricerca, impresa, comunicazione e impegno nella società, con il Basque Culinary World Prize che premia con 100mila euro le iniziative che hanno un impatto positivo sulla società attraverso la gastronomia (lo scorso anno ha premiato Xanty Elias e prima ancora José Andrés). È solo uno dei progetti, “lavoriamo tanto sul talento giovane e non solo sui nostri studenti, cerchiamo di formare persone con conoscenza e competenze ma anche persone con attitudine”, la 50 Next di giugno va in questa direzione, con la selezione di 50 giovani talenti di tutto il mondo in diversi settori, “la gastronomia è un settore di tanti settori, ci sono tante cose dentro che aprono tantissime opportunità interessanti”. E la nuova era del Basque è una di queste.

 

a cura di Antonella De Santis

foto Basque Culinary Center

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